Decisione di riferimento: Corte di cassazione, 2a sezione civile • N. 79-94.823 • 27 ottobre 1980 • Consulta la decisione →
Immaginate: siete proprietari di una casa a Cuincy, vicino a Douai. Ogni mattina uscite dal garage e vi immettete su una piccola strada. All'incrocio, un cartello vi impone uno stop. Vi fermate, guardate a sinistra, a destra… eppure un veicolo arriva veloce. Chi è responsabile in caso di incidente?
Questa domanda, centinaia di conducenti se la pongono ogni giorno. La risposta è in una parola: l'obbligo è assoluto. È quanto ha ricordato la Corte di cassazione in una sentenza del 27 ottobre 1980, che fa ancora oggi autorità.
In questa decisione, i giudici hanno precisato che gli obblighi imposti dall'articolo R. 27 del Codice della strada a ogni conducente che arriva a un incrocio segnalato sono imperativi e assoluti. Anche se ritenete di avere la precedenza, dovete fermarvi, dare la precedenza ai veicoli sull'altra corsia e immettervi solo in sicurezza. Analisi.
I fatti: una storia come capita ogni giorno
Siamo negli anni '70. Il signor Dupont, un abitante di Cambrai, circola su una strada dipartimentale. Si avvicina a un incrocio dove la sua corsia è prioritaria. Sulla corsia perpendicolare, il signor Martin, un agricoltore di Cuincy, arriva a uno stop. Il signor Martin si ferma, guarda e si immette. È lo scontro.
Entrambi i conducenti sono feriti. Chi ha torto? Per il signor Dupont, il conducente prioritario, è semplice: l'altro aveva lo stop, quindi doveva lasciarmi passare. Ma il signor Martin sostiene di essersi fermato e che il signor Dupont non ha suonato il clacson, contrariamente a quanto richiesto dall'articolo R. 31 del Codice della strada per segnalare il suo arrivo.
La causa arriva davanti al tribunale di Douai, poi alla corte d'appello di Douai. I giudici di merito danno ragione al signor Martin: ritengono che il signor Dupont, sebbene prioritario, non abbia fatto uso del suo avvisatore acustico, contribuendo così all'incidente. Il signor Dupont ricorre in cassazione.
La Corte di cassazione cassa la sentenza d'appello. Ricorda che l'obbligo dell'articolo R. 27 (dare la precedenza a destra) è assoluto, mentre l'obbligo di suonare il clacson dell'articolo R. 31 è solo una semplice autorizzazione. In chiaro: anche senza clacson, il conducente prioritario non è in colpa. Spetta a chi ha lo stop assicurarsi di poter procedere senza pericolo, indipendentemente dal comportamento dell'altro.
Il ragionamento della giurisdizione — analizzato
La decisione si basa su una distinzione fondamentale tra due articoli del Codice della strada (il codice che regola la circolazione). L'articolo R. 27 (oggi articolo R. 415-7) impone al conducente che arriva a un incrocio segnalato da un cartello STOP o DARE PRECEDENZA di fermarsi, dare la precedenza ai veicoli che circolano sull'altra corsia e immettersi solo dopo essersi assicurato di poterlo fare senza pericolo. La Corte di cassazione qualifica questo obbligo come imperativo e assoluto. Ciò significa che nessuna circostanza può esonerarlo: anche se l'altro conducente va troppo veloce, anche se non ha suonato il clacson, il conducente soggetto allo stop deve attendere.
Al contrario, l'articolo R. 31 (oggi articolo R. 416-1) prevede che il conducente può usare il suo avvisatore acustico per segnalare il suo arrivo, specialmente in curva o agli incroci. Ma si tratta di una semplice autorizzazione, non di un obbligo. Di conseguenza, il fatto che il conducente prioritario non abbia suonato il clacson non costituisce una colpa che potrebbe attenuare la responsabilità di chi ha bruciato lo stop.
I giudici della Corte di cassazione hanno quindi censurato la corte d'appello di Douai, che aveva ritenuto una colpa concorrente. Per l'Alta giurisdizione, l'unica questione è se il conducente soggetto allo stop abbia rispettato il suo obbligo assoluto. Se non lo ha fatto, è l'unico responsabile. Questa sentenza conferma una giurisprudenza costante: la precedenza a destra è un diritto, ma chi ne beneficia non deve provare di aver suonato il clacson per essere risarcito. È una posizione protettiva per i conducenti prioritari, ma molto esigente per coloro che devono dare la precedenza.
Cosa cambia per voi — concretamente
Siete proprietari di una casa a Cambrai, con un'uscita dal garage che dà su una strada prioritaria? Dovete essere ancora più vigili. Anche se ritenete che la visibilità sia buona, dovete fermarvi effettivamente, guardare e immettervi solo dopo esservi assicurati che non arrivi alcun veicolo. In caso di incidente, sarete presunti responsabili e la vostra assicurazione potrebbe rifiutarsi di risarcirvi se non avete rispettato lo stop.
Per gli inquilini: se la vostra abitazione si trova vicino a un incrocio pericoloso, potete chiedere al locatore degli accorgimenti (specchio, segnaletica rafforzata). Ma in caso di incidente, la vostra responsabilità sarà coinvolta se siete al volante.
Per i professionisti immobiliari: durante la visita di un immobile, segnalate agli acquirenti o locatari le particolarità degli accessi. Un immobile situato all'uscita di un incrocio poco visibile può essere un rischio da considerare nella trattativa. Ad esempio, una casa a Cuincy con un'uscita diretta su una strada dipartimentale prioritaria potrebbe richiedere lavori di messa in sicurezza (specchio, illuminazione).
Infine, per i condomini: se il parcheggio collettivo ha un'uscita su una strada prioritaria, l'amministratore deve assicurarsi che la segnaletica sia conforme (cartello STOP o dare precedenza) e che i residenti siano informati dei loro obblighi. Un incidente potrebbe avere conseguenze anche per il condominio.

