Decisione di riferimento: cc • N° 69-12.356 • 1970-07-22 • Consulta la decisione →
Vi trovate ad Aix-les-Bains, scivolate su una lastra di ghiaccio uscendo dal mercato. Frattura del polso. Venite trasportati all'ospedale locale. Ma la vostra famiglia abita a Parigi, e vostro padre vi propone di venire da lui per la convalescenza. Chiedete di essere trasferiti in una clinica parigina. L'assicurazione malattia rifiuta di prendere in carico il trasporto. Perché? Perché non è medicalmente necessario. Questa decisione del 1970 della Corte di cassazione lo dice chiaramente: le spese di trasporto sono rimborsate solo se sono giustificate dalle esigenze del trattamento, non da ragioni personali.
La domanda che si pone ogni proprietario o locatario: "Posso ottenere il rimborso delle mie spese di trasporto se sono ricoverato lontano da casa?" La risposta è no, salvo che il trasporto sia richiesto dallo stato di salute. E questa regola vale anche per i professionisti dell'immobiliare che, ad esempio, devono spostarsi per gestire un bene.
Cosa dice questa decisione: la commissione di primo grado aveva accordato il rimborso a un assicurato che era stato trasportato da La Clusaz a Nancy per essere curato vicino a suo padre. La Corte di cassazione ha cassato questa decisione, ritenendo che i giudici avrebbero dovuto verificare se l'interessato potesse ricevere cure appropriate nell'istituto più vicino al luogo dell'incidente. In parole povere, il comfort personale non giustifica una presa in carico.
I fatti: una storia come ne capitano ogni giorno
Il signor X, un giovane domiciliato a Parigi, parte per le vacanze sulla neve a La Clusaz (Alta Savoia). Scia su una pista blu quando, sfortunatamente, cade e si ferisce gravemente. Trasportato d'urgenza all'ospedale di Annecy, viene preso in carico. Ma suo padre, preoccupato, abita a Nancy. Il signor X chiede di essere trasferito in una clinica di Nancy, più vicina a suo padre. Il trasporto in ambulanza viene effettuato. Poi, chiede alla cassa di assicurazione malattia il rimborso delle spese di trasporto.
La cassa rifiuta: secondo lei, il trasporto non era medicalmente giustificato. Il signor X adisce la commissione di primo grado (l'antenata del tribunale delle questioni di sicurezza sociale). Questa commissione gli dà ragione, ritenendo che il trasporto fosse "di natura tale da abbreviare la durata del suo ricovero e da evitare le spese di un'infermiera". In altre parole, poiché suo padre poteva prendersi cura di lui, ciò giustificava il trasporto.
La cassa ricorre in cassazione. La Corte di cassazione, con sentenza del 22 luglio 1970, cassa la decisione della commissione. Rimprovera ai giudici di merito di non aver verificato se l'interessato potesse ricevere cure appropriate nell'istituto più vicino al luogo dell'incidente. In questo caso, l'ospedale di Annecy era in grado di curarlo correttamente? Se sì, il trasporto verso Nancy non era giustificato.
Questa vicenda illustra un conflitto classico tra la libertà del paziente di scegliere il luogo di cura e il rigore di bilancio della Sicurezza sociale.
Il ragionamento della giurisdizione — decodificato
La Corte di cassazione si basa sul Decreto del 2 settembre 1965, che fissa l'elenco dei casi in cui le spese di trasporto sono prese in carico dall'assicurazione malattia. Al di fuori di questi casi (trasporto d'urgenza, trasporto legato a un ricovero programmato, ecc.), il rimborso è possibile solo se il trasporto è "riconosciuto medicalmente giustificato dalle necessità di un trattamento".
I giudici ricordano che la commissione di primo grado aveva fondato la sua decisione su motivi non medici: la vicinanza familiare, il risparmio di un'infermiera. Ora, queste considerazioni sono estranee all'oggetto dell'assicurazione malattia. La Corte esige quindi che il giudice verifichi concretamente se l'istituto iniziale (il più vicino) fosse in grado di fornire le cure adatte. Se sì, il trasporto verso un istituto più lontano non è giustificato.
Questa decisione non è un revirement ma una conferma del rigore del sistema. Si inserisce in una logica di controllo delle spese sanitarie. Per i non giuristi, tenete a mente questo: la Sicurezza sociale non paga un trasporto semplicemente perché è più comodo per voi o per la vostra famiglia. Ci vuole una prescrizione medica che attesti che il trasporto è indispensabile per ricevere cure appropriate.
Gli argomenti del signor X (abbreviare il ricovero, evitare un'infermiera) sono stati spazzati via. La Corte ha ritenuto che questi vantaggi personali non rientrino nell'assicurazione malattia. È duro, ma logico: altrimenti, chiunque potrebbe chiedere di essere trasportato da un parente per ragioni di comodità.
Cosa cambia per voi — concretamente
Se siete proprietari locatori ad Albertville e vi ferite mentre controllate un alloggio, potreste avere voglia di farvi curare vicino a casa o dalla vostra famiglia. Ma attenzione: se l'ospedale locale può curarvi, l'assicurazione malattia non rimborserà il vostro trasporto verso un altro istituto, anche se è più comodo.
Per un locatario vittima di un incidente domestico nel suo appartamento ad Aix-les-Bains: se venite trasportati al pronto soccorso, le spese di ambulanza sono prese in carico (è un caso previsto dal decreto). Ma se chiedete un trasferimento verso una clinica a Chambéry perché vostra madre vi abita, non sarà rimborsato senza giustificazione medica.
I professionisti dell'immobiliare (agenti, notai, promotori) non sono direttamente interessati da questa decisione, ma possono trovarsi di fronte a clienti che ignorano queste regole. Ad esempio, un cliente infortunato in un bene visitato vorrà s