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Diritto di abbandono: impossibile recuperare il proprio terreno dopo averlo ceduto al comune
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Diritto di abbandono: impossibile recuperare il proprio terreno dopo averlo ceduto al comune

📅 Décision du 26 marzo 2014⚖️ Cour de cassation👁️ 15 vues📖 5 min de lecture

La Corte di Cassazione decide: un proprietario che ha esercitato il diritto di abbandono per costringere un comune ad acquistare il suo terreno non può successivamente chiedere la retrocessione di tale terreno, anche se il giudice ha omologato un accordo sul prezzo.

Decisione di riferimento: cc • N° 13-13.670 • 2014-03-26 • Consulta la decisione →

Immaginate: siete proprietari di un terreno a Beaumont-de-Lomagne, nel Tarn-et-Garonne. Il piano urbanistico locale (PLU) ha classificato il vostro appezzamento come spazio riservato per una futura strada pubblica. Volete vendere, ma nessun acquirente si presenta, poiché il terreno è gravato da una servitù urbanistica (un vincolo che limita le costruzioni). Decidete quindi di attivare il diritto di abbandono: una procedura che obbliga il comune a riacquistare il vostro terreno a un prezzo fissato dal giudice dell'espropriazione. Il comune paga, voi siete sollevati. Ma qualche anno dopo, il comune non ha ancora realizzato il suo progetto. Vi dite: « Voglio riacquistare il mio terreno, dopotutto non è stato utilizzato ». È possibile? La Corte di Cassazione, con una sentenza del 26 marzo 2014, risponde: no. E spiega perché, in modo definitivo.

Questa decisione, poco nota al grande pubblico, ha tuttavia conseguenze concrete per centinaia di proprietari in Francia, in particolare nelle zone periurbane come Caussade o Beaumont-de-Lomagne. Essa contrappone un proprietario privato alla collettività territoriale della Corsica, ma il suo ragionamento si applica a tutti i comuni di Francia. Allora, quali sono i fatti? Qual è il ragionamento dei giudici? E soprattutto, cosa dovete sapere se vi trovate in una situazione simile?

I fatti: una storia come tante

Il signor X, proprietario di un terreno in Corsica, riceve un certificato urbanistico negativo (un documento che indica che il terreno è inedificabile) perché il suo appezzamento si trova in uno spazio riservato dal piano urbanistico. Non può né costruire, né vendere a un prezzo normale. Intima quindi alla collettività territoriale della Corsica di acquistare il suo terreno, in applicazione dell'articolo L. 111-11 del codice dell'urbanistica (il testo che consente al proprietario di un terreno inedificabile di costringere la collettività ad acquistarlo). Questo è ciò che si chiama diritto di abbandono: una requisizione d'acquisto su iniziativa del proprietario.

La collettività accetta e le parti adiscono il giudice dell'espropriazione per fissare il prezzo. Il giudice dà atto del loro accordo su un importo di X euro e ordina il trasferimento di proprietà a favore della collettività. Il signor X riceve il suo denaro, il comune diventa proprietario. Fin qui tutto bene.

Ma qualche anno dopo, il signor X apprende che il comune non ha ancora realizzato il progetto urbanistico che giustificava la riserva. Ricorda allora che l'articolo L. 12-6 del codice dell'espropriazione prevede un diritto di retrocessione (il diritto di riacquistare il terreno dal comune se il progetto non viene realizzato entro un certo termine). Chiede quindi al comune di rivendergli il terreno. Il comune rifiuta. Il signor X adisce il tribunale, che gli dà ragione in primo grado. Il comune fa appello e la corte d'appello conferma la sentenza. Ma il comune ricorre in cassazione.

La Corte di Cassazione cassa la sentenza d'appello. Ritiene che il diritto di abbandono di cui all'articolo L. 111-11 del codice dell'urbanistica sia una procedura speciale, che non può essere assimilata a un'espropriazione (procedura in cui il comune prende l'iniziativa dell'acquisto). Di conseguenza, il proprietario che ha egli stesso richiesto l'acquisto non può invocare il diritto di retrocessione previsto per le espropriazioni. In altre parole, quando avete costretto il comune ad acquistare, non potete tornare indietro.

Il ragionamento della giurisdizione — analizzato

Per comprendere questa sentenza, occorre innanzitutto distinguere due procedure: il diritto di abbandono (articolo L. 111-11 del codice dell'urbanistica) e l'espropriazione (codice dell'espropriazione per causa di pubblica utilità). Il diritto di abbandono è una requisizione d'acquisto: è il proprietario che prende l'iniziativa, perché il suo terreno è diventato inedificabile a causa di una servitù urbanistica (una restrizione imposta dal comune). L'espropriazione, al contrario, è una procedura avviata dalla collettività, che decide di acquistare un terreno per un progetto di interesse generale.

L'articolo L. 12-6 del codice dell'espropriazione consente al proprietario espropriato di chiedere la retrocessione del terreno se il progetto non viene realizzato entro cinque anni. Questo diritto è una rete di sicurezza per i proprietari che sono stati costretti a vendere. Ma la questione era: questo diritto si applica anche al proprietario che ha egli stesso requisito l'acquisto? La Corte di Cassazione risponde di no, per tre ragioni.

In primo luogo, il diritto di abbandono è una procedura autonoma, distinta dall'espropriazione. Anche se

Questions fréquentes

Puis-je utiliser le droit de délaissement si mon terrain est inconstructible ?

Oui, si l'inconstructibilité résulte d'une servitude d'urbanisme (emplacement réservé, espace boisé classé, etc.). Vous devez mettre en demeure la commune d'acheter, et si elle refuse, saisir le juge de l'expropriation.

Que faire si la commune n'a pas réalisé son projet après l'achat ?

Vous ne pouvez pas demander la rétrocession. Vous pouvez seulement signaler à la commune que le projet n'avance pas, mais vous n'avez aucun droit de rachat.

Quels sont les délais pour agir ?

Le droit de délaissement peut être exercé à tout moment tant que la servitude existe. Pour la rétrocession en cas d'expropriation, le délai est de 5 ans après le transfert de propriété. Mais attention : ce délai ne s'applique pas au délaissement.

Combien coûte une procédure de délaissement ?

Les frais d'avocat et d'expertise peuvent varier, mais comptez entre 1 500 et 5 000 € selon la complexité. Le prix du terrain est fixé par le juge, en général à la valeur vénale avant la servitude.

Puis-je négocier un prix plus élevé que celui proposé par la commune ?

Oui, si vous apportez des éléments (expertise, comparaisons) montrant que le terrain vaut plus. Le juge tranchera.

Informations juridiques

  • Numéro: 13-13.670
  • Juridiction: Cour de cassation
  • Date de décision: 26 mars 2014

Mots-clés

droit de délaissementrétrocessionexpropriationurbanismeCour de cassationservitude d'urbanismedroit immobilierBeaumont-de-LomagneCaussade

Cas d'usage pratiques

1

Propriétaire d'un terrain réservé pour une voie publique à Beaumont-de-Lomagne

M. Dupont possède un terrain de 500 m² classé en emplacement réservé pour une future route. Il ne peut pas construire et ne trouve pas d'acheteur. Il envisage le délaissement. Le terrain vaut 30 000 € sur le marché libre, mais la commune propose 20 000 €.

Application pratique:

M. Dupont doit consulter un avocat pour évaluer ses options. S'il accepte le délaissement, il touchera 20 000 € (ou plus si le juge fixe un prix supérieur) mais perdra définitivement le terrain. Il ne pourra pas le racheter si la route n'est jamais construite. Il peut aussi contester la servitude si elle est illégale.

2

Locataire d'un terrain à Caussade dont le propriétaire actionne le délaissement

Mme Martin loue un terrain agricole à M. Leroy. M. Leroy reçoit un certificat d'urbanisme négatif et met en demeure la commune de Caussade d'acheter le terrain. Mme Martin risque de perdre son bail si la commune devient propriétaire et décide de changer l'affectation du terrain.

Application pratique:

Mme Martin doit vérifier son bail : en général, la vente du terrain met fin au bail si le nouveau propriétaire (la commune) a un projet différent. Elle peut négocier une indemnité avec M. Leroy ou demander à la commune de maintenir le bail. Elle n'a aucun droit de rétrocession.

3

Acquéreur d'un terrain anciennement délaissé à Montauban

M. Durand achète un terrain à la commune de Montauban. Ce terrain avait été acquis par la commune via un délaissement il y a 10 ans. L'ancien propriétaire, M. Petit, n'a pas pu racheter le terrain.

Application pratique:

M. Durand est tranquille : l'achat est définitif. Il doit toutefois vérifier que la commune a bien respecté les règles de publicité de la vente. Il n'a pas à craindre une action en rétrocession de M. Petit, car celle-ci est impossible.

Maître Cécile Zakine

À propos de l'auteur

Maître Cécile Zakine — Avocate au Barreau des Alpes-Maritimes, Docteur en Droit. Chaque article de ce magazine est rédigé à partir de l'analyse d'une décision de jurisprudence réelle, commentée et mise en perspective par les équipes de Maître Zakine.

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