Decisione di riferimento : cc • N° 77-14.222 • 1979-04-04 • Consulta la decisione →
Sei un operaio in una cava vicino a Uzès, e da anni conduci un argano monorotaia nelle gallerie sotterranee. Il rumore è assordante: 95 decibel, a volte di più. Le tue orecchie fischiano, il tuo udito cala. Il medico del lavoro diagnostica una sordità professionale. Pensi di essere coperto dalla Sicurezza sociale. Ma la cassa rifiuta. Perché? Perché la tabella n. 42 delle malattie professionali menziona solo i martelli e i perforatori pneumatici. Il tuo argano, per quanto rumoroso, non vi figura. È esattamente ciò che ha stabilito la Corte di cassazione in questa sentenza del 1979, ancora in vigore.
Chi non ha mai sentito un parente dire: «Il mio lavoro mi ha reso sordo, è riconosciuto»? In realtà, il riconoscimento di una malattia professionale è molto codificato. Non basta essere esposti a un rumore intenso: occorre che l'attività svolta corrisponda precisamente a uno dei lavori elencati in una tabella. E i giudici interpretano questa lista in modo restrittivo, senza possibilità di assimilazione.
Questa sentenza interessa direttamente i proprietari di cave, gli operatori minerari, i capi d'impresa del settore edile, ma anche i lavoratori esposti al rumore. Che tu sia a Saint-Gilles o altrove, comprendere questa regola può evitarti una delusione. Perché se speravi di far riconoscere la tua sordità legata a una macchina non elencata, la risposta è chiara: non è possibile, salvo provare una colpa inescusabile del datore di lavoro.
I fatti: una storia come ce ne sono ogni giorno
Il Sig. X è operaio in una miniera di ferro in Lorena. Conduce un argano monorotaia in gallerie sotterranee. Questo argano, che traina vagonetti, produce un rumore intenso e continuo. Dopo diversi anni di esposizione, il Sig. X sviluppa una sordità bilaterale. Consulta un otorinolaringoiatra che conferma una perdita uditiva di 35 decibel sulle frequenze conversazionali. Il suo datore di lavoro, la società delle miniere di ferro, denuncia la malattia alla cassa regionale di assicurazione malattia.
La cassa rifiuta la presa in carico a titolo professionale. Motivo: la tabella n. 42 delle malattie professionali riguarda solo «le affezioni provocate da rumori lesionali provocati dall'uso in galleria sotterranea di martelli e perforatori pneumatici». Ora, il Sig. X utilizzava un argano, non un martello perforatore. La cassa ritiene che non vi sia un legame diretto con un lavoro elencato.
Il Sig. X contesta. Adisce il tribunale delle assicurazioni sociali, poi la corte d'appello di Nancy. Questa gli dà ragione: considera che il livello sonoro dell'argano sia «assimilabile» a quello dei martelli perforatori, e che il rumore sia lo stesso, indipendentemente dalla macchina. La corte d'appello ammette quindi la presa in carico.
Ma la cassa ricorre in cassazione. La Corte di cassazione annulla la sentenza d'appello nel 1979: ricorda che la tabella è tassativa. «I giudici di merito non potevano assimilare l'argano ai martelli pneumatici, poiché solo il lavoro elencato dà diritto a risarcimento», afferma l'Alta Corte. La causa è rinviata davanti a un'altra corte d'appello. Morale: non si può estendere per analogia una lista quando il legislatore ha voluto che fosse chiusa.
Il ragionamento della giurisdizione — decodificato
Il cuore della controversia verte sull'interpretazione della tabella n. 42 delle malattie professionali. Questa tabella, prevista dall'articolo L. 461-1 del Codice della sicurezza sociale (che fissa le condizioni di riconoscimento delle malattie professionali), elenca tre elementi: 1) la malattia (la sordità), 2) il termine di presa in carico (un anno dopo la fine dell'esposizione), e 3) i lavori suscettibili di provocarla. Per la sordità, la tabella riguarda i lavori «comportanti l'uso in galleria sotterranea di martelli e perforatori pneumatici». La questione era: si può includere l'uso di un argano monorotaia, il cui rumore è comparabile?
La corte d'appello aveva risposto sì, basandosi sull'identità di danno sonoro. Ma la Corte di cassazione dice no. Perché? Perché il principio di legalità delle tabelle impone un'interpretazione restrittiva. I giudici non possono creare nuove categorie di lavori. Solo il potere regolamentare (il ministero) può modificare le tabelle. In breve, la Corte di cassazione fa prevalere la certezza del diritto e la prevedibilità: il datore di lavoro deve sapere esattamente quali lavori sono interessati per denunciare la malattia e garantire la prevenzione.
I magistrati si basano anche su un decreto del 1963 che ha fissato l'elenco dei lavori. Notano che il legislatore ha deliberatamente scelto di limitare la lista ai martelli e perforatori pneumatici, senza dubbio perché questi strumenti producono rumori d'impatto molto specifici, più nocivi dei rumori continui di un argano. Così, anche se l'argano è più rumoroso, non rientra nella tabella.
Questa sentenza è una conferma di giurisprudenza costante. Non c'è un revirement: dal 1979, la Corte di cassazione mantiene questa posizione. È stata addirittura rafforzata nel 1990 con la sentenza «Société des mines de potasse d'Alsace» che ha esteso il principio ad altre macchine. Quindi, se aspetti un'evoluzione, essa verrà solo da una modifica delle tabelle con decreto.
Cosa cambia per te — concretamente
Per i lavoratori esposti al rumore: se lavori in una galleria sotterranea con un argano, una pala caricatrice, un nastro trasportatore, o qualsiasi macchina non elencata, la tua sordità non sarà riconosciuta come malattia professionale, salvo che il datore di lavoro abbia commesso una colpa inescusabile (ad esempio, assenza di protezioni, mancata informazione sui rischi). In tal caso, puoi chiedere il risarcimento integrale del danno davanti al tribunale giudiziario. Ma attenzione: la prova della colpa inescusabile è difficile. Devi dimostrare che il datore di lavoro aveva coscienza del pericolo e non ha adottato le misure necessarie.
Per i datori di lavoro: questa sentenza ti protegge da richieste di riconoscimento per macchine non elencate. Ma non abbassare la guardia. Devi comunque rispettare i valori limite di esposizione al rumore (87 dB(A) per il picco, 80 dB(A) per l'esposizione media giornaliera). Se un lavoratore è esposto a un rumore superiore, devi fornire protezioni individuali e attuare misure di prevenzione collettive. In caso contrario, rischi una condanna per colpa inescusabile. Inoltre, tieni presente che la lista dei lavori può evolvere: nel 2011, la tabella n. 42 è stata modificata per includere i lavori in ambienti rumorosi con macchine fisse. Verifica regolarmente gli aggiornamenti.
Per i professionisti della prevenzione: questo caso illustra l'importanza di una corretta valutazione dei rischi. Non limitarti a misurare il rumore: identifica le macchine e confrontale con le tabelle. Se una macchina non è elencata, ma produce un rumore pericoloso, consiglia al datore di lavoro di richiedere una modifica della tabella o di adottare misure di prevenzione rafforzate. Ricorda che la giurisprudenza è severa: nessuna assimilazione è possibile.
Conclusione: una regola d'oro da ricordare
Questa sentenza del 1979 è un classico del diritto della sicurezza sociale. Insegna che le tabelle delle malattie professionali sono tassative. Non si può estendere per analogia. Per i lavoratori, significa che non tutte le sordità professionali sono risarcibili. Per i datori di lavoro, significa che devono conoscere esattamente i lavori a rischio. Per gli avvocati, è un promemoria: quando si difende un lavoratore, bisogna verificare che la macchina utilizzata sia elencata. In caso contrario, orientarsi verso la colpa inescusabile. Una lezione di diritto che, nonostante gli anni, resta attuale.

