Decisione di riferimento: cc • N° 15-10.852 • 2017-01-25 • Consulta la decisione →
Immaginate: siete proprietari di un terreno a Capbreton, ben situato vicino all'oceano, e desiderate costruirvi una piccola residenza per le vacanze. Presentate una richiesta di certificato di urbanistica (il documento che indica se il vostro progetto è realizzabile). Silenzio. Poi un rifiuto. Ritentate: nuovo rifiuto. Sei volte di seguito. Sei certificati di urbanistica negativi. Avete l'impressione che il sindaco vi metta i bastoni tra le ruote senza una valida ragione. Cosa potete fare?
Questa situazione, vissuta da un proprietario a Dax, ha dato luogo a un'importante sentenza della Corte di Cassazione del 25 gennaio 2017 (n° 15-10.852). La questione era se il sindaco avesse commesso una colpa personale moltiplicando gli ostacoli al progetto, e se tale colpa potesse impegnare la sua responsabilità personale, al di là di quella del comune.
La risposta della Corte di Cassazione è chiara: perché un sindaco sia personalmente responsabile, non è necessario provare che avesse un interesse personale. È sufficiente che i suoi comportamenti, per la loro natura e gravità, siano separabili dall'esercizio delle sue funzioni. In altre parole, un abuso di potere caratterizzato, anche disinteressato, può essere sanzionato. Analisi.
I fatti: una storia come tante
Il Sig. X, proprietario a Dax, voleva realizzare un progetto immobiliare su un terreno situato nel comune di [Località 1]. A tal fine, necessitava di un certificato di urbanistica positivo, che attestasse la conformità del progetto alle norme urbanistiche. Ma il comune gli ha rilasciato sei certificati di urbanistica negativi successivi, tra il 2004 e il 2006. Ogni volta venivano invocati nuovi motivi: altezza eccessiva, superficie coperta troppo estesa, ecc. Il Sig. X ha anche subito rifiuti di permesso di lottizzazione e altri ostacoli amministrativi.
Convinto che il sindaco ostacolasse il suo progetto in modo abusivo, il Sig. X ha citato in giudizio il comune e il sindaco personalmente davanti al tribunale amministrativo (poi giudiziario, poiché la colpa personale è di competenza del giudice ordinario). Chiedeva il risarcimento del danno subito: perdita di chance di realizzare il progetto, spese per studi, danno morale.
La corte d'appello ha respinto la sua domanda contro il sindaco, ritenendo che non fosse dimostrato che questi avesse un interesse personale alla mancata realizzazione del progetto. Il Sig. X ha proposto ricorso in cassazione. La Corte di Cassazione ha cassato la sentenza d'appello, giudicando che la corte d'appello avrebbe dovuto verificare se, indipendentemente da qualsiasi interesse personale, i comportamenti del sindaco non fossero di una gravità tale da essere separabili dall'esercizio delle sue funzioni.
Il ragionamento della giurisdizione — analizzato
La Corte di Cassazione si basa sull'articolo 1240 del Codice civile (ex art. 1382), che dispone: « Qualunque fatto dell'uomo che cagiona ad altri un danno, obbliga colui per colpa del quale è avvenuto a risarcirlo. » In materia di responsabilità degli eletti, la giurisprudenza distingue la colpa personale (che impegna la responsabilità dell'eletto) dalla colpa di servizio (che impegna quella dell'ente). Una colpa personale è una colpa separabile dall'esercizio delle funzioni, cioè che rivela un'intenzione di nuocere, malafede, o una particolare gravità.
Fino a questa sentenza, alcuni giudici ritenevano che l'assenza di interesse personale del sindaco escludesse qualsiasi colpa personale. Ma la Corte di Cassazione corregge questo approccio: l'interesse personale non è un elemento necessario. Ciò che conta è la natura e le condizioni dei comportamenti. Nel caso di specie, il sindaco aveva moltiplicato gli ostacoli senza valido motivo, il che poteva configurare uno sviamento di potere o un abuso. La corte d'appello avrebbe dovuto verificare se tali comportamenti, per la loro ripetizione e il loro carattere ingiustificato, fossero di gravità sufficiente per essere separabili.
Attenzione però: la Corte non dice che il sindaco ha commesso una colpa. Rinvia la causa a un'altra corte d'appello affinché proceda a tale verifica. È una decisione di principio che chiarisce la regola di diritto.
Quello che pochi sanno è che questa decisione si inserisce in un movimento più ampio di responsabilizzazione degli amministratori locali. I tribunali sono sempre più esigenti sulla motivazione dei rifiuti urbanistici. Un sindaco non può opporre rifiuti sistematici senza una solida giustificazione.
Cosa cambia per voi — concretamente
Per un proprietario locatore a Dax che desidera costruire un edificio residenziale, questa decisione è un'arma in più. Se il sindaco rifiuta il vostro progetto in modo ripetuto senza valido motivo, potete ora considerare un'azione diretta contro di lui, a titolo personale, senza dover provare che abbia un interesse personale (ad esempio, che voglia favorire un concorrente). È sufficiente dimostrare che i suoi comportamenti sono abusivi e gravi.
Per un acquirente a Capbreton, immaginate di aver firmato un compromesso di vendita condizionato all'ottenimento di un permesso di costruire. Il sindaco rifiuta il permesso senza motivo

