Decisione di riferimento : cc • N° 99-11.996 • 2001-02-06 • Consulta la decisione →
Immaginate : ricevete la vostra fattura dell'acqua ad Audincourt e notate un aumento del 30% rispetto all'anno precedente. Vi informate e scoprite che il consorzio intercomunale ha firmato una nuova convenzione di delega con una società privata, aumentando le tariffe. Ma cosa potete fare come utenti ? Questa decisione della Corte di Cassazione del 6 febbraio 2001 (n° 99-11.996) risponde a questa domanda cruciale per migliaia di proprietari e inquilini.
La domanda che ogni proprietario si pone : quando la mia fattura dell'acqua aumenta, posso contestare la convenzione che lega il consorzio al delegatario ? La Corte di Cassazione dice di no, se il termine di ricorso contro tale convenzione è scaduto. In chiaro, l'utente non può avvalersi dei vizi della convenzione stessa, ma solo delle clausole tariffarie che gli vengono applicate.
Quello che pochi sanno è che questa sottile distinzione può chiudervi la porta di un ricorso se aspettate troppo a lungo. Ma rassicuratevi : esistono vie per agire. In questo articolo vi spiego tutto, con esempi concreti a Besançon e Audincourt.
I fatti : una storia come ne capitano ogni giorno
Il Sig. Dupont, proprietario di una casa ad Audincourt, riceve una fattura dell'acqua dalla società SDEI, delegataria del servizio pubblico di acqua potabile per il consorzio intercomunale. La fattura è aumentata del 20% a seguito dell'applicazione dell'articolo 32 del trattato di delega, che ha modificato le tariffe. Il Sig. Dupont contesta questo aumento dinanzi al tribunale di commercio di Lione, sostenendo che la convenzione di delega stessa è illegittima.
La SDEI, dal canto suo, adisce il giudice dei provvedimenti urgenti del tribunale di commercio di Lione per chiedere il pagamento delle somme dovute. Il Sig. Dupont replica che la convenzione è viziata, in particolare per difetto di pubblicità e di concorrenza. Ma la corte d'appello di Lione, con sentenza del 18 dicembre 1998, respinge le sue argomentazioni : l'utente, terzo rispetto alla convenzione, non può invocare l'illegittimità di questa dopo la scadenza del termine di ricorso contenzioso.
Il Sig. Dupont ricorre in cassazione. La Corte di Cassazione, con la sua decisione del 6 febbraio 2001, conferma la sentenza della corte d'appello : l'utente può eccepire solo l'illegittimità delle clausole tariffarie stesse, non i vizi della convenzione. I giudici rinviano le parti dinanzi alla corte d'appello di Lione per statuire sul merito.
Il ragionamento della giurisdizione — analizzato
La Corte di Cassazione si basa su un principio fondamentale del diritto pubblico : l'utente di un servizio pubblico è un terzo rispetto alla convenzione di delega. In diritto, un terzo non può contestare un contratto di cui non è parte, salvo eccezioni molto limitate. Qui, l'articolo 32 del trattato di delega prevedeva un aumento tariffario, e il Sig. Dupont voleva annullare l'intera convenzione per vizio di forma.
Ma la Corte ricorda che il termine di ricorso contenzioso contro la convenzione (generalmente due mesi dalla sua pubblicazione) è scaduto. L'utente non può quindi più invocare l'illegittimità della convenzione stessa. Invece, può contestare le clausole tariffarie se sono illegittime (ad esempio, se violano il principio di uguaglianza degli utenti).
In altre parole, la Corte fa una sottile distinzione : il contratto in sé è diventato intangibile, ma le sue disposizioni concrete che vi fatturano possono essere attaccate. È una conferma della giurisprudenza anteriore (in particolare CE, 1996, Comune di Saint-Maurice).
Attenzione però : questa decisione riguarda solo gli utenti terzi rispetto alla convenzione. Se foste firmatari (ad esempio, il consorzio stesso), le regole sarebbero diverse.
Cosa cambia per voi — concretamente
Per il proprietario locatore : Affittate un appartamento a Besançon e l'inquilino si lamenta di una fattura dell'acqua eccessiva. Non potete contestare la convenzione di delega se risale a più di due mesi. Invece, potete verificare se la tariffa applicata corrisponde alla tariffa pubblicata. Se non è così, potete esigere un rimborso.
Per l'inquilino : Pagate direttamente la vostra fattura dell'acqua. Se aumenta bruscamente, chiedete al consorzio la griglia tariffaria ufficiale. Confrontatela con la vostra fattura. Se il delegatario ha applicato una tariffa non conforme, potete adire il giudice dei provvedimenti urgenti per ottenere una misura provvisoria.
Per il condomino : Il condominio ha un contratto dell'acqua con il delegatario. Se la fattura del condominio aumenta, l'amministratore deve verificare la legittimità della clausola tariffaria. Ma attenzione : la convenzione stessa non può più essere contestata oltre i due mesi.
Esempio numerico : A Besançon, una famiglia pagava 300 € all'anno per l'acqua. Dopo un aumento del 25%, la fattura passa a 375 €. Se l'aumento si basa su una clausola illegittima (ad esempio, una maggiorazione discriminatoria), l'utente può richiedere la differenza. Ma se la clausola è legittima, deve pagare.
Se vi trovate in questa situazione, dovete agire rapidamente : il termine per contestare una clausola tariffaria è generalmente di 5 anni dalla sua applicazione, ma meglio consultare un avvocato ai primi segnali.
Quattro consigli per evitare questo tipo di contenzioso
- Conservate le vostre fatture dell'acqua e le griglie

