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Diritto di prelazione: un venditore può ritirarsi dopo la dichiarazione di intento di alienare?
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Diritto di prelazione: un venditore può ritirarsi dopo la dichiarazione di intento di alienare?

📅 Décision du 17 settembre 2014⚖️ Cour de cassation👁️ 12 vues📖 5 min de lecture

La Corte di cassazione precisa che la dichiarazione di intento di alienare (DIA) è solo un'offerta revocabile fino all'accettazione da parte del comune. Pertanto, il venditore può ritirarsi prima che il comune eserciti il suo diritto di prelazione, come è stato stabilito in una vicenda riguardante un proprietario a Septèmes-les-Vallons.

Decisione di riferimento: cc • N° 13-21.824 • 2014-09-17 • Consulta la decisione →

Immaginate: siete proprietari a Septèmes-les-Vallons. Avete ricevuto un'offerta d'acquisto interessante per la vostra casa. Conformemente alla legge, dichiarate la vostra intenzione di vendere al comune (questa è la cosiddetta dichiarazione di intento di alienare, o DIA). Ma nel frattempo, si presenta un altro acquirente con un prezzo più alto, o cambiate idea. Potete ancora ritirarvi? Una domanda che ogni proprietario può porsi, e alla quale la Corte di cassazione fornisce una risposta chiara in una sentenza del 17 settembre 2014.

In questa decisione, l'Alta Corte ricorda che la DIA è solo un'offerta di vendita, una semplice pollicitazione in termini giuridici, che può essere ritirata finché il comune non ha ufficialmente accettato. Pertanto, il venditore mantiene il controllo fino all'ultimo momento. Il che sembra logico, ma ha conseguenze importanti per i comuni e gli acquirenti.

Ma allora, cosa succede se il comune ha già notificato la sua decisione di prelazione? E se il venditore si ritira prima della notifica? La sentenza della Corte di cassazione del 17 settembre 2014 (n° 13-21.824) ha risolto queste questioni. Analizziamo insieme questa decisione e le sue implicazioni pratiche per voi, proprietari, inquilini o professionisti del settore immobiliare a Marsiglia, Plan-de-Cuques o altrove.

I fatti: una storia come tante

Il signor X, proprietario a Septèmes-les-Vallons, decide di vendere il suo immobile. Invia al comune una dichiarazione di intento di alienare (DIA) il 25 marzo 2004, conformemente all'articolo L. 213-2 del Codice dell'urbanistica (che impone al venditore di notificare la sua intenzione di vendere al comune affinché possa esercitare il suo diritto di prelazione). Il comune ha quindi due mesi per rispondere. Ma il 1° aprile, il signor X cambia idea: invia una lettera raccomandata al comune per annullare la vendita. La lettera viene ricevuta dal comune il 3 aprile. Tuttavia, lo stesso giorno, il comune notifica al signor X la sua decisione di prelazione sull'immobile. Chi prevale? Il ritiro del venditore o la prelazione del comune?

La controversia viene portata in tribunale. In primo grado, il tribunale amministrativo dà ragione al comune, ritenendo valida la prelazione. Il signor X fa appello. La corte amministrativa d'appello di Marsiglia, con sentenza del 23 giugno 2011, annulla la decisione di prelazione, ritenendo che il ritiro del venditore, intervenuto prima della notifica della prelazione, fosse valido. Il comune ricorre in cassazione. La Corte di cassazione, con la sentenza del 17 settembre 2014, rigetta il ricorso e conferma la sentenza della corte d'appello.

I giudici hanno quindi dovuto determinare il momento preciso in cui la prelazione diventa efficace. È alla data di invio della notifica, alla sua ricezione, o in un altro momento? E soprattutto, il venditore può ritirarsi fino a quel momento?

Il ragionamento della giurisdizione — analizzato

La Corte di cassazione si basa su un principio fondamentale: l'offerta di vendita (la DIA) è solo una pollicitazione, cioè un'offerta revocabile finché non è stata accettata. Nel diritto dei contratti, un'offerta può essere liberamente ritirata prima che il destinatario l'abbia accettata (articolo 1116 del Codice civile, nella sua versione anteriore alla riforma del 2016, ma il principio è lo stesso). Trasposto al diritto di prelazione, ciò significa che il venditore può rinunciare alla sua intenzione di alienare finché il comune non ha comunicato la sua decisione di prelazione. E tale decisione è opponibile solo a partire dalla sua notifica al venditore (articolo R. 213-8 del Codice dell'urbanistica).

Nel caso di specie, il ritiro del signor X è stato inviato il 1° aprile e ricevuto il 3 aprile. Il comune ha notificato la sua prelazione al più presto il 3 aprile. La Corte ne deduce che la prelazione non ha potuto produrre effetti, poiché alla data di notifica (o anche prima, se si considera la data di invio), il venditore aveva già manifestato la sua intenzione di non vendere più. Il comune non poteva quindi prelazionare un immobile che non era più in vendita.

Questo ragionamento è un'applicazione rigorosa del diritto comune dei contratti al diritto amministrativo. Conferma una giurisprudenza precedente (CE, 1999, Comune di Montreuil) ma precisandola: è la data di notifica della prelazione che conta, non la data della decisione interna del comune. Attenzione però: se il comune avesse notificato la sua prelazione prima del ritiro, il venditore sarebbe stato vincolato. Ma nel nostro caso, il ritiro ha preceduto la notifica.

I magistrati respingono l'argomento del comune secondo cui la prelazione sarebbe perfetta sin dall'adozione della delibera del consiglio comunale. No, risponde la Corte, finché il venditore non è stato informato, può ancora ritirarsi. Il che è logico: come potrebbe un venditore essere vincolato da una decisione che ignora?

Cosa cambia per voi — concretamente

Per i proprietari locatori: potete cambiare idea dopo aver presentato una DIA, ma solo prima che il comune vi notifichi la sua prelazione. Ad esempio, se ricevete una

Questions fréquentes

Puis-je me rétracter après avoir déposé une déclaration d'intention d'aliéner (DIA) ?

Oui, vous pouvez vous rétracter tant que la commune ne vous a pas notifié sa décision de préempter. Envoyez une lettre recommandée avec accusé de réception à la mairie pour annuler votre intention de vendre.

Que faire si la commune préempte après ma rétractation ?

Vous pouvez contester la préemption devant le tribunal administratif. Si vous prouvez que votre rétractation est antérieure à la notification de la préemption, vous obtiendrez l'annulation de la décision de la commune.

Quel est le délai pour se rétracter après une DIA ?

Le délai de rétractation court jusqu'à ce que la commune vous notifie sa décision de préempter. La commune dispose généralement de deux mois pour répondre, mais vous pouvez vous rétracter à tout moment avant la notification effective.

Y a-t-il des conséquences financières en cas de rétractation ?

En principe non, mais si la commune prouve un préjudice (par exemple des frais d'étude de dossier), elle pourrait demander des dommages et intérêts. Dans la pratique, cela reste rare.

Un acquéreur peut-il se porter acquéreur si le vendeur se rétracte avant la préemption ?

Oui, si le vendeur se rétracte, le bien n'est plus soumis au droit de préemption. L'acquéreur peut alors signer une promesse de vente en toute sécurité, à condition que la rétractation soit bien intervenue avant la notification de la préemption.

Informations juridiques

  • Numéro: 13-21.824
  • Juridiction: Cour de cassation
  • Date de décision: 17 septembre 2014

Mots-clés

droit de préemptionDIArétractation vendeurCour de cassation 2014Septèmes-les-Vallons

Cas d'usage pratiques

1

Propriétaire à Septèmes-les-Vallons qui change d'avis après la DIA

M. X, propriétaire d'une maison à Septèmes-les-Vallons, dépose une DIA le 25 mars. Le 1er avril, il reçoit une meilleure offre et se rétracte par lettre recommandée reçue le 3 avril. Le même jour, la mairie notifie sa préemption. M. X conteste et obtient gain de cause car sa rétractation est antérieure.

Application pratique:

Cette jurisprudence permet à M. X de vendre à l'acquéreur de son choix. Il doit conserver la preuve de l'envoi de sa rétractation (cachet de la poste, accusé de réception). S'il avait reçu la notification avant d'envoyer sa rétractation, il aurait dû vendre à la commune.

2

Acquéreur à Plan-de-Cuques dont le vendeur se rétracte

Un promoteur immobilier signe une promesse de vente pour un terrain à Plan-de-Cuques. Le vendeur avait déposé une DIA, mais se rétracte avant la préemption municipale pour accepter une offre plus élevée. Le promoteur perd la vente mais ne peut pas forcer le vendeur à vendre.

Application pratique:

Le promoteur doit vérifier auprès de la mairie si la DIA a été retirée avant de signer. Il peut aussi inclure une clause dans la promesse prévoyant des dommages et intérêts en cas de rétractation abusive. Sans cette clause, il ne peut qu'engager une action en responsabilité civile.

3

Commune de Marseille souhaitant sécuriser ses préemptions

La commune de Marseille reçoit une DIA pour un immeuble en centre-ville. Pour éviter une rétractation, elle notifie sa décision de préempter le jour même par courrier recommandé, avant que le vendeur ne puisse se rétracter.

Application pratique:

La commune doit organiser un circuit de validation rapide : dès réception de la DIA, le service urbanisme prépare un arrêté de préemption et le notifie sans délai. Si le vendeur se rétracte avant, la commune peut perdre la préemption. Ici, la notification rapide sécurise l'opération.

Maître Cécile Zakine

À propos de l'auteur

Maître Cécile Zakine — Avocate au Barreau des Alpes-Maritimes, Docteur en Droit. Chaque article de ce magazine est rédigé à partir de l'analyse d'une décision de jurisprudence réelle, commentée et mise en perspective par les équipes de Maître Zakine.

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Avertissement: Les analyses présentées sur ce site sont fournies à titre informatif uniquement et ne constituent pas des conseils juridiques personnalisés. Pour une consultation adaptée à votre situation, contactez un avocat.

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