Decisione di riferimento: cc • N° 17-14.703 • 2018-02-14 • Consulta la decisione →
Immaginate: abitate a Denain, nel Nord, e da diversi mesi una turbina eolica alta 80 metri si erge a 300 metri dalla vostra casa. Il rumore, le ombre portate, la vista ostruita… Siete esasperati. Venite a sapere che il permesso di costruire di questa turbina eolica è stato annullato dal tribunale amministrativo. Vi chiedete: chi può ordinarne la demolizione? Il giudice civile o il giudice amministrativo?
Questa domanda, apparentemente semplice, ha dato luogo a un groviglio giuridico che la Corte di cassazione ha risolto il 14 febbraio 2018 (n° 17-14.703). La posta in gioco è alta: a seconda della risposta, il proprietario vicino dovrà adire un tribunale diverso, con tempi e costi che variano dal semplice al doppio.
In questo articolo, vi spiegherò chiaramente cosa dice questa sentenza, perché distingue in base al motivo della richiesta, e cosa dovete fare se vi trovate in una situazione simile. Vi darò anche consigli pratici, frutto della mia esperienza sul territorio nella circoscrizione della corte d'appello di Douai, che copre in particolare Denain e Marchiennes.
I fatti: una storia che capita ogni giorno
La vicenda inizia nel 2011, quando la società Ferme éolienne du Moulin de la Motte installa una turbina eolica nel comune di Marchiennes, nel Nord. Ben presto, alcuni residenti si lamentano: disturbi acustici, vibrazioni, deturpazione del paesaggio. Diversi di loro citano in giudizio la società davanti al tribunal de grande instance (oggi tribunal judiciaire) per ottenere la demolizione della turbina, invocando i disturbi anormali del vicinato.
Ma ecco: parallelamente, il permesso di costruire della turbina viene impugnato davanti al giudice amministrativo. Nel 2013, il tribunale amministrativo annulla tale permesso, con la motivazione che l'insediamento viola le norme urbanistiche locali. La società ricorre in cassazione, ma il Consiglio di Stato conferma l'annullamento nel 2014.
I residenti, forti di questo annullamento, modificano la loro richiesta: chiedono ora la demolizione in base all'articolo L. 480-13 del codice dell'urbanistica, che consente al giudice giudiziario di ordinare la demolizione di una costruzione realizzata senza permesso o in violazione di un permesso annullato. La società resiste, sostenendo che la richiesta iniziale era fondata sui disturbi di vicinato, che rientrano nella competenza amministrativa, e che il giudice giudiziario non può sostituirsi all'autorità amministrativa per valutare i pericoli dell'impianto.
Il tribunal de grande instance di Douai, e poi la corte d'appello di Douai, ordinano la demolizione. La società ricorre in cassazione.
Il ragionamento della giurisdizione — analizzato
La Corte di cassazione, nella sua sentenza del 14 febbraio 2018, opera una distinzione fondamentale. Ricorda innanzitutto il principio di separazione delle autorità amministrative e giudiziarie, ereditato dalla legge del 16-24 agosto 1790: il giudice giudiziario non può controllare la valutazione compiuta dall'autorità amministrativa nell'esercizio dei suoi poteri di polizia speciale, in particolare per gli impianti classificati per la protezione dell'ambiente (ICPE). In altre parole, se un residente chiede la demolizione di una turbina eolica invocando disturbi di vicinato (rumore, pericolo per la salute, deturpazione del paesaggio), è competente il giudice amministrativo, poiché si tratta di contestare la decisione amministrativa di autorizzare l'impianto.
Ma la Corte aggiunge un temperamento: quando il permesso di costruire è stato annullato dal giudice amministrativo, il giudice giudiziario torna ad essere competente per ordinare la demolizione, in base all'articolo L. 480-13 del codice dell'urbanistica. Tale articolo dispone che, in caso di annullamento del permesso, chiunque abbia interesse ad agire può chiedere al giudice giudiziario la demolizione della costruzione realizzata in violazione delle norme urbanistiche. In chiaro, finché il permesso non è annullato, il giudice giudiziario non può pronunciarsi sui disturbi ambientali; ma una volta annullato il permesso, può ordinare la demolizione, anche se la richiesta iniziale riguardava disturbi di vicinato.
La Corte di cassazione rigetta quindi il ricorso della società: la corte d'appello di Douai ha correttamente applicato la legge ordinando la demolizione, poiché il permesso era stato definitivamente annullato. Attenzione però: se i residenti non avessero atteso l'annullamento del permesso, la loro richiesta sarebbe stata inammissibile davanti al giudice giudiziario.
Ciò che è interessante in questa decisione è che non crea un revirement, ma chiarisce la ripartizione delle competenze. Prima di questa sentenza, alcuni pratici ritenevano che la richiesta di demolizione fondata sull'articolo L. 480-13 fosse sempre di competenza del giudice giudiziario, anche senza un annullamento preventivo. La Corte di cassazione ricorda che no: è necessario che il permesso sia prima annullato dal giudice amministrativo.
Cosa cambia per voi — concretamente
Per un proprietario residente, questa decisione ha conseguenze pratiche immediate. Se siete disturbati da una turbina eolica, un'antenna ripetitrice, o qualsiasi altro impianto classificato, dovete innanzitutto identificare il fondamento della vostra azione.
Scenario 1: volete far demolire l'impianto per disturbi (rumore, pericolo, paesaggio). In questo caso, dovete adire il tribunale amministrativo, e non il tribunale giudiziario. La vostra azione mirerà a contestare l'autorizzazione amministrativa (permesso di costruire, autorizzazione ICPE). Se il tribunale amministrativo annulla tale autorizzazione, potrete allora, in un secondo momento, chiedere la demolizione al giudice giudiziario.

