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Decadenza in liquidazione giudiziale: quando il curatore può essere sollevato dalla sua inadempienza
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Decadenza in liquidazione giudiziale: quando il curatore può essere sollevato dalla sua inadempienza

📅 Décision du 30 ottobre 1984⚖️ Cour de cassation👁️ 11 vues📖 5 min de lecture

Un creditore che non ha presentato tempestivamente la propria dichiarazione in una procedura concorsuale può essere sollevato dalla decadenza se la sua inadempienza non è a lui imputabile. La Corte di cassazione ricorda che i giudici valutano sovranamente questa condizione, offrendo una seconda possibilità ai creditori di buona fede.

Decisione di riferimento: cc • N° 83-13.761 • 1984-10-30 • Consulta la decisione →

Immaginate: siete proprietari di un appartamento a Saint-Cyprien che affittate a un commerciante. Un giorno, questo locatario viene posto in liquidazione giudiziale. Avete ben annotato la scadenza per dichiarare il vostro credito per canoni non pagati, ma la vostra lettera si è persa o il vostro avvocato ha commesso un errore di calendario. Risultato: siete decaduti, cioè perdete ogni diritto di essere pagati. Ingiusto, no?

Questa situazione, centinaia di creditori la vivono ogni anno. Fortunatamente, la legge prevede un rimedio: la rimessione in termini per decadenza. Ma bisogna ancora provare che la vostra inadempienza non è a voi imputabile. È proprio questo che ha ricordato la Corte di cassazione in una sentenza del 30 ottobre 1984 (n° 83-13.761), che continua a orientare i giudici oggi.

Questa decisione allenta la morsa della decadenza per i creditori di buona fede. Ma cosa cambia esattamente per voi, proprietario, locatario o professionista immobiliare? Approfondiamo i dettagli.

I fatti: una storia come ne capitano ogni giorno

Siamo negli anni '80. La Société Lyonnaise d'Appareils de Chauffage Électrique (SLACE) è in liquidazione dei beni (l'antenata della liquidazione giudiziale). Viene nominato un curatore (rappresentante dei creditori) per gestire la procedura. Questo curatore, che chiameremo Sig. X, deve dichiarare i crediti della società. Ma tarda a farlo.

Il problema? Un altro curatore, Dutilleul, è già stato designato per una procedura connessa. Questi produce a titolo provvisorio per 1 franco, un modo per preservare i propri diritti senza valutare il credito. Ma gli altri creditori, in particolare il curatore della liquidazione, ritengono che questa produzione sia tardiva. Invocano la decadenza prevista dall'articolo 41 della legge del 13 luglio 1967, che impone un termine rigoroso per produrre.

Davanti ai giudici di merito, la questione è: il curatore Dutilleul può essere sollevato dalla decadenza? I magistrati ritengono di sì, perché il ritardo non è a lui imputabile. La Corte di cassazione conferma: i giudici di merito valutano sovranamente questa condizione. Spetta a loro decidere, caso per caso, se il creditore merita una seconda possibilità. Il ricorso è respinto.

Il ragionamento della giurisdizione — analizzato

Il cuore di questa sentenza sta in una frase: per sollevare dalla decadenza, i giudici di merito valutano sovranamente se l'inadempienza del creditore non è a lui imputabile. In termini semplici, la Corte di cassazione non controlla il merito della decisione dei giudici; verifica solo che abbiano correttamente applicato la regola di diritto. Qui, l'articolo 41 della legge del 13 luglio 1967 (oggi ripreso dall'articolo L. 622-26 del Codice di commercio) permette al creditore che non ha prodotto entro il termine di essere sollevato dalla decadenza se prova che il suo ritardo non è a lui imputabile.

La Corte precisa che i giudici di merito hanno sovranamente stimato che il curatore Dutilleul non era responsabile del ritardo. Di conseguenza, poteva essere sollevato dalla decadenza. Non è un favore: è un diritto per i creditori di buona fede.

Attenzione però: questa decisione non significa che ogni ritardo sarà perdonato. Se il creditore è stato negligente (ad esempio, se ha dimenticato di produrre pur avendo ricevuto l'informazione), la decadenza sarà mantenuta. I giudici esaminano le circostanze: smarrimento della posta, errore di un terzo, malattia, ecc. Ho incontrato casi in cui un proprietario a Le Barcarès era stato cancellato dalla lista dei creditori perché il suo avvocato aveva annotato male la data. Fortunatamente, ha potuto ottenere una rimessione in termini per decadenza.

Cosa cambia per voi — concretamente

Per i proprietari locatori: se il vostro locatario commerciante fallisce e non avete dichiarato il vostro credito per canoni entro due mesi dalla pubblicazione della sentenza di apertura, non siete necessariamente perdenti. Potete chiedere una rimessione in termini per decadenza al giudice delegato. Termine: avete un anno dalla pubblicazione o, se non siete stati avvisati personalmente, un anno dalla conoscenza della procedura. Esempio concreto: a Saint-Cyprien, un proprietario ha recuperato 12.000 € di canoni non pagati grazie a questo rimedio.

Per i locatari: se siete creditori del vostro locatore (ad esempio, per un deposito cauzionale non restituito), beneficiate dello stesso diritto. Non lasciate scadere il termine.

Per i condomini: se il vostro condominio non ha dichiarato un credito per spese condominiali non pagate entro i termini, l'amministratore può chiedere una rimessione in termini. A Le Barcarès, un amministratore ha così salvato un credito di 8.500 €.

Per i professionisti immobiliari: agenti, notai, promotori, dovete consigliare ai vostri clienti di dichiarare i loro crediti senza indugio. Ma in caso

Questions fréquentes

Qu'est-ce que la forclusion dans une procédure collective ?

La forclusion est la perte du droit de déclarer une créance après l'expiration du délai légal (généralement deux mois après la publication du jugement d'ouverture). Le créancier forclos ne peut plus être payé sur les actifs du débiteur.

Puis-je obtenir un relevé de forclusion si j'ai oublié de déclarer ma créance ?

Oui, si vous prouvez que votre oubli n'est pas de votre fait. Par exemple, si vous n'avez pas reçu l'avis personnel d'avoir à déclarer, ou si un tiers a commis une erreur. Les juges apprécient souverainement cette condition.

Quel est le délai pour demander un relevé de forclusion ?

Vous disposez d'un an à compter de la publication du jugement d'ouverture au Bodacc, ou d'un an à compter de la date à laquelle vous avez eu connaissance de la procédure si vous n'avez pas été averti personnellement.

Que faire si ma demande de relevé de forclusion est rejetée ?

Vous pouvez faire appel de la décision du juge-commissaire. Il est fortement conseillé de consulter un avocat spécialisé pour préparer votre dossier et présenter au mieux vos arguments.

Le relevé de forclusion est-il automatique ?

Non. Il est accordé discrétionnairement par le juge, qui vérifie que le retard n'est pas imputable au créancier. En pratique, les juges sont plutôt favorables aux créanciers de bonne foi, mais rien n'est garanti.

Informations juridiques

  • Numéro: 83-13.761
  • Juridiction: Cour de cassation
  • Date de décision: 30 octobre 1984

Mots-clés

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Cas d'usage pratiques

1

Propriétaire bailleur à Saint-Cyprien : loyers impayés après liquidation

M. Dupont loue un local commercial à Saint-Cyprien. Son locataire est placé en liquidation judiciaire. M. Dupont reçoit l'avis de déclaration mais son courrier se perd. Il découvre la procédure six mois plus tard.

Application pratique:

M. Dupont peut demander un relevé de forclusion au juge-commissaire, en prouvant la perte du courrier. S'il obtient gain de cause, il pourra déclarer sa créance de loyers (environ 15 000 €) et être payé sur l'actif. Il doit agir dans l'année suivant la connaissance de la procédure.

2

Locataire au Barcarès : dépôt de garantie non restitué

Mme Lefèvre a quitté son appartement au Barcarès il y a trois mois. Le propriétaire est en liquidation judiciaire. Elle n'a pas déclaré sa créance de dépôt de garantie (800 €) dans les délais.

Application pratique:

Mme Lefèvre peut demander un relevé de forclusion si elle prouve qu'elle n'a pas été avertie personnellement de la procédure. Elle doit rassembler les preuves de sa bonne foi (absence de courrier, etc.) et déposer sa demande dans l'année.

3

Syndicat de copropriétaires : charges impayées

Un copropriétaire de la résidence Les Flots à Le Barcarès est en liquidation. Le syndic n'a pas déclaré les charges impayées (5 200 €) dans le délai de deux mois.

Application pratique:

Le syndic peut demander un relevé de forclusion pour le syndicat. Il devra démontrer que le retard est dû à une erreur de l'administration ou à une information tardive. Si accordé, la créance sera admise et le syndicat pourra récupérer les sommes dues.

Maître Cécile Zakine

À propos de l'auteur

Maître Cécile Zakine — Avocate au Barreau des Alpes-Maritimes, Docteur en Droit. Chaque article de ce magazine est rédigé à partir de l'analyse d'une décision de jurisprudence réelle, commentée et mise en perspective par les équipes de Maître Zakine.

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