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Canone di locazione commerciale: revisione possibile prima della firma del contratto rinnovato
Droit Immobilier

Canone di locazione commerciale: revisione possibile prima della firma del contratto rinnovato

📅 Décision du 19 maggio 1971⚖️ Cour de cassation👁️ 13 vues📖 5 min de lecture

Una sentenza della Corte di Cassazione del 1971 conferma che la richiesta di revisione del canone di una locazione commerciale rinnovata può essere presentata prima della firma dell'atto, purché il punto di partenza del nuovo contratto risalga a più di tre anni. Questo principio, ancora attuale, tutela i locatori e evita manovre dilatorie dei conduttori.

Decisione di riferimento: Corte di Cassazione • N. 70-11.174 • 1971-05-19 • Consulta la decisione →

Nel 1950, un edificio a Lione viene concesso in locazione commerciale. Gli anni passano, l'edificio cambia proprietario. Alla scadenza, viene stipulato un nuovo contratto di locazione con decorrenza dal 1° ottobre 1962. Tuttavia, l'atto scritto verrà firmato solo tre anni dopo, il 30 novembre 1965. Poche settimane prima di questa firma, il 13 ottobre 1965, il nuovo proprietario adisce il giudice dei canoni con una richiesta di revisione dell'importo richiesto.

La questione sorge allora, come sorge ancora oggi nelle boutique del Marais o negli uffici de La Défense: si può richiedere una revisione del canone (adeguamento dell'importo al valore locativo reale) quando il contratto rinnovato non è ancora firmato? Il conduttore (il locatario commerciale) si oppone, ritenendo la richiesta prematura. La Corte di Cassazione, in una sentenza chiara del 19 maggio 1971, respinge l'argomento.

Ciò che dice questa decisione, senza ancora svelarne tutti i meccanismi, è che il diritto delle locazioni commerciali diffida delle apparenze. La data che conta non è quella della firma, ma quella dell'effetto giuridico. Una logica che protegge i locatori (i proprietari) contro l'inerzia e le manovre dilatorie. Allora, come si applica questa regola concretamente, tre decenni dopo la sua codificazione? Immergiamoci nei fatti.

I fatti: una storia che accade ogni giorno

Nel 1950, un primo contratto di locazione commerciale (contratto di affitto per uso commerciale, industriale o artigianale, regolato da uno statuto protettivo) viene stipulato su un edificio a Lione. Il conduttore svolge la sua attività, il canone viene pagato. Successivamente, l'edificio diventa di proprietà della Société Lyonnaise Immobilière Martin. All'avvicinarsi della scadenza, le parti concordano un rinnovo (prolungamento del contratto per un nuovo periodo di nove anni) con effetto retroattivo al 1° ottobre 1962. Tutto sembra risolto.

Ma il 13 ottobre 1965, mentre nessun atto scritto è stato ancora formalizzato, la società proprietaria presenta un'istanza al giudice dei canoni commerciali. Il suo obiettivo: ottenere una revisione del canone della locazione rinnovata, che ritiene sottovalutato rispetto ai prezzi di mercato. Il conduttore si difende con vigore: per lui, la richiesta è inammissibile perché la locazione rinnovata non è ancora firmata – l'atto che constata il rinnovo e fissa il nuovo canone verrà firmato solo il 30 novembre 1965, cioè dopo l'istanza. Invoca l'impossibilità di rivedere un contratto che non esiste ancora formalmente.

Il tribunale di grande istanza, e poi la corte d'appello, respingono l'argomento. La questione arriva fino alla Corte di Cassazione. A Parigi, nei corridoi del Palais, si svolge allora uno scontro tra la lettera e lo spirito dei testi sulle locazioni commerciali. I giudici di Lione hanno commesso un errore di diritto dichiarando ammissibile una richiesta di revisione anteriore alla firma del contratto? Questa è la domanda.

Il ragionamento della giurisdizione — analizzato

Il fondamento legale è l'articolo 27 del decreto n. 53-960 del 30 settembre 1953 (antenato degli attuali articoli L. 145-33 e seguenti del Codice del commercio, che regolano le locazioni commerciali). Questo testo dispone che la richiesta di revisione del canone può essere presentata "tre anni dopo la data di entrata in godimento del conduttore o dopo il punto di partenza della locazione rinnovata". In altre parole, il locatore non può chiedere una revisione in qualsiasi momento: deve lasciar trascorrere un periodo triennale a partire dall'inizio effettivo della locazione o del rinnovo.

Nel nostro caso, il punto di partenza della locazione rinnovata è il 1° ottobre 1962. La richiesta viene presentata il 13 ottobre 1965. La Corte di Cassazione rileva che sono trascorsi più di tre anni tra queste due date. Ne trae una conseguenza semplice: la richiesta è ammissibile. Non importa che l'atto scritto che constata il rinnovo sia stato firmato successivamente. Il diritto delle locazioni commerciali fa prevalere la realtà economica e la data di effetto del contratto sulla sua data di formalizzazione.

L'alta giurisdizione conferma la sentenza d'appello, respingendo il ricorso del conduttore. Giudica che "la richiesta di revisione può essere presentata prima della firma del contratto da rinnovare, purché il punto di partenza di questo contratto sia anteriore di più di tre anni a tale richiesta". Il ragionamento è teleologico: il decreto del 1953 mira a proteggere entrambe le parti evitando revisioni troppo frequenti, ma non intende subordinare l'azione alla firma di un atto scritto. Una tale esigenza equivarrebbe a premiare la procrastinazione.

Non è un capovolgimento, ma una conferma eclatante della lettera del testo. Già la dottrina maggioritaria riteneva che contasse solo il punto di partenza della locazione rinnovata. La Corte di Cassazione, respingendo il ricorso, consolida la sicurezza giuridica dei locatori. Ricorda che il conduttore non può trincerarsi dietro l'assenza di firma per ostacolare una revisione, soprattutto quando la situazione perdurava da mesi. Un soffio di realismo economico attraversa la sentenza.

Cosa cambia per voi — concretamente

Per il locatore di un locale commerciale a Parigi, in Île-de-France o altrove, questa giurisprudenza è un'arma preziosa. Immaginiamo un negozio in rue de Rivoli. Il 1° gennaio 2022, concordate verbalmente un rinnovo per nove anni, in attesa di un atto notarile. I canoni del quartiere salgono, ma il vostro conduttore tarda a firmare. Grazie a questa sentenza, potete, già dal 2 gennaio 2025, citare in giudizio per la revisione del canone senza attendere la firma. Il giudice esaminerà il merito.

Ciò che bisogna ricordare è che il termine di tre anni decorre dal

Questions fréquentes

Quel est le point de départ du délai de trois ans pour réviser le loyer d’un bail commercial renouvelé ?

Il s’agit de la date d’effet du bail renouvelé, convenue entre les parties ou fixée par le juge, et non de la date de signature de l’acte écrit.

Puis-je demander la révision du loyer avant d’avoir signé le nouveau bail ?

Oui, si la date de prise d’effet du bail renouvelé remonte à plus de trois ans. La demande est recevable même sans écrit formalisé.

Le locataire peut-il s’opposer à la révision au motif que le bail n’est pas encore signé ?

Non, la jurisprudence constante rejette cet argument. Seule la date d’effet du bail renouvelé importe pour calculer le délai de trois ans.

Quels sont les risques si j’attends la signature du bail pour demander la révision ?

Vous risquez de perdre du temps et de laisser le loyer sous-évalué si le locataire tarde à signer. Agissez dès l’échéance du délai de trois ans.

Ce principe s’applique-t-il aux baux professionnels ou d’habitation ?

Non, il est propre aux baux commerciaux régis par le statut des baux commerciaux. Les autres types de bail obéissent à des règles distinctes.

Informations juridiques

  • Numéro: 70-11.174
  • Juridiction: Cour de cassation
  • Date de décision: 19 mai 1971

Mots-clés

bail commercialrévision loyerrenouvellement bailCour de cassationdécret 1953

Cas d'usage pratiques

1

Bailleur d’un local commercial parisien sans bail écrit

Vous avez renouvelé un bail oralement depuis le 1er janvier 2021 pour un commerce rue du Faubourg-Saint-Honoré. Le locataire refuse de signer l’acte. En janvier 2024, vous voulez augmenter le loyer.

Application pratique:

Assigner en révision du loyer dès le 2 janvier 2024 en invoquant le point de départ du bail renouvelé au 1er janvier 2021. La jurisprudence citée rend la demande recevable même sans signature.

2

Locataire évasif face à la régularisation

Locataire d’un restaurant à Paris, vous avez accepté par email un renouvellement à compter du 1er mars 2019, mais vous repoussez la signature. Le propriétaire vous signifie une demande de révision en mars 2022.

Application pratique:

Invoquer l’absence de bail signé pour contester la recevabilité ne prospérera pas. Mieux vaut régulariser rapidement ou négocier le loyer avant l’échéance triennale.

3

Acquéreur d’un centre commercial en Île-de-France

Vous achetez un ensemble immobilier à Créteil comprenant plusieurs baux renouvelés sans écrit. La date d’effet du renouvellement remonte au 1er juillet 2020.

Application pratique:

Dès le 2 juillet 2023, vous pouvez demander la révision des loyers sous-évalués. Cette faculté doit être prise en compte dans l’évaluation du prix d’acquisition.

Maître Cécile Zakine

À propos de l'auteur

Maître Cécile Zakine — Avocate au Barreau des Alpes-Maritimes, Docteur en Droit. Chaque article de ce magazine est rédigé à partir de l'analyse d'une décision de jurisprudence réelle, commentée et mise en perspective par les équipes de Maître Zakine.

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