Decisione di riferimento: cc • N° 92-85.984 • 1993-10-06 • Consulta la decisione →
Immaginate di essere a Biscarrosse, proprietari di un terreno con vista sullo stagno di Cazaux. Sognate di ampliare la vostra casa per accogliere la vostra famiglia allargata. Presentate una domanda di permesso di costruire, ma il sindaco la respinge, ritenendo che il vostro progetto superi le norme urbanistiche locali. Siete convinti che questo rifiuto sia ingiusto e decidete di presentare ricorso (contestazione amministrativa). Ma nell'attesa, iniziate i lavori, convinti che il vostro ricorso avrà successo. È una buona strategia?
Questa situazione la incontro regolarmente nel mio studio, sia a Mont-de-Marsan che sulla Costa Azzurra. Molti proprietari pensano che finché contestano il rifiuto, siano al riparo da procedimenti penali. È un errore che può costare molto caro. La domanda che ogni proprietario si pone in questo caso è semplice: "Se contesto il rifiuto, posso comunque essere perseguito per aver costruito senza permesso?"
La risposta, fornita chiaramente da una decisione del 1993, è senza appello: sì. L'esistenza di un mezzo di ricorso contro un'ordinanza del sindaco che rifiuta il permesso di costruire è senza effetto sull'esercizio di un'azione penale per mancanza di permesso di costruire. In altre parole, anche se contestate il rifiuto, rischiate sanzioni penali se costruite senza autorizzazione. Ma cosa cambia esattamente per voi?
I fatti: una storia che capita ogni giorno
Il signor Martin, proprietario di un terreno a Saint-Paul-lès-Dax, desiderava realizzare un ampliamento della sua casa. Aveva ottenuto un certificato urbanistico (documento che indica le norme applicabili a un terreno) che lasciava intravedere la possibilità del suo progetto. Fiducioso, presenta una domanda di permesso di costruire. Ma il sindaco la respinge, ritenendo che i lavori eccedano il quadro del certificato urbanistico.
Il signor Martin, convinto di avere ragione, decide di contestare questo rifiuto con un ricorso amministrativo. Parallelamente, inizia i lavori, pensando che il suo ricorso avrà successo e che, comunque, il fatto di contestare lo protegga. I vicini avvisano i servizi urbanistici, che constatano la costruzione senza permesso. Il pubblico ministero avvia quindi un procedimento penale contro il signor Martin per mancanza di permesso di costruire.
Davanti al tribunale correzionale (giurisdizione penale), il signor Martin si difende sostenendo di aver contestato il rifiuto e che, pertanto, non dovrebbe essere perseguito penalmente finché il suo ricorso non sia deciso. Il tribunale lo condanna comunque. Il signor Martin fa appello, ma la corte d'appello conferma la condanna. La vicenda arriva infine davanti alla Corte di Cassazione (massima giurisdizione giudiziaria), che deve decidere questa questione cruciale: il fatto di contestare un rifiuto di permesso protegge da procedimenti penali?
Il ragionamento della giurisdizione — analizzato
I giudici della Corte di Cassazione hanno analizzato la situazione con una logica ineccepibile. Si sono basati sull'articolo L. 480-4 del Codice dell'urbanistica, che prevede un delitto (reato penale) per qualsiasi costruzione realizzata senza permesso di costruire quando questo è richiesto. Il loro ragionamento è semplice: questo delitto è integrato non appena la costruzione è edificata senza che un permesso sia stato preventivamente accordato.
In chiaro, affinché vi sia delitto, devono sussistere due condizioni: 1) la costruzione necessita di un permesso di costruire, e 2) nessun permesso è stato rilasciato prima dell'inizio dei lavori. Poco importa che abbiate presentato una domanda e che sia stata respinta. Poco importa anche che contestiate questo rifiuto. Se costruite senza un permesso valido, commettete un reato penale.
La Corte ha respinto l'argomento del signor Martin secondo cui il suo ricorso contro il rifiuto sospendesse il procedimento penale. Ha sottolineato che il procedimento amministrativo (il ricorso contro il rifiuto) e il procedimento penale (l'azione per mancanza di permesso) sono due cose distinte. L'uno non blocca l'altro. Quello che pochi sanno è che anche se il vostro ricorso ha successo e il rifiuto viene annullato successivamente, ciò non cancella il reato commesso nel momento in cui avete costruito senza autorizzazione.
In questa vicenda, la corte d'appello aveva notato che il signor Martin era stato avvertito più volte e che i suoi lavori eccedevano chiaramente il quadro del certificato urbanistico. La Corte di Cassazione ha confermato questa analisi, ritenendo che la condanna fosse giustificata data la chiarezza delle norme violate. Attenzione però: questa decisione non significa che tutti i ricorsi siano inutili, ma che non vi proteggono da procedimenti penali se passate all'atto senza autorizzazione.
Cosa cambia per voi — concretamente
Se siete proprietari locatori a Mont-de-Marsan e state considerando dei lavori, questa decisione ha implicazioni importanti. Innanzitutto, sappiate che costruire senza permesso, anche contestando un rifiuto, vi espone a sanzioni penali: fino a 6 mesi di reclusione e 75.000 € di multa (importi attuali, rivisti dal 1993). Inoltre, il tribunale può ordinare la demolizione delle costruzioni illegali,

