Decisione di riferimento : cc • N° 70-13.312 • 1972-01-18 • Consulta la decisione →
Immaginate: vendete un terreno a Landivisiau per 260.000 franchi, ma una parte del prezzo deve essere pagata sotto forma di un appartamento, consegnato entro 30 mesi dall'ottenimento del permesso di costruire. L'acquirente, dopo aver fallito nell'ottenere il permesso, rivende il terreno a un promotore. Quest'ultimo ottiene il permesso, ma costruisce un edificio per uffici, non un appartamento. Voi, venditore, vi ritrovate senza appartamento e senza denaro. Cosa fare?
È esattamente la questione che si è posta davanti alla Corte di cassazione nel 1972. Il venditore, Signora Centre, aveva accettato di ricevere un appartamento in natura. L'acquirente iniziale, la società Moulin de Cajarc, non avendo ottenuto il permesso, ha rivenduto il terreno. Il sotto-acquirente ha costruito uffici. La corte d'appello lo ha condannato al risarcimento dei danni. La Corte di cassazione ha convalidato questa soluzione. Perché? Perché il sotto-acquirente aveva la possibilità di costruire l'appartamento promesso.
Questa decisione, sebbene antica, rimane di grande attualità per qualsiasi proprietario o promotore che accetta un pagamento in natura. Illustra un principio fondamentale: l'obbligo di consegna non scompare con il cambio di proprietario. E se siete a Brest o altrove, si applicano le stesse regole. Allora, come anticipare questo tipo di controversia?
I fatti: una storia come capita ogni giorno
Nel 1967, la Signora Centre vende un terreno alla società Moulin de Cajarc per 260.000 franchi. Ma il pagamento non è interamente in denaro: una parte del prezzo consiste nella consegna, entro 30 mesi dall'ottenimento del permesso di costruire, di un appartamento nell'edificio che la società deve edificare. Una clausola prevede che se il permesso non viene ottenuto, la vendita è nulla, senza indennizzo.
Purtroppo: la società Moulin de Cajarc non ottiene il permesso di costruire. Invece di rinunciare, rivende il terreno a un sotto-acquirente, che ottiene il permesso. Ma invece di costruire un edificio residenziale, edifica un edificio esclusivamente destinato a uffici. Risultato: la Signora Centre non riceve mai l'appartamento promesso. Cita quindi in giudizio il sotto-acquirente per il risarcimento dei danni.
La corte d'appello dà ragione alla Signora Centre: condanna il sotto-acquirente a versarle un risarcimento danni equivalente al valore dell'appartamento. Il sotto-acquirente ricorre in cassazione. Sostiene di non essere parte del contratto iniziale e che l'obbligo di consegnare un appartamento non gli era opponibile. La Corte di cassazione respinge il ricorso: ritiene che i giudici di merito abbiano legalmente giustificato la loro decisione constatando che il sotto-acquirente, che aveva la possibilità di costruire un appartamento (poiché aveva ottenuto il permesso), era venuto meno al suo obbligo.
Il ragionamento della giurisdizione — analizzato
Il cuore del ragionamento si trova nell'articolo 1240 del Codice civile (ex articolo 1382), che dispone che « qualsiasi fatto dell'uomo che cagiona ad altri un danno, obbliga colui per colpa del quale è avvenuto a risarcirlo ». I giudici hanno ritenuto che il sotto-acquirente, non consegnando l'appartamento pur potendolo fare, abbia commesso una colpa che fa sorgere la sua responsabilità.
Ma come imputare un obbligo a qualcuno che non ha firmato il contratto? Qui, la Corte di cassazione mostra realismo. Rileva che il sotto-acquirente conosceva o avrebbe dovuto conoscere l'obbligo di consegnare un appartamento. Acquistando il terreno, ha accettato di sostituirsi all'acquirente iniziale nei suoi diritti e obblighi. È il meccanismo della trasmissione delle obbligazioni reali: l'obbligo di costruire un appartamento era legato al terreno stesso, e non alla persona dell'acquirente.
Un punto cruciale: la clausola che prevedeva la nullità della vendita in mancanza di ottenimento del permesso è stata considerata inapplicabile, poiché il permesso era stato infine ottenuto. Il sotto-acquirente non poteva quindi trincerarsi dietro questa clausola. Inoltre, il fatto che abbia scelto di costruire uffici anziché un appartamento è visto come una colpa deliberata.
Questa decisione conferma la tendenza della Corte di cassazione a proteggere il venditore che accetta un pagamento in natura. Si inserisce in una giurisprudenza più ampia sulla responsabilità del sotto-acquirente quando è a conoscenza degli obblighi gravanti sul bene. Nessun revirement qui, ma un'applicazione classica della responsabilità extracontrattuale (colpa, danno, nesso causale).
Cosa cambia per voi — concretamente
Per il venditore: Potete ora rivolgervi direttamente contro il sotto-acquirente, anche se non avete alcun legame contrattuale con lui. Nel nostro esempio, se vendete un terreno a Landivisiau in cambio di un appartamento, e l'acquirente rivende, il nuovo proprietario potrà essere condannato a consegnarvi l'appartamento o a risarcirvi. Attenzione: dovete provare che aveva la possibilità di costruire (permesso ottenuto).
Per l'acquirente iniziale: Non siete fuori dai guai rivendendo. Potreste essere chiamati in garanzia dal sotto-acquirente. Meglio prevedere una clausola di sostituzione espressa nell'atto di rivendita.
Per il sotto-acquirente: Dovete verificare gli obblighi legati al terreno prima di acquistare. Un semplice sguardo al contratto iniziale può evitare una causa. Ad esempio, un promotore a Brest che acquista un terreno deve assicurarsi che non sia stata fatta alcuna promessa di costruzione di un appartamento al venditore.
Un esempio numerico: se l'appartamento promesso valeva 100.000 € nel 1972 (valore

