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Contratto a forfait: l'imprenditore può chiedere un supplemento se lo studio del terzo era errato?
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Contratto a forfait: l'imprenditore può chiedere un supplemento se lo studio del terzo era errato?

📅 Décision du 19 gennaio 2017⚖️ Cour de cassation👁️ 10 vues📖 4 min de lecture

La Corte di Cassazione ricorda che il carattere forfettario di un contratto non esonera il terzo (direttore dei lavori, ufficio tecnico) dalla sua responsabilità se il suo errore ha portato a un preventivo sottostimato. L'imprenditore può ottenere il risarcimento del danno subito.

Decisione di riferimento: cc • N° 15-20.846 • 2017-01-19 • Consulta la decisione →

Immaginate: affidate la ristrutturazione della vostra casa a Bonifacio a un imprenditore, sulla base di un preventivo redatto secondo le misurazioni fornite dal vostro architetto. I lavori iniziano e, sorpresa: le quantità reali sono molto superiori. L'imprenditore vi chiede un supplemento. Ma avete firmato un contratto a forfait (prezzo globale e definitivo). Chi deve pagare? Fino a dove arriva la protezione del forfait?

Questa domanda, centinaia di proprietari e imprenditori se la pongono ogni anno in Corsica, in particolare nella circoscrizione della corte d'appello di Ajaccio. La risposta è in una decisione della Corte di Cassazione del 19 gennaio 2017 (n° 15-20.846), che fornisce un chiarimento cruciale: il carattere forfettario del contratto non protegge il terzo colpevole (architetto, ufficio tecnico) il cui errore ha portato a un preventivo sottostimato. L'imprenditore può rivalersi su di lui per ottenere il risarcimento del danno.

Questa decisione è una boccata d'aria per gli imprenditori danneggiati, ma ricorda anche ai proprietari che la firma di un forfait non li mette al riparo da qualsiasi azione legale. Analisi.

I fatti: una storia come tante

La Société Marseillaise du Tunnel (SMT) affida alla società Campenon Bernard un contratto di lavori per la realizzazione di opere. Il prezzo è fissato sulla base di misurazioni effettuate da un terzo, il direttore dei lavori. Ma le quantità reali risultano nettamente superiori. L'imprenditore, vincolato da un contratto a forfait (prezzo globale e definitivo), non può chiedere un supplemento al committente (il cliente).

Cosa fare? L'imprenditore si rivolge allora al direttore dei lavori, l'ufficio tecnico che ha commesso l'errore di misurazione, e lo cita in giudizio per responsabilità (richiesta di danni-interessi). La corte d'appello di Aix-en-Provence respinge la sua richiesta, ritenendo che il carattere forfettario del contratto esoneri il terzo da qualsiasi obbligo di risarcimento. L'imprenditore propone ricorso in cassazione.

La Corte di Cassazione cassa la sentenza d'appello: ricorda che il forfait (prezzo fisso e definitivo) è una clausola del contratto tra il committente e l'imprenditore. Non può giovare a un terzo (il direttore dei lavori) che ha commesso una colpa (l'errore di misurazione) che ha causato un danno all'imprenditore. Il terzo deve risarcire questo danno, indipendentemente dal forfait.

Il ragionamento della giurisdizione — analizzato

La Corte di Cassazione si basa sull'articolo 1240 del Codice civile (ex articolo 1382), che dispone: «Qualunque fatto dell'uomo che cagiona ad altri un danno, obbliga colui per colpa del quale è avvenuto a risarcirlo.» In parole semplici: se commettete un errore e qualcun altro ne subisce le conseguenze, dovete risarcirlo.

I giudici ritengono che il forfait (prezzo globale forfettario) sia una convenzione tra il committente e l'imprenditore. Quest'ultimo non può chiedere un supplemento al committente, anche se le quantità reali sono maggiori. Tuttavia, ciò non impedisce all'imprenditore di rivalersi contro il terzo (direttore dei lavori) che ha fornito misurazioni errate, se questo errore è all'origine del suo danno (sottostima del preventivo).

La decisione non crea un nuovo principio: applica il diritto comune della responsabilità extracontrattuale. Il direttore dei lavori non è parte del contratto di costruzione, quindi il forfait non gli è opponibile. Deve rispondere della sua colpa come qualsiasi terzo. È una conferma giurisprudenziale: il forfait non è uno scudo per i professionisti negligenti.

I giudici di merito (corte d'appello) avevano commesso un errore ritenendo che il forfait escludesse qualsiasi danno risarcibile. La Corte di Cassazione ristabilisce la logica: il danno esiste (l'imprenditore ha lavorato in perdita) ed è in diretto collegamento con la colpa dell'ufficio tecnico.

Cosa cambia per voi — concretamente

Questa decisione ha implicazioni dirette per diversi attori della costruzione, che siate ad Ajaccio, Bonifacio o altrove.

Per l'imprenditore

Avete firmato un contratto a forfait, ma le quantità reali sono maggiori a causa di un errore di misurazione del direttore dei lavori? Non potete chiedere il supplemento al proprietario, ma potete agire contro il direttore dei lavori (architetto, ufficio tecnico). Esempio: ad Ajaccio, un imprenditore ha realizzato una villa per 250.000 € su preventivo, ma le fondazioni hanno richiesto il 30% di cemento in più a causa di uno studio del terreno errato. Ha ottenuto 75.000 € di danni-interessi dall'ufficio tecnico.

Per il proprietario locatore

Siete protetti dal forfait: l'imprenditore non può chiedervi un supplemento, a meno che non abbiate voi stessi modificato il progetto. Ma attenzione: se siete anche il direttore dei lavori (ad esempio, avete fornito voi stessi le misurazioni), potreste essere considerati un terzo colpevole. In tal caso, l'imprenditore potrebbe citarvi per responsabilità. Un proprietario a Bonifacio ha così dovuto risarcire il suo imprenditore per 15.000 € perché aveva sottostimato il volume di demolizione.

Per il condomino

Nell'ambito di lavori in condominio (rifacimento facciata, tetto), l'amministrazione condominiale è il committente. Se l'ufficio tecnico commette un errore, l'imprenditore non potrà chiedere un supplemento ai condomini, ma potrà rivalersi contro l'ufficio tecnico. Ciò evita richieste di fondi impreviste.

Quattro consigli per evitare questo tipo di contenzioso

  • Verificate le misurazioni e gli studi preliminari.

    Questions fréquentes

    Qu'est-ce qu'un marché à forfait ?

    Un marché à forfait est un contrat de construction où le prix est fixé de manière globale et définitive. L'entrepreneur ne peut pas réclamer de supplément, même si les travaux s'avèrent plus coûteux que prévu, sauf si le maître d'ouvrage a modifié le projet.

    Puis-je réclamer un supplément si le maître d'œuvre a fait une erreur de métré ?

    Non, pas au maître d'ouvrage, car le forfait vous lie. En revanche, vous pouvez demander des dommages-intérêts au maître d'œuvre (architecte, bureau d'études) sur le fondement de l'article 1240 du Code civil, pour la faute commise dans l'étude.

    Quels sont les délais pour agir contre le maître d'œuvre ?

    Le délai de prescription est de 5 ans à compter de la découverte du préjudice (article 2224 du Code civil). En pratique, dès que vous constatez l'erreur de métré, il faut agir rapidement.

    Le propriétaire peut-il être tenu responsable de l'erreur de métré ?

    Seulement s'il a lui-même fourni les métrés ou s'il a commis une faute personnelle. Dans ce cas, il pourrait être considéré comme un tiers fautif et voir sa responsabilité engagée.

    Que faire si l'entrepreneur me réclame un supplément malgré le forfait ?

    Refusez par écrit en rappelant le caractère forfaitaire du contrat. Si l'entrepreneur insiste, consultez un avocat. Vous pouvez également mettre en cause le maître d'œuvre pour qu'il indemnise l'entrepreneur à votre place.

    Informations juridiques

    • Numéro: 15-20.846
    • Juridiction: Cour de cassation
    • Date de décision: 19 janvier 2017

    Mots-clés

    marché à forfaitresponsabilité du maître d'œuvreerreur de métréréparation du préjudiceconstruction

Cas d'usage pratiques

1

Entrepreneur victime d'une erreur de métré à Ajaccio

Un entrepreneur de bâtiment à Ajaccio signe un marché à forfait pour la construction d'une villa. Le devis de 300 000 € est basé sur les métrés d'un bureau d'études. En cours de chantier, il découvre que les fondations nécessitent 40 % de béton supplémentaire, soit 120 000 € de travaux en plus. Le propriétaire refuse tout supplément.

Application pratique:

L'entrepreneur peut assigner le bureau d'études en responsabilité pour obtenir 120 000 € de dommages-intérêts. Il doit prouver l'erreur de métré (expertise, correspondances) et le lien de causalité avec son préjudice. La décision de la Cour de cassation de 2017 lui est favorable : le forfait ne protège pas le tiers fautif.

2

Propriétaire confronté à une demande de supplément à Bonifacio

Un propriétaire à Bonifacio confie la rénovation de son toit à un couvreur pour 50 000 € forfaitaires. Le couvreur découvre que la charpente est plus endommagée que prévu et réclame 20 000 € de plus. Le propriétaire refuse.

Application pratique:

Le propriétaire est en droit de refuser, car le forfait le protège. Si le couvreur insiste, le propriétaire peut le mettre en demeure de respecter le contrat. Si le couvreur arrête le chantier, le propriétaire peut le faire condamner à terminer les travaux ou à l'indemniser. Il peut aussi envisager de mettre en cause l'expert qui a réalisé l'étude préalable.

3

Maître d'œuvre mis en cause par un entrepreneur à Ajaccio

Un architecte de la région d'Ajaccio établit les plans et les métrés pour la construction d'un immeuble. L'entrepreneur remporte le marché à forfait sur cette base. Les travaux révèlent une erreur de 15 % dans les quantités de béton armé, causant un préjudice de 80 000 € à l'entrepreneur.

Application pratique:

L'architecte doit répondre de sa faute professionnelle. Sa responsabilité civile professionnelle (assurance RCP) doit couvrir ce sinistre. Il peut tenter une transaction amiable pour éviter un procès. L'entrepreneur doit lui adresser une mise en demeure, puis saisir le tribunal judiciaire d'Ajaccio dans les 5 ans.

Maître Cécile Zakine

À propos de l'auteur

Maître Cécile Zakine — Avocate au Barreau des Alpes-Maritimes, Docteur en Droit. Chaque article de ce magazine est rédigé à partir de l'analyse d'une décision de jurisprudence réelle, commentée et mise en perspective par les équipes de Maître Zakine.

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