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Obbligo alimentare verso un genitore ricoverato: fino a che punto devono pagare i figli?
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Obbligo alimentare verso un genitore ricoverato: fino a che punto devono pagare i figli?

📅 Décision du 24 giugno 2015⚖️ Cour de cassation👁️ 13 vues📖 4 min de lecture

La Corte di Cassazione precisa che il ricorso di un ospedale contro i debitori alimentari di una persona ricoverata è limitato a quanto essi devono realmente, e che la regola 'gli alimenti non si prescrivono' si applica solo nei confronti del creditore di alimenti.

Decisione di riferimento: cc • N° 14-15.538 • 2015-06-24 • Consulta la decisione →

Immaginate la scena: ad Antibes, una madre anziana è ricoverata per diversi mesi all'ospedale Henri-Gabrielle. I suoi tre figli, Sami, Moïse e Serge, ricevono un giorno una citazione in giudizio: l'ospedale chiede loro il rimborso delle spese di degenza della madre, per un importo di diverse decine di migliaia di euro. «Ma non siamo mai stati informati, e nostra madre non ha mai chiesto il nostro aiuto!», esclamano. Questa situazione può capitare a Mentone, a Nizza o altrove. La domanda è semplice: un ospedale può rivalersi sui figli di un paziente per ottenere il pagamento delle cure, e fino a che importo?

La risposta è data da una sentenza della urbanistica-voisin-prefond-personnel" class="internal-link" title="Violazione del PLU: quando un vicino può attaccarvi per inosservanza delle norme urbanistiche?">Corte di Cassazione del 24 giugno 2015 (n° 14-15.538). Questa decisione chiarisce le regole applicabili al ricorso degli enti pubblici sanitari contro i debitori alimentari — cioè le persone obbligate per legge a fornire alimenti a un parente bisognoso, come i figli verso i genitori. In sostanza, l'ospedale può chiedere solo quanto ogni figlio deve realmente, in base alle sue possibilità e ai bisogni del genitore. E la famosa regola «gli alimenti non si prescrivono» (che significa che gli arretrati di alimenti non si prescrivono) vale solo per il creditore di alimenti, qui la persona ricoverata, non per l'ospedale.

Questo articolo analizzerà questa decisione per voi, proprietari, inquilini o professionisti del settore immobiliare, spiegandovi concretamente cosa cambia e come proteggervi. Perché se vi trovate in una situazione simile — un genitore ricoverato a Nizza, Antibes o Mentone — dovete conoscere i vostri diritti e obblighi.

I fatti: una storia che capita ogni giorno

La signora Y..., madre di famiglia, è ricoverata all'ospedale Henri-Gabrielle, gestito dagli Hospices civils de Lyon (HCL). Vi rimane diversi mesi, senza che i suoi tre figli, Sami, Moïse e Serge Y..., siano informati dell'entità delle spese. Gli HCL, ritenendo che i figli debbano contribuire alle spese di degenza in virtù dell'obbligo alimentare (l'obbligo legale dei figli di provvedere ai bisogni dei genitori in difficoltà), inviano loro una fattura. Di fronte al rifiuto di pagare, gli HCL citano in giudizio i tre figli.

Le citazioni sono notificate il 23 settembre 2010 per Sami e Moïse, e il 7 giugno 2012 per Serge. Un intervallo di quasi due anni tra le prime e l'ultima citazione. I figli contestano: sostengono che la madre non è mai stata bisognosa, che aveva risorse sufficienti, e che l'ospedale non può chiedere somme per un periodo troppo remoto. La corte d'appello di Lione dà loro ragione su alcuni punti, ma gli HCL ricorrono in Cassazione.

La controversia riguardava due questioni: da un lato, l'importo che ogni figlio doveva pagare — l'ospedale chiedeva l'intero importo delle spese, senza tener conto delle possibilità di ciascuno; dall'altro, l'applicazione della regola «gli alimenti non si prescrivono», cioè che gli arretrati di alimenti non si prescrivono. Gli HCL volevano che questa regola si applicasse anche al loro ricorso, il che avrebbe permesso loro di chiedere somme per diversi anni senza limiti di prescrizione.

Insomma, è la storia classica di un ente ospedaliero che cerca di farsi rimborsare, e di figli che non capiscono perché dovrebbero pagare per la madre quando lei non ha mai chiesto nulla. Ma cosa ha detto la Corte di Cassazione?

Il ragionamento della giurisdizione — analizzato

La Corte di Cassazione ha emesso una sentenza molto tecnica, ma il cui significato è chiaro: il ricorso dell'ospedale contro i debitori alimentari è limitato a quanto questi debitori sono tenuti a dare. In altre parole, l'ospedale non può chiedere più di quanto ogni figlio deve a titolo di obbligo alimentare, tenendo conto delle sue risorse e dei bisogni del genitore.

Il fondamento legale è l'articolo 205 del Codice civile, che dispone che «i figli devono alimenti ai loro genitori che sono in stato di bisogno». La Corte ricorda che questo obbligo non è automatico: dipende dallo stato di bisogno del genitore e dalle possibilità del figlio. Nel caso di specie, la corte d'appello aveva giustamente ridotto l'importo dovuto da ciascun figlio in base ai loro redditi. La Corte di Cassazione approva questo approccio: l'ospedale non può chiedere l'intero importo delle spese a un solo figlio, né esigere una somma forfettaria senza una valutazione individualizzata.

Ma il punto centrale della sentenza riguarda la regola «gli alimenti non si prescrivono». Questa regola, derivante dall'antico articolo 227-7 del Codice civile (oggi integrato nelle disposizioni sulla prescrizione), significa che i crediti alimentari non si prescrivono per mancato uso: un figlio che non ha pagato per anni può essere perseguito per tutte le rate non pagate, anche vecchie. La Corte di Cassazione precisa che questa regola si applica solo nei confronti del creditore di alimenti,

Questions fréquentes

Un hôpital peut-il me réclamer les frais d'hospitalisation de mon père sans mon accord ?

Oui, s'il prouve que votre père était dans le besoin et que vous êtes tenu à l'obligation alimentaire. Mais le montant doit être proportionné à vos ressources.

Puis-je refuser de payer si mon père a des biens ?

Oui, car l'obligation alimentaire suppose un état de besoin. Si votre père a des revenus ou un patrimoine suffisant, l'hôpital ne peut rien vous réclamer.

Quel est le délai de prescription pour une action de l'hôpital ?

5 ans à compter de chaque fait générateur (chaque mois d'hospitalisation). Au-delà, la créance est prescrite.

Que faire si je reçois une assignation ?

Ne pas ignorer. Consultez un avocat dans les 15 jours pour préparer votre défense. Vous pouvez contester le montant, invoquer la prescription, ou demander un délai de paiement.

L'hôpital peut-il saisir ma maison si je ne paie pas ?

Oui, s'il obtient un jugement et que vous ne payez pas. Mais il doit d'abord prouver votre dette. Mieux vaut négocier un échéancier avant le jugement.

Informations juridiques

  • Numéro: 14-15.538
  • Juridiction: Cour de cassation
  • Date de décision: 24 juin 2015

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Cas d'usage pratiques

1

Enfant d'un parent hospitalisé à Nice

Votre mère est hospitalisée depuis 6 mois à l'hôpital Pasteur de Nice. Vous recevez une facture de 20 000 €. Vous gagnez 1 800 € par mois.

Application pratique:

L'hôpital doit évaluer votre capacité contributive en fonction de vos revenus. Vous pouvez demander un échéancier ou contester le montant si votre mère avait une retraite suffisante. La prescription quinquennale s'applique : les frais antérieurs à 5 ans sont prescrits.

2

Famille à Menton dont le père est hospitalisé

Votre père est hospitalisé à Menton depuis 3 ans. L'hôpital vous assigne pour 50 000 €. Vous êtes trois enfants avec des revenus très différents.

Application pratique:

Chaque enfant ne doit payer que sa part, proportionnelle à ses ressources. L'hôpital ne peut pas réclamer la totalité à un seul. Vous devez fournir vos avis d'imposition pour justifier de vos facultés. Si l'assignation a été délivrée plus de 5 ans après le début de l'hospitalisation, une partie de la créance est prescrite.

3

Propriétaire bailleur à Antibes

Vous êtes propriétaire d'un appartement à Antibes que vous louez. Votre locataire est hospitalisé et l'hôpital vous demande de payer les loyers à sa place, en tant que débiteur alimentaire ?

Application pratique:

L'obligation alimentaire ne s'étend pas aux propriétaires. Vous n'êtes pas tenu de payer les frais d'hospitalisation de votre locataire. L'hôpital ne peut agir que contre les descendants ou ascendants. Votre seul lien est le contrat de bail : si le locataire ne paie plus, vous pouvez engager une procédure d'expulsion pour impayés.

Maître Cécile Zakine

À propos de l'auteur

Maître Cécile Zakine — Avocate au Barreau des Alpes-Maritimes, Docteur en Droit. Chaque article de ce magazine est rédigé à partir de l'analyse d'une décision de jurisprudence réelle, commentée et mise en perspective par les équipes de Maître Zakine.

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