Decisione di riferimento: cc • N° 18-10.989 • 2019-04-04 • Consulta la decisione →
Immaginate: siete proprietari a Capbreton di un vasto appezzamento con vista sull'oceano. Il comune decide di espropriare una piccola parte per allargare una strada. Ricevete un'indennità per la parte prelevata, ma il resto del vostro terreno – il «surplus» – si ritrova svalutato: accesso più difficile, superficie ridotta, vista ostruita. Chiedete un'indennità complementare per questo «deprezzamento del surplus». Ma l'espropriante vi oppone che il vostro terreno è edificabile e che la giurisprudenza esclude tale indennità per i terreni edificabili. Cosa fare?
Questa questione, cruciale per centinaia di proprietari nelle Landes o altrove, è stata risolta dalla Corte di Cassazione con una sentenza del 4 aprile 2019 (n° 18-10.989). L'Alta Corte ha annullato la decisione di una corte d'appello che rifiutava l'indennità per deprezzamento del surplus per il solo motivo che gli appezzamenti erano classificati come zona edificabile. In chiaro, il semplice fatto che un terreno sia edificabile non basta a escludere automaticamente il diritto a un'indennità per la minusvalenza subita dalla parte non espropriata.
Questa sentenza è una boccata d'aria per i proprietari interessati. Ricorda che il diritto al risarcimento integrale del pregiudizio (danno) deve prevalere, indipendentemente dalla qualificazione urbanistica del bene. Analisi di questa decisione che potrebbe cambiare le carte in tavola nelle vostre prossime trattative con l'espropriante.
I fatti: una storia che capita ogni giorno
Il sig. E... era proprietario a Capbreton di diversi appezzamenti di terreno, classificati come zona edificabile (costruibile) dal piano urbanistico locale. Il comune ha avviato una procedura di espropriazione (expropriation) per realizzare un progetto di sistemazione pubblica, prelevando solo una parte dei suoi terreni. L'espropriato ha accettato l'indennità principale per la porzione espropriata, ma ha richiesto un'indennità complementare per il deprezzamento del surplus (la minusvalenza subita dalla parte restante).
Il giudice dell'espropriazione (tribunale competente) ha concesso tale indennità, ritenendo che il surplus fosse effettivamente deprezzato. Ma il comune ha fatto appello. La corte d'appello ha allora riformato (annullato) questa decisione, basandosi su un motivo semplice: gli appezzamenti restanti essendo edificabili, non potevano subire deprezzamento, poiché il loro valore venale (valore di mercato) rimaneva elevato. Secondo i giudici d'appello, l'indennità per deprezzamento del surplus era riservata ai terreni non edificabili (agricoli, naturali).
Il sig. E... ha proposto ricorso per cassazione (ricorso alla Corte di Cassazione). Contestava questa esclusione automatica. La Corte di Cassazione gli ha dato ragione: ha cassato la sentenza d'appello e rinviato la causa a un'altra corte, affinché riesaminasse il pregiudizio reale subito, senza limitarsi alla qualificazione di terreno edificabile.
Il ragionamento della giurisdizione — analizzato
La Corte di Cassazione si basa sul principio della riparazione integrale del pregiudizio (danno), derivante dall'articolo 1240 del Codice civile (ex 1382), che dispone che «ogni fatto dell'uomo che cagiona ad altri un danno obbliga colui che lo ha commesso a risarcirlo». In materia di espropriazione, questo principio si traduce nell'obbligo di indennizzare l'intero pregiudizio diretto, materiale e certo causato dall'espropriazione.
La questione era: l'indennità per deprezzamento del surplus (prevista all'articolo L. 13-13 del codice dell'espropriazione, oggi L. 322-2) può essere rifiutata per il solo motivo che il terreno restante è edificabile? La corte d'appello aveva risposto sì, basandosi su uno studio di mercato che mostrava che gli appezzamenti edificabili si vendevano bene. Ma la Corte di Cassazione ricorda che l'indennità è dovuta «indipendentemente dalla natura del bene espropriato», cioè a prescindere dalla sua classificazione urbanistica. In altre parole, anche un terreno edificabile può subire un deprezzamento: ad esempio, una perdita di superficie, un accesso più difficile, una vista degradata, ecc.
Nel caso di specie, la corte d'appello aveva escluso il diritto all'indennità a causa della sola qualificazione di terreno edificabile, senza verificare concretamente se il surplus avesse subito una minusvalenza. Così facendo, ha violato il principio di riparazione integrale. La Corte di Cassazione censura (annulla) questo approccio troppo meccanico. Impone al giudice del merito di esaminare, caso per caso, l'esistenza di un pregiudizio reale, indipendentemente dalla natura edificabile del bene.
Questo ragionamento si inserisce in una tendenza protettiva dei diritti dei proprietari. L'Alta Corte ricorda che l'espropriazione è una lesione del diritto di proprietà (articolo 17 della Dichiarazione dei diritti dell'uomo), che deve essere rigorosamente disciplinata e giustamente indennizzata.
Cosa cambia per voi — concretamente
Proprietari fondiari: se siete espropriati parzialmente, potete ora richiedere un'indennità per il deprezzamento del surplus, anche se il vostro terreno è edificabile. Attenzione però: dovrete provare la realtà della minusvalenza (ad esempio, tramite una perizia). Esempio

