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Canone provvisorio: attenzione alla prescrizione biennale per richiedere il canone definitivo
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Canone provvisorio: attenzione alla prescrizione biennale per richiedere il canone definitivo

📅 Décision du 01 febbraio 1968⚖️ Cour de cassation👁️ 11 vues📖 5 min de lecture

Una sentenza della Corte di Cassazione del 1° febbraio 1968 precisa che la menzione 'canone provvisorio' in un contratto di locazione non impedisce il decorso della prescrizione biennale. Il locatore non può richiedere un canone definitivo per un periodo passato indeterminato se ha aspettato troppo a lungo. Questo articolo spiega le implicazioni pratiche per proprietari e inquilini.

Decisione di riferimento : cc • N° 66-13.175 • 1968-02-01 • Consulta la decisione →

Immaginate: siete proprietari di un locale commerciale a Évry, nell'Essonne. Firmate un contratto di locazione con un inquilino convenendo che il canone è fissato « a titolo provvisorio » in attesa di una fissazione definitiva. Per tre anni, incassate questo canone provvisorio di 2.000 franchi al mese (circa 300 €). Poi, decidete finalmente di far fissare il canone definitivo, che stimate a 20.000 franchi al mese (circa 3.000 €). L'inquilino vi oppone la prescrizione biennale (termine di due anni per richiedere un arretrato di canone). Pensate che la menzione « provvisorio » sospenda la prescrizione. Ma cosa dice la legge?

Questa domanda, che ogni proprietario locatore si pone un giorno, ha ricevuto una risposta chiara dalla Corte di Cassazione in una sentenza del 1° febbraio 1968 (n° 66-13.175). E la risposta non è quella che si spera: la prescrizione decorre, anche se il canone è detto « provvisorio ». In altre parole, se aspettate troppo a lungo per chiedere la fissazione definitiva, rischiate di perdere ogni diritto a richiedere i conguagli di canone per gli anni passati.

In questo articolo, analizzeremo questa decisione storica, ne comprenderemo il ragionamento e, soprattutto, vedremo come applicarla concretamente per evitare una lite. Che siate proprietari a Boulogne-Billancourt o inquilini a Marsiglia, queste regole vi riguardano.

I fatti: una storia come capita ogni giorno

La vicenda inizia con un contratto di locazione commerciale concesso a una società, la « Compagnie X », beneficiaria del riporto di un contratto precedente a favore del Sig. Y. Il contratto stabilisce che il canone è fissato « a titolo provvisorio » a 200 franchi al mese (vecchi franchi) fino alla fissazione del canone commerciale definitivo. Per diversi anni, l'inquilino paga questo canone provvisorio e il locatore rilascia quietanze recanti la menzione « canone provvisorio ».

Nel 1959, il locatore avvia un'azione giudiziaria per far fissare il canone definitivo, che stima a 20.000 franchi al mese. L'inquilino oppone la prescrizione biennale (termine di due anni per richiedere un arretrato di canone) prevista dall'articolo 33 del decreto del 30 settembre 1953 (divenuto l'articolo L. 145-60 del Codice del commercio). Secondo questo testo, ogni azione per il pagamento del canone si prescrive in due anni. Il locatore replica che la menzione « provvisorio » implica che le parti abbiano inteso sospendere la prescrizione, per permettergli di richiedere il canone definitivo in qualsiasi momento.

Il tribunale di primo grado dà ragione al locatore, ma la corte d'appello riforma questa sentenza. Il locatore ricorre in cassazione. La Corte di Cassazione deve decidere: la menzione « canone provvisorio » è sufficiente a sospendere la prescrizione biennale?

Il ragionamento della giurisdizione — analizzato

La Corte di Cassazione rigetta il ricorso e conferma la sentenza d'appello. Il suo ragionamento è il seguente: la stipulazione nel contratto che il canone è fissato a titolo provvisorio e le quietanze recanti tale menzione non implicano che le parti abbiano convenuto di sospendere la prescrizione biennale per permettere al locatore di richiedere la fissazione definitiva del canone per un periodo passato indeterminato.

In altri termini, il carattere « provvisorio » del canone non è una clausola di sospensione della prescrizione. La prescrizione biennale (termine di due anni da ogni scadenza per richiedere il canone) continua a decorrere normalmente. Se il locatore aspetta più di due anni per agire, non può più richiedere i conguagli di canone per le scadenze anteriori di due anni rispetto alla sua domanda.

Il fondamento legale è l'articolo 33 del decreto del 30 settembre 1953, oggi codificato all'articolo L. 145-60 del Codice del commercio: « Le azioni per il pagamento dei canoni si prescrivono in due anni. » Questo testo è di ordine pubblico (norma imperativa che le parti non possono derogare con convenzione). La Corte sottolinea che la volontà delle parti, anche espressa, non può derogare a questo termine di prescrizione. In altre parole, anche se il contratto menziona che il canone è provvisorio, ciò non basta a creare un'eccezione legale.

Quello che pochi sanno è che questa decisione è una conferma della giurisprudenza anteriore: i giudici sono severi sul rispetto dei termini di prescrizione in materia di canoni. Ritengono che il locatore abbia l'obbligo di far fissare il canone definitivo entro un termine ragionevole, pena la perdita del diritto per il passato. Attenzione però: ciò non gli impedisce di chiedere la fissazione per il futuro, ma solo per le scadenze future.

In chiaro, se siete locatori e avete accettato un canone provvisorio, non potete aspettare anni per richiedere l'importo definitivo. La prescrizione taglia i vostri arretrati oltre i due anni. Nella mia pratica, ho incontrato casi in cui proprietari a Boulogne-Billancourt avevano lasciato passare 5 anni prima di agire: hanno perso il diritto di richiedere i conguagli per i primi tre anni.

Cosa cambia per voi — concretamente

Questa decisione ha implicazioni dirette per i proprietari locatori e gli inquilini, ma anche per gli acquirenti di beni locati.

Per il proprietario locatore: se vi trovate in questa situazione, dovete agire rapidamente. Appena firmate un contratto con un canone provvisorio, dovete avviare una procedura di fissazione del canone definitivo entro i due anni successivi. In caso contrario, perderete il diritto di richiedere i conguagli per le scadenze passate. È consigliabile consultare un avvocato specializzato in diritto immobiliare per valutare i tempi e le modalità.

Per l'inquilino: questa sentenza è una protezione contro richieste tardive del locatore. Se ricevete una richiesta di conguaglio per canoni risalenti a più di due anni fa, potete opporre la prescrizione biennale. Tuttavia, attenzione: la prescrizione non si applica se il locatore ha interrotto il termine (ad esempio, con un atto di citazione o un riconoscimento di debito). Conservate tutte le quietanze e le comunicazioni per dimostrare le date di pagamento.

Per l'acquirente di un immobile locato: se acquistate un immobile con un contratto di locazione in corso che prevede un canone provvisorio, dovete verificare se il precedente locatore ha avviato la procedura di fissazione. In caso contrario, potreste ereditare il rischio di perdere i conguagli per il passato. È opportuno richiedere una dichiarazione del venditore in merito.

In sintesi, la menzione « canone provvisorio » non sospende la prescrizione biennale. Locatori e inquilini devono essere vigili sui termini per evitare sorprese. La giurisprudenza è costante su questo punto: non ci si può affidare a clausole implicite per eludere la legge.

Questions fréquentes

Puis-je réclamer un loyer définitif pour les années passées si le bail mentionne 'loyer provisionnel' ?

Oui, mais seulement pour les échéances de moins de deux ans avant votre demande. Au-delà, la prescription biennale (délai de deux ans pour agir) est acquise.

Que faire si le locataire refuse de payer le loyer définitif fixé par le juge ?

Vous pouvez engager une procédure de recouvrement. Mais attention, la prescription continue de courir sur les échéances impayées. N'attendez pas.

La prescription est-elle interrompue par une simple lettre de mise en demeure ?

Oui, une lettre recommandée avec accusé de réception qui réclame le paiement interrompt la prescription. Mais pour être sûr, il vaut mieux une assignation en justice.

Quel est le délai pour agir en fixation du loyer définitif si le bail est à durée indéterminée ?

Idem : deux ans à compter de chaque échéance. Pour le passé, c'est deux ans ; pour l'avenir, il n'y a pas de délai butoir.

Puis-je inclure une clause dans le bail qui dit que la prescription ne court pas tant que le loyer n'est pas fixé ?

C'est risqué. La jurisprudence considère que la prescription biennale est d'ordre public (règle impérative), donc une telle clause pourrait être réputée non écrite.

Informations juridiques

  • Numéro: 66-13.175
  • Juridiction: Cour de cassation
  • Date de décision: 01 février 1968

Mots-clés

loyer provisionnelprescription biennalebail commercialfixation du loyerCour de cassation

Cas d'usage pratiques

1

Propriétaire bailleur à Boulogne-Billancourt après 3 ans de loyer provisionnel

Un propriétaire signe un bail commercial en 2020 avec un loyer provisionnel de 2 000 € par mois. En 2023, il demande la fixation définitive à 3 500 €. Le locataire oppose la prescription pour les années 2020 et 2021.

Application pratique:

Le propriétaire ne pourra réclamer le complément que pour 2022 et 2023. Pour éviter cela, il aurait dû agir dans les deux ans suivant la première échéance, ou inclure une clause de fixation avec délai butoir.

2

Locataire à Évry protégé par la prescription biennale

Un locataire paie un loyer provisionnel de 1 500 € depuis 5 ans. Le bailleur réclame soudain un rappel de 30 000 € correspondant à la différence avec le loyer du marché.

Application pratique:

Le locataire peut opposer la prescription biennale pour les trois premières années, réduisant la dette à environ 12 000 €. Il doit conserver ses quittances et consulter un avocat.

3

Acquéreur d'un local commercial à Marseille

Un investisseur achète un local loué avec un bail mentionnant un loyer provisionnel non fixé depuis 4 ans. Le vendeur n'a pas engagé de procédure.

Application pratique:

L'acquéreur ne pourra pas réclamer de complément pour les années passées, car le droit est prescrit. Il doit négocier le prix d'achat en conséquence et, dès l'acquisition, demander la fixation pour l'avenir.

Maître Cécile Zakine

À propos de l'auteur

Maître Cécile Zakine — Avocate au Barreau des Alpes-Maritimes, Docteur en Droit. Chaque article de ce magazine est rédigé à partir de l'analyse d'une décision de jurisprudence réelle, commentée et mise en perspective par les équipes de Maître Zakine.

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