Decisione di riferimento: cc • N. 73-13.008 • 1974-10-30 • Consulta la decisione →
I fatti: una storia come capita ogni giorno
Il sig. X, assicurato sociale, presenta il 27 febbraio 1970 una richiesta di rimborso per un apparecchio non iscritto nella tariffa interministeriale delle prestazioni sanitarie (cioè un apparecchio che non è rimborsabile di diritto, ma che può esserlo dopo accordo della cassa). A quella data, è affiliato alla cassa primaria di Lille. Questa gli dà il suo accordo per la presa in carico. Ma nel frattempo, il sig. X ha cambiato residenza per stabilirsi in un'altra regione, e la cassa di Lille lo informa che d'ora in poi dipenderà da un'altra cassa. Dopo aver dato il suo accordo, la cassa di Lille rifiuta di pagare, sostenendo che il sig. X non è più suo affiliato. La commissione di primo grado (equivalente del tribunale delle assicurazioni sociali) condanna la cassa di Lille a pagare. Questa presenta appello. La corte d'appello si pronuncia sul solo appello della cassa di Lille e conferma la condanna. La cassa ricorre in cassazione. Ma la Corte di cassazione rigetta il ricorso: dà ragione all'assicurato e alla corte d'appello.
Il ragionamento della giurisdizione — decodificato
La Corte di cassazione applica un principio semplice ma fondamentale: la cassa che ha ricevuto la richiesta e dato il suo accordo è l'unica competente a pagare. Poco importa che l'assicurato abbia cambiato affiliazione nel frattempo. In chiaro, è la cassa del luogo della richiesta che rimane tenuta. Il fondamento legale? Non è esplicitamente citato nella sentenza, ma la Corte di cassazione si basa sul principio secondo cui la cassa che ha dato il suo accordo non può più tornare sulla sua decisione. Più precisamente, la Corte ritiene che l'accordo dato dalla cassa di Lille, dopo il trasferimento dell'assicurato, sia un atto che impegna la sua responsabilità: non può tornare indietro. In altre parole, la cassa non può dire « ho cambiato idea » o « non sono più io » una volta che ha notificato il suo accordo. Attenzione però: questo ragionamento si applica solo se la cassa era a conoscenza del cambiamento di residenza al momento in cui ha dato il suo accordo. Nel caso di specie, la cassa di Lille sapeva che il sig. X si era trasferito (lo aveva persino informato del suo cambio di cassa), ma ha comunque dato il suo accordo. Non può quindi trincerarsi dietro l'incompetenza. È un'applicazione del principio dell'estoppel (divieto di contraddirsi a danno altrui), anche se questo termine non è utilizzato nel diritto francese. Quello che pochi sanno è che questa decisione è stata resa in un'epoca in cui le casse erano meno interconnesse di oggi. Ma rimane attuale: protegge l'assicurato contro le lentezze amministrative.
Cosa cambia per voi — concretamente
Per voi, assicurato sociale, questa decisione significa che non potete essere rimbalzati tra due casse. Se presentate una richiesta di presa in carico (per un apparecchio, un atto medico, cure costose) e la vostra cassa vi dà il suo accordo, deve pagare, anche se vi trasferite il giorno dopo. Concretamente, se richiedete il rimborso di un apparecchio acustico di diverse centinaia di euro (fuori tariffa), e la vostra cassa accetta, questa dovrà assicurare il pagamento anche dopo il vostro cambio di affiliazione, poco importa la nuova cassa di appartenenza. Invece, se la vostra richiesta è in corso di istruttoria e vi trasferite, sarà la nuova cassa a dover istruire e decidere. Questo principio può applicarsi per analogia anche ad altri ambiti: ad esempio, un proprietario locatore che ha dato il suo accordo a un conduttore per dei lavori non può revocarlo con il pretesto che la situazione del conduttore è cambiata. Per i professionisti dell'immobiliare, è un promemoria: verificate sempre la competenza della cassa al momento della richiesta, e non al momento del pagamento.
Quattro consigli per evitare questo tipo di contenzioso
- Conservate tutte le ricevute di ritorno e le lettere della cassa: in caso di contenzioso, la data di deposito della richiesta e la data dell'accordo sono cruciali.
- Segnalate immediatamente qualsiasi cambio di indirizzo alla vostra cassa, ma sappiate che se avete già ottenuto un accordo, la vecchia cassa rimane tenuta.
- Non trasferitevi durante l'istruttoria di una richiesta di presa in carico: attendete la decisione, o informate la vostra nuova cassa della richiesta in corso.
- In caso di rifiuto di pagamento da parte della vecchia cassa, adite la commissione di ricorso amichevole (termine di 2 mesi). Se il rifiuto persiste, potete portare la questione davanti al tribunale giudiziario.
Approfondimento: giurisprudenza connessa ed evoluzioni
Questa decisione si inserisce in un filone costante della Corte di cassazione. In altre cause, la Corte ha già giudicato che la cassa che accorda una prestazione dopo il trasferimento dell'assicurato è tenuta a pagarla. Da allora, i giudici non hanno variato. Cosa significa per il futuro: con la digitalizzazione delle casse (CNAM, CPAM), i conflitti di competenza sono più rari, ma il principio rimane utile per i casi in cui una cassa rifiuta di pagare invocando un cambio di affiliazione. I tribunali sono molto protettivi verso l'assicurato, considerato la parte debole.
In pratica: cosa fare
Cosa fare se la vostra cassa rifiuta di pagare dopo aver dato il suo accordo:
- Verificate la data della vostra richiesta e la data dell'accordo: se l'accordo è successivo al cambio di cassa, la vecchia cassa è tenuta.
- Inviate una lettera raccomandata con ricevuta di ritorno alla cassa, richiamando la decisione della Corte di cassazione e chiedendo il pagamento.
- In caso di rifiuto, adite la commissione di ricorso amichevole entro 2 mesi.
- Se la commissione respinge il ricorso, potete citare la cassa davanti al tribunale giudiziario (ex tribunale delle assicurazioni sociali).

