Decisione di riferimento: cc • N° 76-14.481 • 1978-03-14 • Consulta la decisione →
Immaginate: abitate a Labège, vicino a Tolosa, da dieci anni. Tranquillità fino a quando una falegnameria industriale si installa a 200 metri. Rumori di macchinari, camion, sirene… dal mattino alla sera. Vi lamentate, organizzate un'associazione di difesa, incaricate un perito. E qui, sorpresa: il perito si reca sul posto una seconda volta senza avvisarvi, accompagnato da un tecnico che installa apparecchi di misurazione. Il verbale di perizia è contestato dalla fabbrica. Rischiate di perdere tutto. È esattamente lo scenario della sentenza del 14 marzo 1978 della Corte di Cassazione.
Cosa fare quando il perito agisce di nascosto? La domanda che si pone ogni proprietario o inquilino vittima di molestie. La risposta dell'alta giurisdizione è chiara: in determinate condizioni, una perizia non contraddittoria è perfettamente valida. Spiegazioni.
Questa decisione, resa quasi 50 anni fa, rimane di grande attualità per tutti coloro che subiscono disturbi di vicinato (rumori, odori, vibrazioni) e devono provare l'esistenza del danno. Riguarda sia i privati che i professionisti.
I fatti: una storia come tante
A Tolosa, negli anni '70, una fabbrica di legno (la società ACIBOIS) e le sue filiali gestiscono un sito industriale vicino a zone residenziali. I residenti, esasperati dal rumore costante, creano un'associazione di difesa dei proprietari vicini. Tra loro, il Sig. Déplante, proprietario di una casa confinante, e molti altri abitanti. Citano in giudizio la fabbrica per ottenere un risarcimento danni sulla base dei disturbi anormali di vicinato (articolo 1240 del Codice civile: ogni fatto dell'uomo che cagiona ad altri un danno obbliga colui che lo ha commesso a risarcirlo).
Il tribunale ordina una perizia. Il perito tiene una prima riunione contraddittoria il 5 marzo 1975, in cui le parti possono presentare le loro osservazioni e documenti. Poi, il 25 marzo 1975, si reca nuovamente sul posto, accompagnato da un acustico, per effettuare misurazioni scientifiche dei rumori. Questa volta, non convoca né i querelanti né la fabbrica. La fabbrica protesta: violazione del principio del contraddittorio (principio fondamentale del processo civile secondo cui ogni parte deve poter discutere le prove presentate).
La Corte d'Appello di Tolosa, il 15 marzo 1976, dà ragione ai vicini e condanna la fabbrica a pagare 15.000 franchi (circa 2.300 euro attuali) all'associazione e 5.000 franchi (circa 760 euro) al Sig. Déplante. La fabbrica ricorre in Cassazione, sostenendo che la perizia è irregolare. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso e conferma la sentenza. Perché? Perché la seconda riunione era esclusivamente tecnica: misurazioni acustiche oggettive, che non richiedevano la presenza delle parti. E soprattutto, avvisare la fabbrica avrebbe rischiato di falsare i risultati: l'impresa avrebbe potuto ridurre volontariamente il rumore durante le misurazioni.
Il ragionamento della giurisdizione — analizzato
La Corte di Cassazione si basa su due pilastri. Innanzitutto, il rispetto del contraddittorio: è soddisfatto dal momento che ogni parte ha potuto, durante la prima riunione, presentare tutti i suoi documenti e fare tutte le sue osservazioni. La seconda riunione era solo un'operazione tecnica (misurazioni con un fonometro), in cui la discussione era inutile. In secondo luogo, la necessità di preservare l'effettività della misurazione: se la fabbrica fosse stata avvisata, avrebbe potuto ridurre la sua attività o i suoi macchinari, falsando così la realtà delle molestie. La Corte utilizza il termine « soprattutto era necessario per essere certi che il perito potesse operare in condizioni normali di funzionamento della fabbrica, che la direzione della fabbrica non fosse avvisata ».
Il fondamento legale è l'articolo 1240 del Codice civile (ex 1382), ma anche il principio della parità delle armi (principio derivante dal diritto a un processo equo, articolo 6 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo). I giudici hanno ritenuto che l'assenza di convocazione non abbia leso i diritti della difesa, poiché la fabbrica aveva avuto l'opportunità di esprimersi in precedenza. La decisione è una conferma della giurisprudenza costante: il perito può derogare al contraddittorio per operazioni puramente scientifiche, a condizione che le parti siano state precedentemente ascoltate sul principio e sul perimetro delle misurazioni.
Gli argomenti della fabbrica: il perito ha violato l'articolo 160 del Codice di procedura civile (vecchio) che impone di convocare le parti a tutte le riunioni. La Corte di Cassazione risponde che questo articolo non è assoluto: l'utilità della presenza delle parti deve essere valutata. Qui, nessuna utilità. I vicini, invece, sostenevano che il perito ha agito regolarmente e che la fabbrica non può lamentarsi di non essere stata avvisata quando avrebbe potuto imbrogliare. La Corte li segue.
Cosa cambia per voi — concretamente
Se siete proprietari o inquilini vittime di molestie (rumore, odore, polvere) a Tolosa, Labège o altrove, questa decisione vi protegge. Potete ottenere una perizia anche se il perito non vi convoca a ogni sopralluogo, purché siate stati ascoltati almeno una volta. Esempio concreto: abitate vicino a una segheria a Labège. Il perito viene un giorno con un fonometro senza avvisarvi. Non potete contestare la perizia per questo motivo se avete già partecipato a una riunione contraddittoria.
Per i proprietari locatori: se il vostro inquilino si lamenta di molestie provenienti da un vicino industriale, potete agire in giudizio. La perizia potrà essere

