Decisione di riferimento: cc • N° 17-84.017 • 2017-12-20 • Consulta la decisione →
Immaginate: siete a Lione, nel 3° arrondissement, e vostro figlio di 16 anni è posto in fermo per una rissa tra bande rivali. Chiamate subito un avvocato. Questi si reca in commissariato, colloquia con vostro figlio, ma se ne va senza sapere che la polizia lo interrogherà una seconda volta un'ora dopo. L'interrogatorio avviene senza di lui. È regolare? La Corte di cassazione risponde di no, il 20 dicembre 2017, in una decisione che rafforza i diritti dei minori in fermo.
Questa decisione (n° 17-84.017) precisa che l'avvocato deve essere informato dell'orario di ogni interrogatorio, pena la nullità della procedura. Per i genitori, gli avvocati e i professionisti dell'immobiliare – sì, anche loro, perché i minori possono essere coinvolti in casi di occupazione abusiva o danni locativi – è un potente monito: il formalismo protegge i diritti.
La Corte di cassazione cassa la sentenza della camera d'accusa di Lione che aveva convalidato un fermo condotto senza rispettare tale formalismo. Analizziamo insieme questa decisione e vediamo cosa cambia concretamente.
I fatti: una storia come tante
Il 27 marzo 2017, un minore, chiamiamolo Kevin, 16 anni, viene fermato nel quartiere della Part-Dieu a Lione per partecipazione a una rissa. Posto in fermo alle 14:00, gli inquirenti informano il procuratore della Repubblica alle 14:30, cioè 30 minuti dopo l'inizio della misura – termine conforme alla legge. Ma è sull'assistenza dell'avvocato che il procedimento zoppica.
Conformemente all'ordinanza del 2 febbraio 1945 relativa alla delinquenza minorile (articolo 4, IV), modificata dalla legge del 18 novembre 2016, ogni minore in fermo deve essere assistito da un avvocato fin dall'inizio della misura. Gli inquirenti possono tuttavia procedere a un primo interrogatorio senza l'avvocato, ma solo due ore dopo l'inizio del fermo, e a condizione di averne informato l'avvocato.
In questa vicenda, l'avvocato designato si presenta in commissariato, colloquia con Kevin per 30 minuti, poi se ne va. Tuttavia, un secondo interrogatorio è programmato per le 17:00, senza che l'avvocato ne sia informato. Gli inquirenti annotano nel verbale che l'avvocato «si è presentato e ha avuto un colloquio», ma nulla prova che sia stato avvisato dell'orario del secondo interrogatorio. Risultato: Kevin viene interrogato una seconda volta senza avvocato.
La procura di Lione apre un'informazione giudiziaria per violenza in gruppo. Il 29 marzo, la difesa presenta un'istanza di nullità degli atti del fermo. La camera d'accusa della corte d'appello di Lione respinge l'istanza, ritenendo che l'avvocato avesse avuto accesso al fascicolo e potesse conoscere gli orari. La difesa ricorre in cassazione.
Il ragionamento della giurisdizione — analizzato
La Corte di cassazione, sezione penale, censura la sentenza ligure ai sensi dell'articolo 4, IV, dell'ordinanza del 2 febbraio 1945 e degli articoli 63-3-1 a 63-4-3 del codice di procedura penale (CPP). Questi testi impongono che il minore sia assistito da un avvocato fin dall'inizio del fermo e che l'avvocato sia informato di ogni interrogatorio.
Più precisamente, l'articolo 63-4-2 del CPP dispone che l'avvocato sia informato «del collocamento in fermo e della natura del reato» e che possa «consultare il verbale di notifica dei diritti». Ma soprattutto, l'articolo 63-4-3 prevede che l'avvocato possa assistere agli interrogatori. Ora, per potervi assistere, è necessario che ne conosca l'orario.
La Corte di cassazione rileva che, nel caso di specie, il verbale di fermo non menziona che l'avvocato sia stato informato dell'orario del secondo interrogatorio. Poco importa che l'avvocato abbia avuto un colloquio preliminare: l'obbligo di informazione è distinto e deve essere provato dal verbale. Di conseguenza, il secondo interrogatorio è irregolare, e tutti gli atti successivi (compreso l'interrogatorio di prima comparizione) devono essere annullati.
Attenzione però: la Corte non mette in discussione la possibilità di un primo interrogatorio senza avvocato dopo due ore. Ma esige che l'avvocato sia informato di ogni interrogatorio successivo. In altre parole, il diritto all'assistenza dell'avvocato non è una vuota parola: deve essere effettivo, il che presuppone un'informazione preventiva.
Da notare che questa decisione si inserisce in una giurisprudenza protettiva dei minori. La Corte di cassazione aveva già stabilito, con una sentenza del 14 giugno 2017 (n° 17-80.824), che la mancata informazione dell'avvocato sul luogo del fermo comportava la nullità. Qui estende tale principio all'informazione sugli orari degli interrogatori.
Cosa cambia per voi — concretamente
Se siete genitori di un minore posto in fermo a Lione, Grenoble o altrove, questa decisione vi dà un'arma: esigete che l'avvocato sia informato di ogni interrogatorio. In pratica, appena vostro figlio è in fermo, chiedete all'avvocato di annotare per iscritto gli orari degli interrogatori e di verificare di essere convocato.
Per i professionisti dell'immobiliare, perché questa decisione vi riguarda? Perché i minori possono essere coinvolti in controversie locative: occupazioni abusive, danni, disturbi di vicinato. Se un minore è coinvolto, il procedimento penale deve rispettare scrupolosamente i diritti della difesa. Una nullità può portare all'abbandono delle azioni penali, il che influisce sulle azioni civili (sfratto, risarcimento).
Esempio: a Grenoble, un proprietario locatore denuncia danni locativi commessi da un minore di 17 anni. Il fermo del minore è viziato da irregolarità (mancata informazione dell'avvocato sul secondo interrogatorio).

