Decisione di riferimento: cc • N° 08-10.208 • 2009-01-21 • Consulta la decisione →
Immaginate: avete appena acquistato una bella bastide a Cavaillon, con un frutteto in fondo al lotto. Per accedervi, percorrete una strada sterrata che attraversa la proprietà vicina. Questa strada esiste da sempre, i vostri genitori la percorrevano già. Ma un giorno, il nuovo proprietario del fondo vicino decide di chiuderla: «Questa strada non è un chemin d'exploitation, non è mai stata ufficialmente riconosciuta», vi dice. Cosa fare? Questa domanda, decine di proprietari me la pongono ogni anno nel mio studio ad Avignone. E la risposta sta in una decisione della Corte di Cassazione del 21 gennaio 2009, che rimette le cose a posto.
Cos'è esattamente un chemin d'exploitation? Il Codice rurale (articolo L. 162-1) lo definisce come una strada che serve esclusivamente alla comunicazione tra più fondi (particelle) o alla loro sfruttamento. In altre parole, una strada che permette agli agricoltori di passare da un campo all'altro, o di accedere ai loro appezzamenti per lavorare. Ma attenzione: alcuni giudici, per eccesso di prudenza, richiedono che l'uso sia immemorabile, cioè che duri da tempi molto antichi, quasi dalla notte dei tempi. La Corte di Cassazione, con questa decisione, dà loro torto. Ed è una buona notizia per voi.
In breve, questa decisione vi protegge: se utilizzate una strada in modo regolare per accedere ai vostri appezzamenti o per sfruttarli, questa strada può essere qualificata come chemin d'exploitation, anche se non è utilizzata da secoli. Ma attenzione: bisogna comunque provare questo uso. Ed è qui che sorge il problema. Vi spiego tutto in questo articolo, con esempi concreti nei dintorni di L'Isle-sur-la-Sorgue e di Cavaillon.
I fatti: una storia come se ne vedono ogni giorno
La vicenda inizia a Cavaillon, nel Vaucluse. Il signor X e la signora Y sono proprietari di appezzamenti vicini. Per accedere a uno dei suoi appezzamenti, il signor X percorre una strada che attraversa la proprietà della signora Y. Questa strada è catastata come particella distinta (particella n. 2817). È persino indicata sulla carta del servizio geografico dell'esercito del 1887-1888. Tuttavia, un giorno, la signora Y decide di bloccare il passaggio. Il signor X la cita in giudizio per far riconoscere la strada come chemin d'exploitation.
Davanti alla corte d'appello di Nîmes, la signora Y sostiene che la strada non è un chemin d'exploitation perché non è utilizzata da tempo immemorabile. La corte le dà ragione: ritiene che per essere qualificato come chemin d'exploitation, l'uso debba essere immemorabile. Il signor X ricorre in cassazione.
La Corte di Cassazione cassa la sentenza della corte d'appello. Ricorda che l'articolo L. 162-1 del Codice rurale non pone alcuna condizione di anzianità. È sufficiente che la strada serva alla comunicazione tra più fondi o al loro sfruttamento. Poco importa che esista da 100 anni o da 10 anni. Ciò che conta è l'uso attuale. La Corte rinvia la causa alla corte d'appello di Montpellier affinché si pronunci nuovamente.
Quello che pochi sanno è che questa vicenda è durata diversi anni. Le spese legali e processuali hanno superato i 10.000 euro. Tutto questo per una strada che, alla fine, avrebbe potuto essere riconosciuta più semplicemente se la legge fosse stata correttamente applicata fin dall'inizio.
Il ragionamento della giurisdizione — analizzato
La decisione della Corte di Cassazione è un modello di chiarezza giuridica. Si basa sull'articolo L. 162-1 del Codice rurale, che dispone: «I chemins e sentieri d'exploitation sono quelli che servono esclusivamente alla comunicazione tra diversi fondi o al loro sfruttamento.» La Corte precisa che questo testo non subordina la qualificazione di chemin d'exploitation a una condizione di uso immemorabile. Aggiungendo questa condizione, la corte d'appello ha violato la legge.
Ma perché la corte d'appello ha commesso questo errore? Probabilmente per confusione con la nozione di servitù per destinazione del padre di famiglia (articolo 692 del Codice civile) o di prescrizione trentennale (articolo 690). In diritto, una servitù di passaggio (diritto di passare dal vicino) può acquisirsi con un possesso continuo e non equivoco per 30 anni. Ma per un chemin d'exploitation è diverso: si tratta di uno status legale, non di un diritto acquisito per prescrizione. La legge stessa definisce i criteri: occorre che la strada serva alla comunicazione tra più fondi o al loro sfruttamento.
La Corte di Cassazione ha quindi operato un importante chiarimento: distingue nettamente il chemin d'exploitation (status legale) dalla servitù di passaggio (diritto acquisito). E ricorda che il giudice non può aggiungere alla legge condizioni che essa non prevede. Questo è ciò che si chiama rispetto del principio di legalità.
Nella mia pratica, ho incontrato casi in cui ai proprietari veniva negato l'accesso al loro terreno perché la strada non era «abbastanza antica». Questa decisione dà loro ragione: se la strada serve allo sfruttamento, è un chemin d'exploitation, indipendentemente dalla sua età.

