Decisione di riferimento : cc • N° 72-13.235 • 1974-02-26 • Consulta la decisione →
Immaginatevi a Castelnaudary, nel vostro giardino, quando all'improvviso il vostro vicino erige un muro a pochi metri dalla vostra recinzione, forato da finestre che danno direttamente a casa vostra. Vi chiedete: ha il diritto di aprire finestre a meno di 1,90 metri dalla mia proprietà? Si può obbligarlo a rimuoverle? Questa domanda, centinaia di proprietari se la pongono ogni anno, e la risposta non è sempre quella che si immagina. Una decisione della Corte di cassazione del 1974 (n° 72-13.235) fornisce un chiarimento prezioso: i giudici hanno rifiutato di ordinare la demolizione di una costruzione pur edificata con aperture sul fondo vicino, a condizione che queste aperture fossero munite di vetro fisso (un dispositivo fisso e opaco che impedisce qualsiasi vista diretta). In altre parole, non tutto è perduto per il proprietario che ha costruito, ma regole rigorose disciplinano queste situazioni.
I fatti: una storia come ne capitano ogni giorno
La signora X, proprietaria di una casa a Colomiers, decide di costruire un garage sul confine di proprietà, con due piccole finestre sul lato del vicino. Il vicino, il signor Y, si oppone: secondo lui, queste finestre costituiscono viste dirette vietate a meno di 1,90 metri dal confine, conformemente all'articolo 678 del Code civil (che vieta di avere viste dirette o luci sull'eredità vicina a meno di tale distanza). La signora X ribatte che si tratta di semplici "jours de souffrance" — aperture fisse in vetro fisso che lasciano passare la luce ma non lo sguardo. Il tribunale di primo grado le dà ragione, ma il signor Y interpone appello. La corte d'appello conferma la sentenza: le finestre sono "jours de souffrance", non viste, e possono essere conservate se rimangono dotate di vetro fisso. Il signor Y ricorre in cassazione, sostenendo che si tratta di viste proibite e che la costruzione avrebbe dovuto essere demolita. La Corte di cassazione respinge il suo ricorso: i giudici del merito hanno sovranamente ritenuto che si trattasse di "jours de souffrance", sottratti al divieto dell'articolo 678.
Quello che pochi sanno è che la distinzione tra "vista" e "jour de souffrance" è cruciale. Una vista permette di guardare a casa del vicino; un "jour de souffrance" porta solo luce, senza vista. Nel caso del 1974, la corte ha convalidato il mantenimento delle aperture a condizione che fossero dotate di un dispositivo a vetro fisso — cioè un vetro fisso, spesso opaco o smerigliato, che non può essere aperto. In parole povere, il proprietario può tenere le sue finestre, ma non può trasformarle in vere viste.
Il ragionamento della giurisdizione — analizzato
La Corte di cassazione si basa sull'articolo 678 del Code civil, che dispone: "Non si possono avere viste dirette o luci sull'eredità vicina, se non vi è una distanza di diciannove decimetri (1,90 m) tra il muro dove sono praticate e detta eredità." Ma ricorda che questo articolo riguarda solo le viste, non i "jours de souffrance". Ora, i giudici del merito hanno constatato che le aperture in questione erano munite di vetro fisso, il che impedisce qualsiasi vista diretta. Hanno quindi sovranamente ritenuto che si trattasse di "jours de souffrance", non di viste. La Corte di cassazione non mette in discussione questa valutazione dei fatti: si limita a verificare che i giudici d'appello non abbiano violato la legge.
Attenzione però: la decisione non dice che tutte le aperture a meno di 1,90 m sono autorizzate. Precisa che se l'apertura è un "jour de souffrance" (vetro fisso e opaco), sfugge al divieto. Al contrario, se l'apertura può essere aperta o permette di vedere a casa del vicino, costituisce una vista proibita e deve essere soppressa o modificata. Nella mia pratica, ho incontrato casi in cui un proprietario aveva installato una finestra a 1,50 m dal confine, ma con una tapparella opaca: la giurisprudenza considera spesso che se la tapparella è chiusa permanentemente, si tratta di un "jour de souffrance". Ma guai a chi apre la tapparella!
Questa decisione del 1974 è quindi una conferma del principio: la libertà di costruire prevale, ma è limitata dal diritto del vicino a non essere guardato. I giudici del merito hanno un ampio potere di apprezzamento per qualificare un'apertura come vista o "jour de souffrance". Nel caso di specie, hanno ritenuto che il vetro fisso (un vetro fisso, spesso smerigliato o armato) fosse sufficiente per escludere qualsiasi vista.
Cosa cambia per voi — concretamente
Che siate proprietari di una casa a Castelnaudary o di un appartamento a Colomiers, questa decisione ha implicazioni pratiche.
- Per il proprietario che costruisce: Se progettate di aprire finestre a meno di 1,90 m dal confine, potete farlo a condizione di utilizzare un vetro fisso (fisso e opaco). Ad esempio, una finestra da tetto in vetro smerigliato può essere tollerata. Ma se installate una finestra scorrevole classica, rischiate di essere costretti alla demolizione o al risarcimento danni (diverse migliaia di euro a seconda del disturbo).
- Per il vicino che subisce: Se il vostro vicino ha aperto un'apertura a meno di 1,90 m, verificate se è dotata di vetro fisso. Se sì, non potete esigere la demolizione, ma potete chiedere che il dispositivo rimanga in posizione (ad esempio, una penalità giudiziaria di 50 € al giorno per non conformità). Se l'apertura è una vera vista (finestra apribile o vetro trasparente)

