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Liquidazione giudiziale e locazione: il termine di 3 mesi per agire per la risoluzione dei canoni
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Liquidazione giudiziale e locazione: il termine di 3 mesi per agire per la risoluzione dei canoni

📅 Décision du 19 febbraio 2013⚖️ Cour de cassation👁️ 15 vues📖 5 min de lecture

La Corte di cassazione precisa che l'azione di risoluzione del contratto di locazione per mancato pagamento dei canoni successivi alla sentenza di liquidazione giudiziale non può essere intentata prima della scadenza di un termine di tre mesi dalla sentenza di apertura, sia che la liquidazione sia immediata sia che derivi da una conversione.

Decisione di riferimento : cc • N° 12-13.662 • 2013-02-19 • Consulta la decisione →

Immaginate: siete proprietari di un locale commerciale a Saint-Laurent-du-Var. Il vostro conduttore, una società, è posta in liquidazione giudiziale. Dalla sentenza, occupa ancora i locali ma non paga più i canoni. Cosa fare? Aspettare? Agire immediatamente? La risposta non è così semplice. La Corte di cassazione, con una sentenza del 19 febbraio 2013, ha risolto una questione cruciale: il termine di tre mesi per agire per la risoluzione del contratto di locazione decorre dalla sentenza di apertura della liquidazione giudiziale, anche se questa fa seguito a una procedura di sauvegarde o di redressement judiciaire. In altre parole, il proprietario deve attendere tre mesi prima di chiedere la risoluzione del contratto di locazione per mancato pagamento dei canoni successivi alla sentenza.

I fatti: una storia come tante

Il Sig. X, proprietario di un immobile ad Antibes, aveva concesso in locazione commerciale a una società. Questa è stata posta in redressement judiciaire il 10 gennaio 2010, poi la procedura è stata convertita in liquidazione giudiziale il 15 marzo 2010. Già il 20 marzo, il Sig. X constata che la società non ha pagato i canoni dovuti dalla sentenza di liquidazione. Cita in giudizio il liquidatore per la risoluzione del contratto di locazione dinanzi al tribunale di commercio di Antibes. Il liquidatore eccepisce che l'azione è prematura: l'articolo L. 641-12 del codice del commercio impone un termine di tre mesi dalla sentenza di apertura. Il Sig. X replica che il termine iniziale deve essere la sentenza di conversione, non quella di redressement. La corte d'appello di Aix-en-Provence gli dà ragione: il termine decorre dalla sentenza di liquidazione, perché è in quel momento che sorge l'obbligo di pagare i canoni successivi. Ma la Corte di cassazione cassa la sentenza: il termine iniziale è la sentenza di apertura iniziale (il redressement judiciaire), perché l'articolo si riferisce alla prima sentenza di apertura di una procedura collettiva. Risultato: il Sig. X ha agito troppo presto, la sua azione è inammissibile. Una delusione classica per i locatori che ignorano questa sottigliezza.

Il ragionamento della giurisdizione — analizzato

La Corte di cassazione si basa sull'articolo L. 641-12, 3°, del codice del commercio. Questo testo prevede che il locatore può chiedere la risoluzione del contratto di locazione per mancato pagamento dei canoni e oneri accessori relativi a un'occupazione successiva alla sentenza di liquidazione giudiziale, ma solo dopo un termine di tre mesi dalla sentenza di apertura. La questione era: quale sentenza di apertura? Quella della liquidazione immediata, o quella della procedura anteriore (sauvegarde o redressement) in caso di conversione? La Corte risponde: il termine iniziale è la prima sentenza di apertura di una procedura collettiva, che si tratti di una sauvegarde, di un redressement o di una liquidazione pronunciata immediatamente. In chiaro, se un'impresa passa dal redressement alla liquidazione, il termine di tre mesi inizia a decorrere dalla data della sentenza di redressement. Attenzione però: ciò riguarda solo i canoni successivi alla sentenza di liquidazione. I canoni anteriori restano soggetti al regime dei crediti dichiarati. Quello che pochi sanno è che questo termine è imperativo: il giudice non può derogarvi. L'obiettivo è lasciare al liquidatore il tempo di organizzare la prosecuzione o la cessazione dell'attività.

Cosa cambia per voi — concretamente

Se siete proprietario locatore: appena emessa la sentenza di liquidazione, annotate la data della prima sentenza di apertura (anche se era un redressement). Aspettate tre mesi da tale data prima di citare in giudizio il liquidatore per la risoluzione. Ad esempio, se il redressement risale al 1° marzo 2022 e la liquidazione al 1° giugno 2022, potete agire solo a partire dal 1° giugno 2022 (tre mesi dopo il redressement). Ma se la liquidazione è immediata (1° marzo 2022), agite a partire dal 1° giugno 2022. Se siete conduttore in liquidazione: questo termine vi protegge da uno sfratto troppo rapido. Potete negoziare un piano di cessione o saldare i canoni entro tre mesi. Se siete un condomino: lo stesso principio si applica per gli oneri condominiali non pagati successivi alla sentenza. Esempio concreto: ad Antibes, un proprietario di locale commerciale ha perso 3 mesi di canoni (pari a 5 400 € per un canone di 1 800 €/mese) perché ha citato troppo presto. Nella mia pratica, ho incontrato casi in cui il liquidatore ha eccepito l'inammissibilità, e il locatore ha dovuto attendere la fine del termine per ricominciare, con costi aggiuntivi.

Quattro consigli per evitare questo tipo di controversia

  • Verificate la data della prima sentenza di apertura: chiedete alla cancelleria del tribunale di commercio l'estratto Kbis del vostro conduttore. Annotate la data della prima sentenza, anche in caso di conversione.
  • Calcolate con precisione il termine di tre mesi: decorre da data a data. Usate un calendario e aggiungete 3 mesi. Esempio: sentenza

Questions fréquentes

Quel est le délai pour demander la résiliation du bail après une liquidation judiciaire ?

Le bailleur doit attendre un délai de trois mois à compter du premier jugement d'ouverture (sauvegarde, redressement ou liquidation immédiate) avant d'engager une action en résiliation pour défaut de paiement des loyers postérieurs au jugement de liquidation.

Puis-je agir en résiliation si le locataire ne paie pas les loyers après le jugement de liquidation ?

Oui, mais seulement après l'expiration du délai de trois mois mentionné ci-dessus. Avant ce délai, l'action est irrecevable.

Que faire si j'ai déjà assigné avant la fin du délai de trois mois ?

Votre action sera déclarée irrecevable. Vous devrez attendre la fin du délai et recommencer la procédure, ce qui entraîne des frais supplémentaires.

Ce délai s'applique-t-il aux loyers antérieurs au jugement de liquidation ?

Non, les loyers antérieurs doivent être déclarés au passif de la procédure collective. Le délai de trois mois ne concerne que les loyers dus après le jugement de liquidation.

Le point de départ du délai est-il le jugement de liquidation ou le premier jugement d'ouverture ?

Le point de départ est le premier jugement d'ouverture d'une procédure collective, même si celle-ci est ensuite convertie en liquidation judiciaire. Par exemple, si un redressement judiciaire est converti en liquidation, le délai court à partir du jugement de redressement.

Informations juridiques

  • Numéro: 12-13.662
  • Juridiction: Cour de cassation
  • Date de décision: 19 février 2013

Mots-clés

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Cas d'usage pratiques

1

Propriétaire bailleur à Saint-Laurent-du-Var : locataire en liquidation

M. Dupont loue un local commercial à Saint-Laurent-du-Var à une société placée en redressement judiciaire en janvier 2023, converti en liquidation en mars 2023. Le locataire occupe toujours mais ne paie plus les loyers depuis le jugement de liquidation. M. Dupont souhaite obtenir la résiliation du bail.

Application pratique:

M. Dupont doit attendre le 1er avril 2023 (3 mois après le jugement de redressement du 1er janvier 2023) avant d'assigner le liquidateur. Il peut envoyer une mise en demeure avant, mais ne peut agir en justice avant cette date. Passé ce délai, il intente l'action et peut obtenir la résiliation et l'expulsion.

2

Copropriétaire à Antibes : impayés de charges post-liquidation

Un copropriétaire d'un immeuble à Antibes, personne morale, est placé en liquidation judiciaire immédiate le 1er juin 2023. Il ne paie plus ses charges de copropriété depuis le jugement. Le syndicat des copropriétaires veut agir en recouvrement.

Application pratique:

Le syndicat doit attendre le 1er septembre 2023 (3 mois après le jugement de liquidation) pour engager une action en paiement des charges postérieures. Avant cette date, il peut déclarer sa créance au passif, mais ne peut pas obtenir la résiliation du bail ou une mesure d'expulsion.

3

Acquéreur d'un fonds de commerce à Nice : locataire en procédure collective

Mme Martin achète un fonds de commerce à Nice dont le bail est détenu par une société en liquidation judiciaire. Elle veut reprendre le bail et éviter les loyers impayés postérieurs.

Application pratique:

Elle doit vérifier si le liquidateur a déjà résilié le bail ou si le délai de trois mois est écoulé. Si le bail est encore en cours, elle peut négocier une cession du bail avec le liquidateur, mais doit être consciente que le propriétaire peut demander la résiliation après le délai de trois mois. Une clause de garantie des loyers postérieurs est recommandée.

Maître Cécile Zakine

À propos de l'auteur

Maître Cécile Zakine — Avocate au Barreau des Alpes-Maritimes, Docteur en Droit. Chaque article de ce magazine est rédigé à partir de l'analyse d'une décision de jurisprudence réelle, commentée et mise en perspective par les équipes de Maître Zakine.

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