Decisione di riferimento : cc • N° 17-81.912 • 2018-04-05 • Consulta la decisione →
Immaginate la scena: a Saint-Max, grazioso comune della Meurthe-et-Moselle, un proprietario apprende che il sindaco ha venduto un terreno comunale a un amico senza gara. « È legale? » si chiede, preoccupato per la trasparenza degli affari locali. Questa domanda, molti se la pongono, siano essi proprietari, inquilini o semplici cittadini.
La risposta è fornita dalla Corte di Cassazione in una sentenza del 5 aprile 2018 (n. 17-81.912). Essa precisa che un semplice legame di amicizia tra un eletto incaricato di una missione di servizio pubblico e il beneficiario di un'operazione è sufficiente a configurare l'assunzione illegale di interessi (articolo 432-12 del codice penale). In altre parole, l'amicizia può costituire un « interesse qualsiasi » vietato dalla legge.
Ma cosa cambia esattamente per voi? Questa decisione amplia considerevolmente lo spettro dei comportamenti punibili degli eletti e degli agenti pubblici. D'ora in poi, anche una relazione amicale può comportare una condanna penale, con conseguenze sulla validità dei contratti pubblici.
I fatti: una storia come tante
La vicenda inizia a Saint-Max, dove il comune possiede un terreno edificabile. Il sindaco dell'epoca, chiamiamolo Sig. A., decide di venderlo a un amico stretto, Sig. B., senza pubblicare un bando di gara né rispettare le regole di pubblicità. Il prezzo di vendita è fissato a un importo ritenuto sottostimato rispetto al mercato locale.
La procura apre un'indagine per assunzione illegale di interessi (reato previsto dall'articolo 432-12 del codice penale). Il sindaco e il suo amico sono perseguiti. In primo grado, il tribunale correzionale li assolve, ritenendo che l'amicizia non costituisca un interesse sufficiente. Ma la corte d'appello di Nancy riforma questa sentenza nel 2017: condanna il sindaco a 5.000 euro di multa e dichiara l'amico complice.
Il sindaco ricorre in Cassazione. Sostiene che l'amicizia non è un interesse patrimoniale o personale diretto. La Corte di Cassazione respinge il suo ricorso il 5 aprile 2018: conferma che l'interesse qualsiasi include i legami di amicizia, purché l'eletto abbia partecipato all'operazione (sorveglianza, amministrazione o pagamento).
Il ragionamento della giurisdizione — analizzato
La Corte di Cassazione si basa sull'articolo 432-12 del codice penale: « Il fatto, da parte di una persona incaricata di una missione di servizio pubblico, di prendere, ricevere o conservare, direttamente o indirettamente, un interesse qualsiasi in un'impresa o in un'operazione di cui ha, al momento dell'atto, in tutto o in parte, la carica di assicurare la sorveglianza, l'amministrazione, la liquidazione o il pagamento, è punito con cinque anni di reclusione e 500.000 euro di multa. »
In chiaro, un eletto non può avere un interesse, anche morale o affettivo, in un'operazione che supervisiona. La nozione di « interesse qualsiasi » è molto ampia: non si limita a un profitto finanziario. Qui, il legame di amicizia tra il sindaco e il cessionario del terreno comunale crea un conflitto di interessi, poiché l'eletto è oggettivamente parziale.
I giudici di merito (corte d'appello) avevano rilevato che il sindaco aveva personalmente negoziato la vendita e firmato l'atto, pur conoscendo l'acquirente da anni. Questo legame affettivo è sufficiente a configurare il reato. La Corte di Cassazione convalida questo ragionamento: rifiuta di restringere l'interesse a un vantaggio materiale.
Non si tratta di un revirement, ma di una conferma della giurisprudenza precedente. Già nel 1995 (Crim., 7 giugno 1995), la Corte aveva stabilito che i legami familiari potevano costituire un interesse. La sentenza del 2018 estende questa logica alle relazioni di amicizia. In altre parole, la tendenza è all'ampliamento della repressione dei conflitti di interessi.
Cosa cambia per voi — concretamente
Se siete proprietari di un bene a Pont-à-Mousson e sospettate una vendita di comune accordo di un bene comunale a un parente dell'eletto, potete ora contestare la validità della vendita dinanzi al giudice amministrativo. Ad esempio, un terreno venduto a 50.000 € mentre il suo valore reale è di 80.000 € può essere annullato se l'acquirente è un amico del sindaco.
Per gli inquilini, questa decisione rafforza la trasparenza delle decisioni pubbliche. Se il vostro locatore sociale è una regia municipale, avete la garanzia che i suoi dirigenti non possano favorire i loro amici nell'assegnazione degli alloggi.
Gli acquirenti devono raddoppiare la prudenza: acquistare un bene da una collettività senza gara può esporre a un'azione di nullità. Nella mia pratica, ho incontrato casi in cui l'acquirente, in buona fede, ha dovuto restituire il terreno dopo una condanna penale del sindaco.
Attenzione però: la decisione si applica solo alle persone incaricate di una missione di servizio pubblico (eletti, funzionari, agenti). Un privato che vende a un amico non è interessato.
Quattro consigli per evitare questo tipo di contenzioso
- Verificate la procedura di vendita pubblica: se acquistate un bene da una collettività, esigete la prova di una pubblicità preliminare (bando di gara, affissione). Senza di essa, la vendita è sospetta.
- Dichiarate ogni legame personale: se siete un eletto o un agente pubblico e dovete vendere un bene, segnalate qualsiasi legame di amicizia o familiare con l'acquirente. Meglio astenersi.
- Consultate il registro delle deliberazioni: per un proprietario a Saint-Max, chiedete di vedere la deliberazione del consiglio comunale che autorizza la vendita. Se è assente o vaga, allertate il prefetto.
- Agite rapidamente: il termine di prescrizione dell'azione pubblica è di sei anni dalla commissione del reato. Non aspettate.

