Decisione di riferimento: Corte di cassazione, 1ª sez. civ., 6 dicembre 2017, n. 16-26.784 • Consulta la decisione →
In caso di controversia professionale tra due avvocati di fori diversi, la legge prevede che venga designato un presidente del consiglio dell'ordine di un foro terzo per dirimerla. Ma sorge una questione pratica: da quando decorre il termine di quattro mesi entro il quale il presidente deve decidere? Con una sentenza del 6 dicembre 2017, la Corte di cassazione ha precisato che il punto di partenza è la data di adizione, cioè l'invio della lettera raccomandata o il deposito dell'istanza, e non la data di ricezione da parte del presidente.
Nel caso di specie, una controversia opponeva un avvocato di Lilla, socio di una società inter-fori, a un collega del foro di Rouen. Conformemente all'articolo 179-2 del decreto del 27 novembre 1991, il presidente del consiglio dell'ordine di Rouen è stato designato come terzo. L'avvocato lillese ha adito tale presidente con lettera raccomandata spedita il 2 febbraio 2015, ricevuta il 4 febbraio 2015. Il presidente ha emesso la sua decisione il 15 giugno 2015. La parte soccombente ha contestato tale decisione sostenendo che il presidente era decaduto perché il termine di quattro mesi era scaduto. La corte d'appello di Rouen, con sentenza del 24 novembre 2016, ha annullato la decisione, ritenendo che il termine decorresse dalla ricezione della lettera, cioè il 4 febbraio 2015, e che la decisione del 15 giugno 2015 fosse quindi tardiva. La Corte di cassazione è stata adita e ha dovuto precisare la regola applicabile.
Il ragionamento della Corte di cassazione
La Corte di cassazione ha cassato la sentenza d'appello. Ha stabilito che, secondo gli articoli 179-5 e 142 del decreto del 27 novembre 1991, il termine di quattro mesi per decidere decorre dall'adizione del presidente. Ora, l'adizione risulta dal deposito dell'istanza contro ricevuta presso la segreteria dell'ordine, oppure dall'invio di una lettera raccomandata con avviso di ricevimento. In caso di invio, è la data di spedizione che costituisce l'adizione e fa decorrere il termine. La Corte ne ha dedotto che il presidente è adito non appena il richiedente ha compiuto una di queste formalità, senza che sia necessario che il presidente ne prenda effettivamente conoscenza. La data di ricezione è quindi irrilevante.
L'Alta Corte non ha tuttavia deciso se, nel caso di specie, il termine di quattro mesi fosse rispettato, essendo tale valutazione di competenza della corte d'appello di rinvio. Si è limitata a fissare il punto di partenza del termine, rinviando la causa e le parti davanti alla corte d'appello di Rouen in diversa composizione per una nuova decisione.
Cosa cambia concretamente
Questa decisione ha implicazioni pratiche per ogni soggetto che possa adire il presidente del consiglio dell'ordine nell'ambito di una controversia con un avvocato (ad esempio, in contestazione di onorari). D'ora in poi, è acquisito che il termine di quattro mesi concesso al presidente per decidere decorre dall'atto di adizione compiuto dal richiedente. Pertanto:
- Per il richiedente: è essenziale datare con precisione la propria iniziativa. Privilegiare l'invio di una lettera raccomandata con avviso di ricevimento, o il deposito di un'istanza presso la segreteria dell'ordine conservando la ricevuta. La data di tale formalità farà fede per il punto di partenza.
- Per il presidente designato: deve assicurarsi di emettere la decisione entro quattro mesi dalla data di adizione, come sopra definita, pena la decadenza.
In pratica, anche se la decisione non risolve tutti i casi, essa apporta sicurezza giuridica evitando le incertezze legate ai termini di ricezione postale.
Consigli per adire correttamente il presidente del consiglio dell'ordine
- Agire rapidamente: non appena sorge la controversia, preparare il fascicolo e adire il presidente senza attendere. Il termine di quattro mesi per decidere decorre dalla vostra adizione; non lasciarlo scorrere inutilmente.
- Costituire una prova solida: utilizzare la lettera raccomandata con richiesta di avviso di ricevimento, o un deposito contro ricevuta. Conservare questi giustificativi, sono determinanti in caso di contestazione.
- Verificare la designazione del presidente: assicurarsi che il presidente designato sia effettivamente quello di un foro terzo. In caso di controversia tra due avvocati di fori diversi, la legge impone che venga scelto un presidente di un terzo foro, per garantire l'imparzialità.
- Monitorare il termine: se il presidente non emette la decisione entro quattro mesi, si può considerare decaduto e valutare altre vie di ricorso.

