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Astreinte per demolizione: cosa ha cambiato la Corte di Cassazione per i proprietari (e i vicini)
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Astreinte per demolizione: cosa ha cambiato la Corte di Cassazione per i proprietari (e i vicini)

📅 Décision du 19 settembre 2019⚖️ Cour de cassation👁️ 17 vues📖 5 min de lecture

La Corte di Cassazione ha precisato che l'astreinte accessoria a una condanna civile a demolire una costruzione illegale rientra nelle procedure civili di esecuzione, e non nel codice dell'urbanistica. Conseguenza: il giudice civile può fissare liberamente l'importo dell'astreinte, senza limite legale. Spiegazioni e consigli per i proprietari e i loro vicini.

Decisione di riferimento : cc • N° 18-16.658 • 2019-09-19 • Consulta la decisione →

Immaginate la scena: abitate a Bandol, in una bella villa con vista sul mare. Un giorno, il vostro vicino intraprende lavori di ampliamento senza autorizzazione. Lo citate in giudizio per ottenere la demolizione. Il tribunale vi dà ragione e condanna il vicino a demolire, sotto astreinte di 100 € al giorno di ritardo. Ma ecco: il vicino temporeggia e l'astreinte si accumula. Quanto può dovere al massimo? Fino a dove può arrivare il giudice? È proprio questa la questione che ha deciso la Corte di Cassazione nella sua sentenza del 19 settembre 2019. Una decisione che chiarisce le regole e che ha conseguenze concrete per tutti i proprietari, siano essi attori o convenuti in una controversia di costruzione illecita. Analisi.

I fatti: una storia come tante

Il Sig. A., proprietario a Bandol, ha costruito un edificio di quattro alloggi sul suo terreno senza rispettare le norme di urbanistica. I suoi vicini, esasperati da questa costruzione illegale, lo hanno citato davanti al tribunale di grande istanza di Tolone per ottenere la demolizione ai sensi dell'articolo L. 480-13 del codice dell'urbanistica (che consente al vicino di un costruttore senza permesso di chiedere la demolizione). Nel 2014, il tribunale civile condanna il Sig. A. a demolire l'opera, sotto astreinte provvisoria di 50 € al giorno di ritardo, poi definitiva di 100 € al giorno a decorrere da un certo termine. Il Sig. A. propone appello, ma la corte d'appello di Aix-en-Provence conferma la condanna nel 2016. Adito con ricorso per cassazione, il Sig. A. sostiene che l'astreinte civile dovrebbe essere regolata dalle stesse norme dell'astreinte penale prevista dall'articolo L. 480-7 del codice dell'urbanistica (che fissa un limite massimo di 5.000 € al mese). Ma la Corte di Cassazione respinge il suo argomento. Afferma che l'astreinte pronunciata dal giudice civile è una misura di esecuzione forzata, regolata dagli articoli L. 131-1 a L. 131-4 del codice delle procedure civili di esecuzione, e non dalle disposizioni penali dell'articolo L. 480-7. In altre parole, il giudice civile fissa l'astreinte liberamente, senza limite legale, in base alla gravità della situazione e alle capacità del debitore.

Il ragionamento della giurisdizione — analizzato

Per comprendere questa decisione, occorre distinguere due tipi di astreinte: l'astreinte penale e l'astreinte civile. L'astreinte penale (articolo L. 480-7 del codice dell'urbanistica) è pronunciata dal giudice penale quando condanna un costruttore per violazione delle norme urbanistiche (ad esempio, costruzione senza permesso). Questa astreinte è limitata a 5.000 € al mese e il suo importo è versato al bilancio dello Stato. L'astreinte civile, invece, è pronunciata dal giudice civile per costringere il debitore ad adempiere a un'obbligazione (ad esempio, demolire). È regolata dagli articoli L. 131-1 a L. 131-4 del codice delle procedure civili di esecuzione (CPCE). Secondo questi testi, il giudice fissa liberamente l'importo dell'astreinte (provvisoria o definitiva) e può persino prevedere che decorra da una data determinata. Non è previsto alcun limite massimo. Nel caso di specie, il Sig. A. era stato condannato dal giudice civile, e non dal giudice penale. La Corte di Cassazione ha quindi logicamente escluso l'applicazione dell'articolo L. 480-7, riservato alle astreinte penali. In tal modo, ha confermato la giurisprudenza precedente (Cass. 3e civ., 4 marzo 2009, n. 07-21.148) e precisato che il giudice civile non è vincolato dai limiti penali. Attenzione, tuttavia: se il giudice civile avesse voluto fare riferimento all'articolo L. 480-7, avrebbe potuto farlo per analogia, ma non era obbligato. In chiaro, la Corte di Cassazione ha detto: «L'astreinte civile è una questione civile, punto e basta.»

Cosa cambia per voi — concretamente

Per il proprietario vicino (l'attore nella domanda di demolizione): potete ottenere un'astreinte dissuasiva, senza limite. Ad esempio, se il vostro vicino a La Garde costruisce un muro di confine senza autorizzazione, potete chiedere al giudice civile un'astreinte di 200 € al giorno di ritardo, o anche di più se la situazione lo giustifica. L'importo totale può rapidamente raggiungere somme considerevoli (esempio: 200 €/giorno × 365 giorni = 73.000 € all'anno). Per il proprietario condannato (il convenuto): il rischio è più elevato rispetto a un'astreinte penale limitata. Se temporeggiate a demolire, l'astreinte può diventare esorbitante. Nella mia pratica, ho incontrato casi in cui l'astreinte raggiungeva 50.000 € dopo un anno, portando il debitore a vendere il suo bene per pagare. Quello che pochi sanno è che l'astreinte definitiva può essere liquidata (cioè convertita in somma di denaro dovuta) dal giudice dell'esecuzione, e che il creditore può poi pignorare i beni del debitore. Per l'inquilino o l'acquirente: se affittate o acquistate un bene oggetto di un procedimento di demolizione, siete esposti allo stesso rischio. Verificate prima di firmare se è in corso un'azione di demolizione. In pratica, se siete condannati a demolire, dovete eseguire la decisione rapidamente. L'ideale è negoziare un termine con il vicino o regolarizzare la costruzione se possibile (ottenere un permesso di costruire).

Questions fréquentes

Quelle est la différence entre astreinte pénale et civile pour une construction illégale ?

L'astreinte pénale (article L. 480-7 du code de l'urbanisme) est plafonnée à 5 000 € par mois et prononcée par le juge pénal. L'astreinte civile (articles L. 131-1 à L. 131-4 du code des procédures civiles d'exécution) est sans plafond et prononcée par le juge civil pour contraindre à exécuter une obligation.

Puis-je demander une astreinte civile si mon voisin construit sans permis à Bandol ?

Oui, vous pouvez assigner votre voisin devant le tribunal judiciaire de Toulon sur le fondement de l'article L. 480-13 du code de l'urbanisme et demander la démolition sous astreinte civile. Le juge fixera le montant librement.

Quel montant d'astreinte puis-je espérer obtenir ?

Le juge fixe l'astreinte en fonction de la gravité, de la résistance du débiteur et de ses capacités financières. Dans la région toulonnaise, des astreintes de 50 à 300 € par jour sont courantes. Aucun plafond légal n'existe.

Que faire si je suis condamné à démolir et que je n'ai pas les moyens ?

Vous pouvez demander un délai de grâce au juge de l'exécution (jusqu'à 2 ans) en justifiant de difficultés sérieuses. Mais l'astreinte continue de courir pendant ce délai. Mieux vaut négocier un accord avec votre voisin ou régulariser si possible.

Puis-je régulariser ma construction après une condamnation à démolir ?

Oui, si la construction respecte les règles d'urbanisme actuelles, vous pouvez demander un permis de construire a posteriori. Cela n'efface pas l'astreinte déjà courue, mais peut stopper son cours futur.

Informations juridiques

  • Numéro: 18-16.658
  • Juridiction: Cour de cassation
  • Date de décision: 19 septembre 2019

Mots-clés

astreintedémolitionurbanismeCour de cassationconstruction illégale

Cas d'usage pratiques

1

Propriétaire voisin à Bandol : obtenir la démolition d'une extension illégale

Vous habitez à Bandol et votre voisin agrandit sa villa sans permis, empiétant sur votre vue. Après une mise en demeure infructueuse, vous l'assignez devant le tribunal judiciaire de Toulon. Le juge civil condamne votre voisin à démolir sous astreinte de 150 € par jour.

Application pratique:

Grâce à l'arrêt de la Cour de cassation, vous pouvez demander une astreinte sans plafond. Si votre voisin tarde, l'astreinte peut atteindre 54 750 € par an (150 € × 365 jours). Vous pouvez ensuite demander la liquidation de l'astreinte devant le juge de l'exécution pour obtenir le paiement.

2

Propriétaire constructeur à La Garde : éviter une astreinte excessive

Vous avez construit un garage sans permis à La Garde. Vos voisins vous attaquent en démolition. Le tribunal civil vous condamne à démolir sous astreinte de 200 € par jour.

Application pratique:

Ne tardez pas : l'astreinte peut vite devenir insoutenable. Contactez un avocat pour négocier un délai ou régulariser votre construction. Si vous régularisez avant le jugement définitif, l'astreinte peut être évitée. Après le jugement, exécutez la démolition dans les plus brefs délais.

3

Acquéreur d'un bien à Toulon : vérifier les risques de démolition

Vous achetez une maison à Toulon. L'ancien propriétaire a réalisé des travaux sans permis. Le voisin a déjà assigné en démolition, mais la procédure est en cours.

Application pratique:

Avant de signer l'acte de vente, faites préciser dans le compromis que le vendeur garantit l'absence de procédure en démolition. Exigez la production de l'assignation. Si une procédure est en cours, vous pouvez renoncer à l'achat ou négocier une baisse de prix pour couvrir le risque d'astreinte.

Maître Cécile Zakine

À propos de l'auteur

Maître Cécile Zakine — Avocate au Barreau des Alpes-Maritimes, Docteur en Droit. Chaque article de ce magazine est rédigé à partir de l'analyse d'une décision de jurisprudence réelle, commentée et mise en perspective par les équipes de Maître Zakine.

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Avertissement: Les analyses présentées sur ce site sont fournies à titre informatif uniquement et ne constituent pas des conseils juridiques personnalisés. Pour une consultation adaptée à votre situation, contactez un avocat.

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