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Indennità di esodo: attenzione al termine di prescrizione di 2 anni dalla disdetta
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Indennità di esodo: attenzione al termine di prescrizione di 2 anni dalla disdetta

📅 Décision du 12 febbraio 2026⚖️ Cour de cassation👁️ 15 vues📖 5 min de lecture

La Corte di Cassazione precisa che il termine di prescrizione di 2 anni per richiedere l'indennità di esodo decorre dalla data di efficacia della disdetta. Il conduttore che non si associa espressamente a una richiesta di consulenza tecnica non beneficia dell'interruzione della prescrizione.

Decisione di riferimento : cc • N° 24-18.382 • 2026-02-12

Immaginate un commerciante di Porto-Vecchio che riceve una disdetta dal suo locatore con offerta di indennità di esodo. Pensa di avere tutto il tempo per negoziare l'importo, o attendere il risultato di una consulenza tecnica. Grave errore: la Corte di Cassazione ha appena ricordato che il termine per agire per il pagamento dell'indennità è di due anni dalla data di efficacia della disdetta, e che una semplice consulenza tecnica richiesta dal locatore non è sufficiente a interrompere la prescrizione se il conduttore non vi si associa espressamente.

I fatti: una storia come capita ogni giorno

Yvette è proprietaria di un locale commerciale ad Ajaccio. Dà disdetta alla sua conduttrice, la società Vavintel, con rifiuto di rinnovo e offerta di pagamento di un'indennità di esodo. La conduttrice non lascia i locali e continua a pagare un'indennità di occupazione. Yvette, volendo far valutare l'importo dell'indennità di esodo, cita Vavintel in sede cautelare ai sensi dell'articolo 145 del Codice di procedura civile (che consente di richiedere una misura istruttoria prima del giudizio) per ottenere una consulenza tecnica giudiziale. La conduttrice non si oppone a questa richiesta, ma non formula alcuna domanda riconvenzionale. Il consulente tecnico viene nominato. Successivamente, Vavintel cita Yvette nel merito per ottenere il pagamento dell'indennità di esodo. Ma Yvette eccepisce la prescrizione biennale (due anni) di cui all'articolo L. 145-60 del Codice del commercio. Il tribunale dà ragione a Yvette: la domanda è prescritta perché il termine di due anni è decorso dalla data di efficacia della disdetta, e la conduttrice non ha interrotto la prescrizione associandosi espressamente alla richiesta di consulenza tecnica. La corte d'appello conferma. Vavintel ricorre in cassazione.

Il ragionamento della giurisdizione — analizzato

La Corte di Cassazione, con sentenza del 12 febbraio 2026, rigetta il ricorso della conduttrice. Ricorda che, ai sensi dell'articolo L. 145-60 del Codice del commercio, l'azione per il pagamento dell'indennità di esodo si prescrive in due anni dalla data di efficacia della disdetta. In altre parole, il conduttore dispone di due anni a partire dal giorno in cui la disdetta ha effetto (ad esempio, l'ultimo giorno del trimestre civile) per chiedere giudizialmente il versamento dell'indennità. Successivamente, la Corte precisa che, per beneficiare dell'effetto sospensivo della prescrizione connesso a una misura istruttoria (come una consulenza tecnica), il conduttore deve associarsi espressamente alla richiesta di consulenza tecnica o presentare, anche a titolo subordinato, una domanda volta a completare o modificare l'incarico del consulente. In parole povere, se il locatore richiede da solo la consulenza tecnica e il conduttore rimane passivo, tale consulenza non ferma il decorso della prescrizione. In questa vicenda, Vavintel non aveva formulato domanda riconvenzionale né chiesto al consulente di valutare l'indennità di esodo; era quindi rimasta inattiva. Risultato: la sua domanda era prescritta.

Cosa cambia per voi — concretamente

Per i conduttori: dovete agire entro due anni dalla data di efficacia della disdetta. Non contate su una consulenza tecnica richiesta dal locatore per proteggervi: se non vi associate alla richiesta (formulando osservazioni o richiedendo un incarico complementare), la prescrizione continua a decorrere. Esempio concreto: una disdetta con effetto al 1° gennaio 2024 vi lascia fino al 1° gennaio 2026 per citare il locatore per il pagamento dell'indennità. Se il locatore richiede una consulenza tecnica nel giugno 2024 ma voi rimanete passivi, il termine scade comunque il 1° gennaio 2026.

Per i proprietari locatori: questa decisione è un'arma difensiva. Se date disdetta, annotate bene la data di efficacia. Se il conduttore non agisce entro due anni, potete opporre la prescrizione. A Bonifacio, un proprietario ha così risparmiato 80.000 € di indennità di esodo eccependo la prescrizione, poiché il conduttore aveva atteso troppo a lungo.

Per gli acquirenti di locali commerciali: verificate se è stata data disdetta e se il termine di prescrizione è decorso. Ciò può evitarvi di rilevare una controversia.

Quattro consigli per evitare questo tipo di contenzioso

  • Annotate la data di efficacia della disdetta appena ricevuta. Essa costituisce il punto di partenza della prescrizione. Segnatela in agenda con un promemoria a 6 mesi dalla scadenza.
  • Agite senza indugio. Appena ricevuta la disdetta, consultate un avvocato per avviare il procedimento di merito entro due anni. Una citazione di merito interrompe la prescrizione.
  • In caso di consulenza tecnica, siate attivi. Se il locatore richiede una consulenza tecnica, formulate le vostre richieste (ad esempio, chiedete al consulente di valutare l'indennità di esodo). In tal modo, sarete considerati associati alla misura e la prescrizione sarà sospesa.
  • Documentate tutti gli scambi. Conservate le lettere, le email e i rapporti di consulenza. Potranno servire a provare che avete agito entro il termine.

Approfondimento: giurisprudenza correlata ed evoluzioni

In una sentenza precedente (Civ. 3e, 12 maggio 2021, n. 20-14.287), la Corte di Cassazione aveva già stabilito che il punto di partenza della prescrizione dell'azione per il pagamento dell'indennità di esodo è la data di efficacia della disdetta. La decisione del 2026 conferma questa linea, ma apporta un'importante precisazione sull'effetto sospensivo delle misure istruttorie. In precedenza, alcuni conduttori pensavano che qualsiasi consulenza tecnica interrompesse la prescrizione. Ora è chiaro che solo una partecipazione attiva del conduttore alla richiesta di consulenza tecnica consente di sospendere il termine. Questa posizione si inserisce in una tendenza generale a rendere certi i termini nel diritto commerciale, a scapito delle parti che rimangono passive.

Cosa vi

Questions fréquentes

Quel est le délai pour demander l'indemnité d'éviction après un congé ?

Le délai est de 2 ans à compter de la date d'effet du congé (article L. 145-60 du Code de commerce). Passé ce délai, l'action est prescrite et le locataire perd tout droit à l'indemnité.

Que faire si le bailleur demande une expertise en référé ?

Le locataire doit s'associer expressément à la demande d'expertise, par exemple en formulant des observations ou en demandant à l'expert d'évaluer l'indemnité d'éviction. Sinon, la prescription continue de courir.

Puis-je attendre la fin de l'expertise pour assigner au fond ?

Non, sauf si vous vous êtes associé activement à la demande d'expertise. Dans ce cas, la prescription est suspendue jusqu'au dépôt du rapport. Mais il est plus prudent d'assigner au fond avant l'expiration du délai de 2 ans.

Le propriétaire peut-il opposer la prescription même s'il a proposé une indemnité ?

Oui, la proposition d'indemnité dans le congé n'interrompt pas la prescription. Seule une action en justice du locataire ou une reconnaissance de droit par le bailleur peut l'interrompre.

Quels sont les risques en cas de prescription ?

Le locataire perd définitivement son droit à l'indemnité d'éviction. Il peut être contraint de quitter les lieux sans aucune compensation, même s'il avait droit à une indemnité.

Informations juridiques

  • Numéro: 24-18.382
  • Juridiction: Cour de cassation
  • Date de décision: 12 février 2026

Mots-clés

indemnité d'évictionprescription biennalebail commercialcongéexpertiseeffet suspensifCour de cassation

Cas d'usage pratiques

1

Locataire commercial à Porto-Vecchio : congé reçu en 2023

Un locataire reçoit un congé avec offre d'indemnité d'éviction le 31 mars 2023, effet au 30 juin 2023. Il pense que le délai court à partir de la notification du congé et attend. En 2025, il assigne le bailleur, mais celui-ci oppose la prescription.

Application pratique:

La date d'effet du congé est le 30 juin 2023. Le délai de 2 ans expire le 30 juin 2025. Le locataire aurait dû agir avant cette date. L'expertise demandée par le bailleur en 2024 n'a pas interrompu la prescription car le locataire n'a pas formulé de demande reconventionnelle. La demande est irrecevable.

2

Propriétaire à Bonifacio : congé donné en 2022

Un propriétaire donne congé à son locataire le 31 décembre 2022, effet au 31 mars 2023. Le locataire ne quitte pas les lieux et paie une indemnité d'occupation. En 2025, il réclame l'indemnité d'éviction.

Application pratique:

Le propriétaire peut opposer la prescription biennale puisque le délai de 2 ans à compter du 31 mars 2023 est expiré le 31 mars 2025. Le locataire n'a pas interrompu la prescription. Le propriétaire économise ainsi plusieurs dizaines de milliers d'euros.

3

Acquéreur d'un local commercial à Ajaccio : vérification préalable

Un investisseur souhaite acheter un local commercial à Ajaccio. L'ancien propriétaire avait délivré un congé avec offre d'indemnité d'éviction au locataire en 2021, effet au 31 mars 2022.

Application pratique:

L'acquéreur doit vérifier si le locataire a agi dans le délai de 2 ans. Si le locataire n'a pas assigné avant le 31 mars 2024, sa demande est prescrite. L'acquéreur n'aura pas à payer d'indemnité d'éviction. Il peut exiger du vendeur une garantie contre ce risque.

Maître Cécile Zakine

À propos de l'auteur

Maître Cécile Zakine — Avocate au Barreau des Alpes-Maritimes, Docteur en Droit. Chaque article de ce magazine est rédigé à partir de l'analyse d'une décision de jurisprudence réelle, commentée et mise en perspective par les équipes de Maître Zakine.

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