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Diritto di prelazione rurale: calcolo della superficie massima al momento dell'esercizio
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Diritto di prelazione rurale: calcolo della superficie massima al momento dell'esercizio

📅 Décision du 07 maggio 2014⚖️ Cour de cassation👁️ 9 vues📖 5 min de lecture

La Corte di cassazione precisa che, per il calcolo della superficie massima prevista dall'articolo L. 312-6 del codice rurale, devono essere presi in considerazione solo i beni del conduttore alla data di notifica della sua decisione di esercitare il diritto di prelazione, anche se il bene prelazionato è acquistato da entrambi i coniugi locatari.

Decisione di riferimento : cc • N° 13-11.776 • 2014-05-07 • Consulta la decisione →

Immaginate una coppia di coltivatori agricoli a Chambéry, il Sig. e la Sig.ra R., che affittano da anni un appezzamento di 5 ettari. Il proprietario, il Sig. T., decide di vendere. La coppia desidera acquistare per ampliare la loro azienda. Ma ecco: il diritto di prelazione del fittavolo (il diritto di essere prioritario nell'acquisto del bene locato) è limitato da una superficie massima fissata dalla legge. Chi deve essere preso in considerazione per calcolare questa superficie? Solo il conduttore che esercita il diritto, o entrambi i coniugi? Questa questione, che può sembrare tecnica, ha conseguenze finanziarie considerevoli. La Corte di cassazione, con una sentenza del 7 maggio 2014, ha stabilito: conta solo il conduttore che notifica la sua decisione, indipendentemente dal fatto che l'acquisto sia effettuato da entrambi i coniugi. Analisi.

I fatti: una storia come tante

Il Sig. X è proprietario a Saint-Priest di un appezzamento agricolo di 8 ettari, dato in affitto al Sig. e alla Sig.ra Z., una coppia di coltivatori. Nel 2010, il Sig. X riceve un'offerta di acquisto da un vicino. Conformemente alla legge, notifica alla coppia la sua intenzione di vendere, specificando prezzo e condizioni. Il diritto di prelazione del conduttore in carica (il fittavolo) gli consente di acquistare in via prioritaria, a condizione di rispettare determinati requisiti, in particolare una superficie massima di coltivazione. L'articolo L. 312-6 del codice rurale e della pesca marittima (il testo che fissa le regole del diritto di prelazione rurale) prevede infatti che il conduttore può prelazionare solo se, dopo l'acquisto, la superficie totale che coltiva non supera una certa soglia (variabile a seconda dei dipartimenti).

Il Sig. e la Sig.ra Z. decidono di esercitare il loro diritto di prelazione. Ma sorge un problema: il Sig. Z. coltiva già 10 ettari a titolo personale, mentre la Sig.ra Z. non ne coltiva alcuno. Se si sommano le superfici del Sig. Z. (10 ha) e l'appezzamento da prelazionare (8 ha), il totale (18 ha) supera la soglia massima consentita. Se si considera solo il Sig. Z., il diritto di prelazione è impossibile. Ma se si considera la coppia come un tutt'uno, la superficie della Sig.ra Z. (0 ha) riporta la media al di sotto della soglia. Il proprietario, il Sig. X., sostiene che il diritto di prelazione non può essere esercitato perché il Sig. Z., unico conduttore ad aver notificato la sua decisione, supera la superficie massima. La coppia, invece, sostiene che l'acquisto è comune e che la superficie deve essere valutata globalmente.

La causa viene portata davanti al tribunale paritario dei contratti agrari di Lione, che dà ragione al proprietario. I coniugi Z. presentano appello. La corte d'appello di Lione riforma la sentenza: ritiene che la superficie da considerare sia quella della coppia, poiché l'acquisto è congiunto. Il Sig. X. ricorre in cassazione. La Corte di cassazione cassa la sentenza d'appello e rinvia la causa davanti alla corte d'appello di Chambéry. Per l'Alta Corte, solo il conduttore che esercita il diritto di prelazione (qui, il Sig. Z.) deve essere preso in considerazione per il calcolo della superficie massima, e ciò alla data in cui notifica la sua decisione. Poco importa che l'acquisto sia effettuato da entrambi i coniugi.

Il ragionamento della giurisdizione — analizzato

La Corte di cassazione si basa sull'articolo L. 312-6 del codice rurale (che fissa la superficie massima per l'esercizio del diritto di prelazione) e sull'articolo L. 412-1 dello stesso codice (che organizza la procedura di notifica e di esercizio). Ricorda un principio fondamentale: il diritto di prelazione è un diritto personale, legato alla persona del conduttore. Può essere esercitato solo da chi è locatario al momento della notifica, e per proprio conto. Anche se il conduttore è sposato, il coniuge non è automaticamente conduttore, a meno che non sia cointestatario del contratto di affitto. Ora, nel caso di specie, solo il Sig. Z. era titolare del contratto di affitto (l'affitto era a suo nome). La Sig.ra Z. era solo sua moglie, coltivatrice nell'azienda familiare, ma non conduttrice in senso giuridico.

La corte d'appello aveva commesso un errore considerando che l'acquisto comune dei coniugi giustificasse di prendere in considerazione i beni di entrambi. Ma la Corte di cassazione è chiara: «Per il calcolo della superficie massima prevista dall'articolo L. 312-6 del codice rurale, devono essere presi in considerazione solo i beni del conduttore che esercita il diritto di prelazione alla data in cui questi notifica la sua decisione». In altre parole, si guarda alla situazione individuale del conduttore al giorno X. Se questi supera la soglia, il diritto di prelazione è impossibile, anche se il coniuge non ha alcuna azienda. Ciò che conta è la persona che esercita il diritto, non la famiglia.

Questa decisione si inserisce in una giurisprudenza costante: il diritto di prelazione è un diritto rigoroso, che deve essere esercitato in condizioni precise. I giudici di merito (i tribunali) devono verificare che il conduttore soddisfi effettivamente le condizioni alla data della sua decisione. Qui, la corte d'appello non aveva effettuato questa verifica, limitandosi a constatare che l'acquisto era congiunto. La cassazione era quindi dovuta.

Questions fréquentes

Qu'est-ce que le droit de préemption du preneur en bail rural ?

C'est le droit du fermier (locataire agricole) d'acheter en priorité le bien qu'il loue, lorsque le propriétaire décide de le vendre. Ce droit est prévu par le code rural et permet de protéger l'exploitant.

Puis-je exercer mon droit de préemption si mon conjoint n'a pas de terres ?

Oui, mais attention : le calcul de la surface maximale se fait uniquement sur votre tête, pas sur celle de votre conjoint. Si vous dépassez le seuil, vous ne pourrez pas préempter, même si votre conjoint n'exploite rien.

Quels sont les délais pour exercer le droit de préemption ?

Le preneur dispose de deux mois à compter de la réception de la notification du propriétaire pour faire connaître sa décision. Passé ce délai, le droit est perdu.

Que faire si le propriétaire vend à un tiers sans me notifier ?

Vous pouvez saisir le tribunal paritaire des baux ruraux pour faire reconnaître votre droit de préemption et demander l'annulation de la vente. Il faut agir rapidement, dans un délai de six mois à compter de la vente.

Cette décision s'applique-t-elle aux baux conclus avant 2014 ?

Oui, la décision interprète la loi en vigueur. Elle s'applique à tous les cas où le droit de préemption est exercé, quelle que soit la date de conclusion du bail.

Informations juridiques

  • Numéro: 13-11.776
  • Juridiction: Cour de cassation
  • Date de décision: 07 mai 2014

Mots-clés

droit de préemptionsurface maximalecode ruralbail ruralCour de cassation

Cas d'usage pratiques

1

Propriétaire bailleur : contester un droit de préemption abusif

M. T., propriétaire à Saint-Priest, veut vendre une parcelle de 8 ha. Son locataire, M. Z., seul titulaire du bail, exerce son droit de préemption. Or M. Z. exploite déjà 12 ha ailleurs. Le seuil est de 15 ha. Si l'on ajoute les 8 ha, cela fait 20 ha, soit un dépassement. M. T. peut contester le droit de préemption en se fondant sur l'arrêt de 2014.

Application pratique:

M. T. doit notifier au preneur son refus de reconnaître le droit de préemption, en invoquant le dépassement de la surface maximale. Si le preneur saisit le tribunal, M. T. pourra se prévaloir de l'arrêt de la Cour de cassation pour démontrer que seul M. Z. compte, et que le total (12+8=20 ha) dépasse le seuil de 15 ha. Il pourra ainsi vendre librement à un tiers.

2

Locataire en couple : bien préparer son droit de préemption

Mme R. est locataire d'une parcelle de 5 ha à Chambéry. Elle est seule titulaire du bail. Son mari exploite une autre parcelle de 10 ha à son propre nom. Le seuil est de 15 ha. Mme R. veut préempter la parcelle louée. Le total des surfaces (5 ha + 0 ha pour elle) est de 5 ha, bien en dessous du seuil. Elle peut préempter sans problème.

Application pratique:

Mme R. doit vérifier qu'elle est bien seule preneuse. Si son mari était co-titulaire, il faudrait cumuler leurs surfaces (5+10=15 ha), ce qui serait juste à la limite. Elle doit notifier sa décision dans les deux mois et s'assurer de disposer des fonds nécessaires. Si elle dépasse le seuil, elle peut renoncer à la préemption et laisser le propriétaire vendre à un tiers.

3

Acquéreur tiers : profiter d'une vente libérée

M. L. souhaite acheter une parcelle agricole à Saint-Priest, actuellement louée à M. Z. Le propriétaire a notifié son intention de vendre. M. Z. exerce son droit de préemption, mais il dépasse le seuil individuel. Grâce à l'arrêt de 2014, le propriétaire peut contester et la vente à M. L. peut avoir lieu.

Application pratique:

M. L. doit s'assurer que le propriétaire a bien notifié le preneur et que le délai de deux mois est écoulé. Si le preneur a notifié sa décision mais que le propriétaire conteste, M. L. peut se porter acquéreur sous réserve de la décision judiciaire. Il est conseillé de faire inscrire une condition suspensive dans le compromis de vente.

Maître Cécile Zakine

À propos de l'auteur

Maître Cécile Zakine — Avocate au Barreau des Alpes-Maritimes, Docteur en Droit. Chaque article de ce magazine est rédigé à partir de l'analyse d'une décision de jurisprudence réelle, commentée et mise en perspective par les équipes de Maître Zakine.

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