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Penalità contrattuali ed eccezione di inadempimento: la Corte di Cassazione decide
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Penalità contrattuali ed eccezione di inadempimento: la Corte di Cassazione decide

📅 Décision du 14 febbraio 2019⚖️ Cour de cassation👁️ 21 vues📖 4 min de lecture

La Corte di Cassazione ricorda che le penalità di ritardo in un contratto non impediscono di invocare l'eccezione di inadempimento per rifiutarsi di pagare in caso di grave inadempimento dell'altra parte. Una decisione che protegge le parti deboli.

Decisione di riferimento: cc • N° 17-31.665 • 2019-02-14 • Consulta la decisione →

Avete firmato un compromesso di vendita per un appartamento a Meylan. Il promotore doveva consegnare a marzo, ma i lavori non avanzano. Voi bloccate i pagamenti. Il promotore vi chiede le penalità previste dal contratto. Ha il diritto? Fino a questa decisione, alcune corti d'appello ritenevano che la clausola di penalità escludesse qualsiasi altro rimedio. La Corte di Cassazione chiarisce la situazione.

In questa sentenza del 14 febbraio 2019, la più alta giurisdizione francese afferma un principio semplice ma fondamentale: le penalità contrattuali non sono uno scudo che impedisce al contraente di proteggersi di fronte a un grave inadempimento. In concreto, se il vostro venditore non consegna o consegna un bene non conforme, potete sospendere i pagamenti anche se il contratto prevede penalità per ritardo.

Questa decisione interessa tanto gli acquirenti in VEFA (vendita allo stato futuro di completamento), quanto i locatari commerciali e i proprietari locatori. Vediamo insieme cosa cambia questa sentenza nella vostra vita quotidiana.

I fatti: una storia come tante

Nel 2012, la società Odélia Développement acquista lotti di condominio in una residenza in VEFA (vendita allo stato futuro di completamento: si acquista su progetto e si paga man mano che i lavori avanzano) a Meylan. Il contratto prevede penalità di ritardo in caso di mancato pagamento delle richieste di fondi. Ma ben presto compaiono difetti: vizi di costruzione, ritardi di consegna, non conformità. Odélia smette di pagare le rate. Il venditore, la società XXX, oppone le penalità contrattuali e adisce il tribunale.

In primo grado, il tribunale dà ragione al venditore: le penalità previste dal contratto sono le uniche sanzioni possibili. Odélia fa appello. La corte d'appello di Grenoble conferma: ritiene che la stipulazione di penalità contrattuali in caso di ritardo di pagamento impedisca al contraente di opporre l'eccezione di inadempimento (il diritto di rifiutarsi di eseguire la propria obbligazione finché l'altra parte non ha eseguito la sua).

Odélia ricorre in cassazione. La Corte di Cassazione cassa la sentenza d'appello: ricorda che l'articolo 1184 del Codice civile (vecchio testo) permette alla parte lesa di sospendere l'esecuzione delle proprie obbligazioni se l'altra parte non esegue le sue, salvo clausola espressa e non equivoca contraria. Le penalità di ritardo non costituiscono una tale clausola.

Il ragionamento della giurisdizione — analizzato

La Corte di Cassazione si basa sul vecchio articolo 1184 del Codice civile (oggi articoli 1219 e 1220 dello stesso codice). Tale articolo dispone che «la condizione risolutiva è sempre sottintesa nei contratti sinallagmatici (contratti che creano obbligazioni reciproche), per il caso in cui una delle due parti non soddisfi al proprio impegno». In altre parole, se uno non fa ciò che ha promesso, l'altro può non fare ciò che deve.

Ma la Corte va oltre: precisa che le parti possono disciplinare questa eccezione di inadempimento, ma tale disciplina deve essere espressa e chiara. Una semplice clausola di penalità in caso di ritardo di pagamento non basta a escludere il diritto di sospendere i propri pagamenti in caso di grave inadempimento del venditore. Sarebbe necessaria una clausola che stabilisca esplicitamente che «anche in caso di inadempimento del venditore, l'acquirente rimane tenuto a pagare alle date previste sotto pena di penalità». Una tale clausola sarebbe probabilmente abusiva.

Questa sentenza conferma la giurisprudenza precedente (in particolare Civ. 3e, 12 maggio 2015, n. 14-14.993) ma la estende al settore delle VEFA e delle fideiussioni solidali. Si inserisce in una tendenza protettiva del contraente non professionista o della parte debole. La Corte ricorda che le sanzioni contrattuali sono solo un'opzione offerta al creditore, non un'esclusiva.

La società Odélia aveva anche rinunciato ai benefici di escussione e divisione in qualità di fideiussore solidale dei cessionari. La Corte precisa che ciò non cambia nulla: la rinuncia riguarda la fideiussione, non l'obbligazione principale.

Cosa cambia per voi — concretamente

Per un acquirente in VEFA: Avete firmato un contratto di vendita su progetto per un appartamento a Seyssinet-Pariset. Il promotore accumula ritardi e i vizi di costruzione sono visibili. Se smettete di pagare le richieste di fondi, il promotore non potrà trincerarsi dietro la clausola di penalità per esigere il pagamento. Potete sospendere i versamenti fino a quando i lavori non siano conformi. Attenzione: questa sospensione deve essere proporzionata (ad esempio, non pagare l'ultima tranche se il difetto è minore).

Per un proprietario locatore: Il vostro inquilino non paga più l'affitto da tre mesi. Il contratto prevede una clausola penale del 10% del canone non pagato. Potete sia richiedere i canoni dovuti e le penalità, ma anche, se l'inquilino ha commesso altri inadempimenti (danni, turbativa del godimento), potete invocare l'eccezione di inadempimento per rifiutarvi di effettuare riparazioni di cui chiede il rimborso. Esempio numerico: affitto 800 €, arretrati 2 400 €, penalità 240 €. Potete anche sospendere le riparazioni locative finché non ha pagato.

Per un condomino: L'amministratore non fornisce i rendiconti annuali nonostante i vostri solleciti. Il regolamento condominiale prevede penalità in caso di ritardo nel pagamento delle spese. Potete rifiutarvi di pagare le spese fino a quando l'amministratore non adempia all'obbligo di fornire i rendiconti, senza che le penalità vi siano opponibili.

Questions fréquentes

Puis-je cesser de payer mon promoteur si les travaux sont en retard malgré la clause de pénalités ?

Oui, selon cet arrêt, les pénalités contractuelles n'excluent pas l'exception d'inexécution. Vous pouvez suspendre vos paiements si l'inexécution est grave et proportionnée.

Que faire si le vendeur me réclame des pénalités de retard alors que j'ai suspendu mes paiements ?

Répondez par écrit en invoquant l'exception d'inexécution et en détaillant les manquements du vendeur. Consultez un avocat si nécessaire.

Quels sont les risques si je suspends mes paiements de façon abusive ?

Vous pourriez être condamné à payer des dommages-intérêts pour inexécution fautive. La suspension doit être proportionnée à l'inexécution de l'autre partie.

Cette décision s'applique-t-elle aux contrats de location ?

Oui, le principe est général. Un locataire peut suspendre son loyer si le bailleur ne fait pas les réparations urgentes, mais avec prudence et proportionnalité.

Quel est le délai pour invoquer l'exception d'inexécution ?

Aucun délai particulier : elle peut être invoquée immédiatement, dès le manquement constaté. Mais l'action en justice se prescrit par 5 ans.

Informations juridiques

  • Numéro: 17-31.665
  • Juridiction: Cour de cassation
  • Date de décision: 14 février 2019

Mots-clés

exception d'inexécutionpénalités contractuellesVEFACour de cassationdroit immobilier

Cas d'usage pratiques

1

Acquéreur en VEFA à Meylan : promoteur en retard

Vous avez acheté un appartement sur plan à Meylan. Livraison prévue en janvier 2024, mais en juin les fenêtres ne sont pas posées. Le promoteur réclame le paiement de la 4e tranche avec pénalités de retard.

Application pratique:

Vous pouvez suspendre le paiement de cette tranche en invoquant l'exception d'inexécution (article 1219 Code civil). Envoyez une lettre recommandée listant les retards et malfaçons. Le promoteur ne peut pas vous réclamer les pénalités contractuelles pour ce retard de paiement justifié.

2

Locataire à Seyssinet-Pariset : logement insalubre

Vous louez un appartement à Seyssinet-Pariset. Le chauffage est en panne depuis 3 mois, le propriétaire ne fait rien. Le contrat prévoit une clause pénale de 10% pour tout retard de loyer.

Application pratique:

Vous pouvez suspendre le paiement des loyers jusqu'à la remise en état du chauffage. La clause pénale ne vous est pas opposable. Attention : la suspension doit être proportionnée (vous pourriez devoir payer une partie du loyer si le défaut est partiel). Conservez les preuves de vos demandes.

3

Copropriétaire à Grenoble : syndic non comptable

Votre syndic ne fournit pas les comptes annuels malgré vos relances depuis 6 mois. Le règlement de copropriété prévoit des pénalités de 5% pour tout retard de paiement des charges.

Application pratique:

Vous pouvez suspendre le paiement de vos charges jusqu'à réception des comptes. La clause de pénalités ne vous interdit pas d'invoquer l'exception d'inexécution. Mettez en demeure le syndic par LRAR. Si le litige persiste, saisissez le tribunal judiciaire.

Maître Cécile Zakine

À propos de l'auteur

Maître Cécile Zakine — Avocate au Barreau des Alpes-Maritimes, Docteur en Droit. Chaque article de ce magazine est rédigé à partir de l'analyse d'une décision de jurisprudence réelle, commentée et mise en perspective par les équipes de Maître Zakine.

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