Decisione di riferimento : cc • N° 70-13.190 • 1971-12-08 • Consulta la decisione →
Immaginate : siete proprietari di un terreno a Villeneuve-d'Ascq, nel quartiere della Cousinerie. Lo avete acquistato per costruirvi la vostra casa di famiglia. Un giorno, EDF installa una linea ad alta tensione proprio sopra. Il permesso di costruire vi viene rifiutato : il terreno è ora nel corridoio di sicurezza. Il vostro sogno crolla e il vostro terreno non vale quasi più nulla. Cosa fare ? Questa domanda è stata posta da un proprietario alla Corte di cassazione nel 1971. E la risposta è chiara : sì, l'indennizzo è possibile, anche se EDF non ha commesso alcuna colpa.
Ma cosa cambia esattamente ? Molti proprietari ignorano di poter richiedere un'indennità per la svalutazione del loro terreno, non solo per i danni materiali visibili. Questa decisione della Corte di cassazione è un pilastro del diritto dell'indennizzo delle servitù di pubblica utilità. Essa stabilisce che il concessionario (EDF) deve risarcire il danno causato dall'installazione e dal funzionamento della sua rete, anche se il proprietario conserva la proprietà del terreno.
In parole povere, se vi trovate in questa situazione, non siete senza rimedio. Ma attenzione : le condizioni sono rigorose. Bisogna provare che il danno è certo, attuale e diretto. E non è sempre semplice. In questo articolo, analizzeremo questa decisione storica, vi spiegheremo come si applica concretamente a Lilla, Villeneuve-d'Ascq e altrove, e vi daremo consigli per evitare o gestire questo tipo di controversia.
I fatti : una storia come ne capitano ogni giorno
Il Sig. X, proprietario a Lilla, possiede un terreno edificabile nel quartiere di Wazemmes. Nel 1967, mette in vendita il terreno per costruirvi diverse palazzine. Una promessa di vendita viene accettata da un promotore. Ma nel frattempo, EDF installa una linea ad alta tensione che attraversa il terreno. Il promotore richiede un permesso di costruire, che viene rifiutato : il terreno si trova nel corridoio di sicurezza delle linee elettriche (distanza minima obbligatoria). La vendita viene annullata.
Il Sig. X cita in giudizio EDF per ottenere danni e interessi. Sostiene che la linea elettrica ha reso il suo terreno inedificabile, e quindi ha perso il suo valore venale (il valore di mercato del bene). EDF risponde che la legge del 15 giugno 1906 (articolo 12) non consente al concessionario di espropriare il proprietario, e che quest'ultimo conserva il diritto di costruire. Ma in pratica, questo diritto è illusorio se la costruzione è vietata per motivi di sicurezza.
La causa arriva fino alla Corte di cassazione. I giudici devono decidere : il concessionario deve indennizzare la perdita di valore di un terreno legata all'impossibilità di costruire, anche se il proprietario rimane proprietario ? In primo grado, il Sig. X ottiene ragione. La corte d'appello di Douai conferma. EDF ricorre in cassazione, ma la Corte di cassazione rigetta il ricorso. Essa ritiene che il danno sia certo, attuale e diretto : la promessa di vendita è stata annullata a causa del rifiuto del permesso, e un nuovo piano di urbanistica intercomunale escludeva anche qualsiasi costruzione su quel terreno.
Il ragionamento della giurisdizione — analizzato
La Corte di cassazione si basa sull'articolo 12 della legge del 15 giugno 1906 sulle servitù di pubblica utilità in materia di elettricità. Questo articolo prevede che il concessionario (EDF) deve risarcire i danni causati dall'installazione e dal funzionamento della sua rete. Ma precisa anche che il concessionario non può espropriare il proprietario. In altre parole, il proprietario rimane a casa sua, ma può chiedere un'indennità per i danni subiti.
La difficoltà è provare il pregiudizio (il danno subito). Qui, la Corte considera due elementi concreti : innanzitutto, la promessa di vendita è stata annullata perché il permesso di costruire è stato rifiutato a causa della linea. In secondo luogo, il nuovo piano urbanistico (in fase di studio) vietava anche qualsiasi costruzione. Quindi, in futuro, il terreno non potrà essere edificato. La perdita di valore venale è quindi certa e attuale, non solo ipotetica.
Quello che pochi sanno è che la Corte di cassazione ha anche precisato che il rifiuto del permesso di costruire era « manifestamente illegale » (perché basato su un piano urbanistico non ancora approvato). Ma ciò non ha cambiato il risultato : l'impossibilità di costruire era reale. La sentenza conferma che l'indennità deve coprire la svalutazione del valore venale del terreno, calcolata confrontando il valore prima e dopo l'installazione della linea.
In sintesi, il ragionamento è semplice : se l'installazione di una linea elettrica impedisce qualsiasi costruzione futura, il proprietario subisce un danno certo, attuale e diretto. Il concessionario deve risarcirlo, anche senza colpa.
Cosa cambia per voi — concretamente
Se siete proprietari di un terreno attraversato da una linea elettrica (alta tensione, media tensione), potete richiedere un'indennità per la perdita di valore del vostro terreno, anche se non avete perso

