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Prescrizione biennale VEFA: quando il venditore perde il diritto al pagamento del saldo
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Prescrizione biennale VEFA: quando il venditore perde il diritto al pagamento del saldo

📅 Décision du 26 ottobre 2017⚖️ Cour de cassation👁️ 9 vues📖 4 min de lecture

La Corte di cassazione conferma che l'azione del venditore professionale in VEFA per ottenere il saldo del prezzo si prescrive in due anni, in mancanza di disposizioni particolari. Una decisione che sconvolge le prassi e protegge gli acquirenti.

Decisione di riferimento : cc • N° 16-13.591 • 2017-10-26 • Consulta la decisione →

Immaginate: avete acquistato un appartamento su carta a Saint-Malo, consegnato da tre anni. Il promotore vi reclama improvvisamente un saldo di 15.000 €, che pensavate saldato. Panico a bordo? Non necessariamente. La Corte di cassazione ha stabilito: per le vendite in stato futuro di completamento (VEFA), il venditore professionale ha solo due anni per agire per il pagamento. Trascorso questo termine, è finita.

Questa decisione del 26 ottobre 2017 (n° 16-13.591) è una piccola bomba giuridica. Applica ai professionisti dell'immobiliare la prescrizione biennale del Codice del consumo, che protegge i consumatori da azioni tardive. Ma allora, cosa fare se siete interessati? E come evitare di trovarsi in questa situazione?

La posta in gioco è semplice: migliaia di euro possono passare da una parte all'altra a seconda che siate il venditore o l'acquirente. Approfondiamo i dettagli con un caso concreto.

I fatti: una storia come tante

Il signor e la signora Le Goff, una coppia di pensionati di Redon, avevano firmato nel 2010 un contratto di VEFA per una casa unifamiliare in un lotto vicino a Rennes. Il prezzo totale era di 250.000 €, pagabile in più richieste di fondi man mano che i lavori avanzavano. Nel 2012, la casa viene consegnata e la coppia si trasferisce. Ma il promotore, la società Bâtir Ouest, ritiene che resti dovuto un saldo di 18.500 €, corrispondente a lavori supplementari non previsti dal contratto secondo lui.

Per tre anni, scambi di lettere, messe in mora, ma nulla da fare. I Le Goff contestano la somma, sostenendo che i lavori erano inclusi. Nel 2015, il promotore cita la coppia davanti al tribunale di grande istanza di Rennes. Il tribunale respinge la domanda del promotore, ritenendo che la sua azione sia prescritta: avrebbe dovuto agire entro due anni dalla consegna, quindi entro la fine del 2014. La corte d'appello di Rennes conferma nel 2016.

Il promotore ricorre in cassazione. Sostiene che la VEFA è un contratto immobiliare regolato dal Codice dell'edilizia e che la prescrizione ordinaria (cinque anni) dovrebbe applicarsi, non il termine ridotto del Codice del consumo. Ma la Corte di cassazione respinge il ricorso: l'articolo L. 137-2 (divenuto L. 218-2) del Codice del consumo riguarda "l'azione dei professionisti per i beni o i servizi che forniscono ai consumatori". Ora, una VEFA è proprio la fornitura di un bene immobile da parte di un professionista a un consumatore. Nessuna disposizione speciale deroga a questo termine di due anni. Quindi, sono due anni, punto.

Il ragionamento della giurisdizione — analizzato

L'Alta giurisdizione si basa sull'articolo L. 218-2 del Codice del consumo (ex L. 137-2), che dispone: "L'azione dei professionisti, per i beni o i servizi che forniscono ai consumatori, si prescrive in due anni." Questo testo è di portata generale. Si applica a tutti i professionisti, qualunque sia il loro settore, salvo che una legge speciale preveda un termine diverso.

Per la Corte, la VEFA è un contratto di vendita di immobile da costruire. Il venditore è un professionista (promotore, costruttore), l'acquirente è un consumatore (privato). Nulla nel Codice dell'edilizia e dell'abitazione (CCH) fissa un termine di prescrizione specifico per l'azione di pagamento del saldo del prezzo. Certo, l'articolo L. 261-1 del CCH definisce la VEFA, ma non dice nulla sul termine per richiedere il prezzo. Di conseguenza, si applica il diritto comune del consumo.

Il promotore sosteneva che l'azione di pagamento del prezzo non è un'azione "per i beni o i servizi forniti", ma un'azione di esecuzione del contratto. La Corte respinge questo argomento: il pagamento del prezzo è la contropartita diretta del bene fornito. Quindi è proprio un'azione relativa alla fornitura del bene.

Questa decisione non è un revirement. Conferma una tendenza protettiva del consumatore, già delineata in sentenze precedenti (ad esempio, Civ. 1re, 6 luglio 2016, n° 15-18.964, per un contratto di costruzione di casa unifamiliare). Estende semplicemente questo principio alla VEFA.

Cosa cambia per voi — concretamente

Per voi, acquirente di un alloggio nuovo a Saint-Malo o altrove, questa decisione è una protezione. Se il promotore vi reclama un saldo più di due anni dopo la consegna (o più di due anni dopo il fatto generatore del credito, come la data di esigibilità del pagamento), potete opporgli la prescrizione. Attenzione: il termine decorre dalla data in cui il venditore ha avuto conoscenza del suo credito. In pratica, spesso è la consegna o la data dell'ultima richiesta di fondi.

Per il promotore, è un avvertimento: deve agire rapidamente. Non indugiare a sollecitare, a mettere in mora, a citare in giudizio. Trascorsi due anni, il credito è estinto. Esempio concreto: un promotore di Redon che dimentica di richiedere 20.000 € di saldo per 30 mesi perde ogni diritto a tale somma. Per un'operazione di 10 alloggi, ciò può rappresentare 200.000 € di perdita.

Se siete proprietario locatore che ha acquistato in VEFA per affittare, siete anche protetti. Anche se siete un professionista (ad esempio, SCI), la qualità di consumatore può essere riconosciuta se non siete un professionista dell'immobiliare. Ma attenzione: se siete un commerciante di beni, il termine di due anni non si applica, perché non siete consumatore.

Quattro consigli per evitare questo tipo di controversia

  • Conservate tutti i documenti per almeno 5 anni. Richieste di fondi, verbali di consegna, corrispondenza. In caso di controversia, potrete provare la data del credito e il

Questions fréquentes

Quel est le délai de prescription pour le paiement du solde du prix en VEFA ?

Depuis l'arrêt du 26 octobre 2017, l'action du promoteur se prescrit par deux ans à compter de la livraison ou de l'exigibilité du solde, conformément à l'article L. 218-2 du Code de la consommation.

Puis-je refuser de payer un solde réclamé plus de deux ans après la livraison ?

Oui, vous pouvez opposer la prescription biennale. Ne payez pas sans consulter un avocat, car le paiement pourrait être interprété comme une renonciation à la prescription.

Que faire si le promoteur m'assigne en justice après deux ans ?

Invoquez la prescription dans vos conclusions. Le juge doit la relever d'office, mais il est prudent de la soulever vous-même avec l'aide d'un avocat spécialisé en droit immobilier.

Cette décision s'applique-t-elle aux ventes entre particuliers ?

Non, elle ne concerne que les ventes par un professionnel à un consommateur. Entre particuliers, la prescription de droit commun (5 ans) s'applique.

Comment interrompre la prescription biennale pour un promoteur ?

En envoyant une mise en demeure par lettre recommandée avec accusé de réception. Cela interrompt la prescription et fait courir un nouveau délai de deux ans. Une assignation en justice a le même effet.

Informations juridiques

  • Numéro: 16-13.591
  • Juridiction: Cour de cassation
  • Date de décision: 26 octobre 2017

Mots-clés

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Cas d'usage pratiques

1

Acquéreur à Saint-Malo : solde réclamé 3 ans après livraison

Un couple a acheté un appartement neuf à Saint-Malo en 2020. Livré en 2021, le promoteur réclame 12 000 € de solde en 2024. Le couple consulte Maître Zakine.

Application pratique:

La prescription biennale est acquise (3 ans après livraison). Le couple peut refuser de payer. Il suffit d'envoyer une lettre recommandée au promoteur lui opposant la prescription. Si le promoteur assigne, l'avocat soulèvera la prescription en défense.

2

Promoteur à Redon : recouvrement tardif de 20 000 €

Un promoteur de Redon a livré 5 maisons en VEFA en 2019. En 2022, il se rend compte qu'un acquéreur n'a pas payé le solde de 20 000 €. Il engage une procédure.

Application pratique:

L'action est prescrite (plus de 2 ans). Le promoteur perd sa créance. Pour l'avenir, il doit mettre en place un suivi rigoureux des paiements et envoyer des mises en demeure dès le premier impayé pour interrompre la prescription.

3

Investisseur bailleur : prescription opposée par le promoteur

Un investisseur a acheté un studio en VEFA à Rennes pour le louer. Le promoteur lui réclame 5 000 € de frais supplémentaires 4 ans après la livraison. L'investisseur conteste.

Application pratique:

L'investisseur peut opposer la prescription biennale, car il est consommateur même s'il loue le bien. Il doit consulter un avocat pour rédiger une réponse formelle. Le promoteur ne pourra pas obtenir le paiement en justice.

Maître Cécile Zakine

À propos de l'auteur

Maître Cécile Zakine — Avocate au Barreau des Alpes-Maritimes, Docteur en Droit. Chaque article de ce magazine est rédigé à partir de l'analyse d'une décision de jurisprudence réelle, commentée et mise en perspective par les équipes de Maître Zakine.

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