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Prescrizione biennale della locazione commerciale: quando l'azione per la determinazione del canone è troppo tardiva
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Prescrizione biennale della locazione commerciale: quando l'azione per la determinazione del canone è troppo tardiva

📅 Décision du 20 ottobre 2016⚖️ Cour de cassation👁️ 9 vues📖 5 min de lecture

La Corte di cassazione ricorda che l'azione del conduttore per la determinazione del prezzo del canone rinnovato è soggetta alla prescrizione biennale dell'articolo L. 145-60 del codice del commercio. Decorso tale termine, il locatario perde il diritto di contestare il nuovo canone, anche se il locatore ha proposto un aumento. Una decisione cruciale per ogni proprietario o commerciante.

Decisione di riferimento: cc • N° 15-19.940 • 2016-10-20 • Consulta la decisione →

Immaginate: siete commercianti a Pont-Saint-Esprit, nel Gard. Il vostro contratto di locazione commerciale sta per scadere. Il proprietario vi propone un nuovo canone, molto più alto. Continuate a pagare, ma contestate. Un anno dopo, adite il giudice dei canoni commerciali. Troppo tardi, vi viene detto. La vostra azione è prescritta. È esattamente ciò che è accaduto alla locataria nel caso giudicato dalla Corte di cassazione il 20 ottobre 2016. La domanda che ogni proprietario o locatario si pone: quanto tempo ho per agire per la determinazione del canone del contratto rinnovato? Questa decisione risponde: due anni dal rinnovo. Un termine spesso ignorato, che può costare caro.

Ma cosa cambia esattamente? Il conduttore (locatario commerciale) ha il diritto di contestare il canone proposto dal locatore al momento del rinnovo del contratto. Ma questo diritto non è eterno. L'articolo L. 145-60 del codice del commercio impone una prescrizione biennale (termine di due anni) per agire. Decorso tale termine, il canone fissato dal locatore diventa definitivo, anche se eccessivo. La Corte di cassazione, in questa sentenza, conferma fermamente questa regola: l'azione per la determinazione del canone è soggetta a tale prescrizione, senza eccezioni.

Per i non addetti ai lavori, ciò significa che un locatario che non contesta il nuovo canone entro due anni dal rinnovo del contratto non potrà più tornare indietro. È una spada di Damocle per i commercianti, ma anche una sicurezza per i proprietari. Analizziamo questo caso per capire come agire ed evitare la trappola.

I fatti: una storia che capita ogni giorno

La signora X, locataria di un locale commerciale a Le Vigan (Gard), gestiva un fondo di commercio. Il suo contratto, stipulato nel 1996, prevedeva un canone annuo di 57.000 euro al netto delle imposte. Nel 2009, il contratto è scaduto. Il proprietario, il signor Y, ha notificato una disdetta con offerta di rinnovo, ma a un canone molto superiore: 85.145,52 euro all'anno. La signora X ha continuato a pagare il canone indicizzato, senza protestare immediatamente. Solo il 21 febbraio 2012, cioè oltre due anni dopo il rinnovo, ha adito il giudice dei canoni commerciali per far fissare il canone a un importo più ragionevole.

Il proprietario ha quindi sollevato la prescrizione biennale: secondo lui, l'azione della signora X era tardiva. Il tribunale di primo grado gli ha dato ragione, dichiarando la domanda prescritta. La signora X ha fatto appello, ma la corte d'appello ha confermato. Si è quindi rivolta in cassazione. Il suo argomento: la prescrizione biennale non si applica all'azione per la determinazione del canone rinnovato, poiché tale azione è indipendente dalla domanda di revisione prevista dall'articolo L. 145-60. Ma la Corte di cassazione non ha seguito questo ragionamento.

In sintesi, la controversia riguardava la natura dell'azione: si tratta di un'azione per la determinazione del canone (soggetta alla prescrizione biennale) o di un'azione di revisione (che obbedisce ad altre regole)? I giudici hanno stabilito: l'azione del conduttore per contestare il canone proposto dal locatore al momento del rinnovo è un'azione per la determinazione del canone, soggetta alla prescrizione di due anni.

Il ragionamento della giurisdizione — analizzato

La Corte di cassazione si è basata sull'articolo L. 145-60 del codice del commercio, che dispone: «Le azioni derivanti dal presente capitolo si prescrivono in due anni.» Questo testo, nella sua versione applicabile, riguarda tutte le azioni relative allo statuto delle locazioni commerciali, compresa l'azione per la determinazione del prezzo del canone rinnovato. L'Alta giurisdizione ha ricordato che questa prescrizione è di ordine pubblico: le parti non possono derogarvi.

I giudici hanno esaminato gli argomenti della signora X. Questa sosteneva che la sua azione era una semplice richiesta di determinazione giudiziale del canone, che non sarebbe soggetta alla prescrizione biennale perché derivava dal rinnovo stesso, e non da una contestazione del canone precedente. Ma la Corte ha respinto questa analisi: «l'azione del conduttore per la determinazione del prezzo del canone rinnovato è soggetta alla prescrizione biennale dell'articolo L. 145-60 del codice del commercio». In altre parole, dal momento del rinnovo, il locatario deve agire entro due anni se vuole contestare il canone proposto.

Attenzione però: la decisione precisa che il termine decorre dal rinnovo, cioè dalla data in cui il contratto si è rinnovato per accordo delle parti e pagamento del canone indicizzato. In questo caso, il rinnovo era avvenuto nel 2009 e la locataria aveva adito il giudice nel 2012, cioè oltre due anni dopo. La prescrizione era quindi maturata.

Quello che pochi sanno è che questa giurisprudenza è costante. La Corte di cassazione aveva già giudicato in tal senso in una sentenza del 7 maggio 2008 (n. 07-13.460). La sentenza del 2016 non fa che confermare una posizione ben consolidata. Per i magistrati, si tratta di garantire la sicurezza giuridica delle locazioni commerciali: una volta trascorso il termine, il canone è definitivamente fissato.

Cosa cambia per voi — concretamente

Per i locatari commercianti, questa decisione è un avvertimento: se il vostro locatore vi propone un nuovo canone in aumento, avete due anni per contestarlo.

Questions fréquentes

Quel est le délai pour contester le loyer d'un bail commercial renouvelé ?

Le délai est de deux ans à compter du renouvellement du bail, conformément à l'article L. 145-60 du code de commerce. Passé ce délai, l'action en fixation du loyer est prescrite.

Que faire si j'ai reçu une proposition de renouvellement de bail avec un loyer trop élevé ?

Vous devez agir rapidement : dans les deux ans suivant le renouvellement, saisissez le juge des loyers commerciaux pour contester le loyer. Envoyez également une lettre recommandée au bailleur pour marquer votre désaccord.

Le paiement du loyer pendant deux ans vaut-il acceptation du nouveau loyer ?

Non, le seul paiement ne vaut pas acceptation. Mais si vous ne contestez pas par écrit, le délai de prescription court. Il est conseillé de protester formellement dès les premiers paiements.

Quels sont les risques si je dépasse le délai de deux ans ?

Votre action est prescrite : le loyer proposé devient définitif. Vous devrez payer le montant majoré sans possibilité de le contester, sauf cas de fraude.

Puis-je interrompre la prescription en envoyant une simple lettre ?

Oui, une lettre recommandée avec accusé de réception contestant le loyer peut interrompre la prescription. Mais vous devez ensuite engager une action en justice dans les deux ans suivant cette interruption.

Informations juridiques

  • Numéro: 15-19.940
  • Juridiction: Cour de cassation
  • Date de décision: 20 octobre 2016

Mots-clés

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Cas d'usage pratiques

1

Locataire commerçant à Le Vigan : loyer contesté après 3 ans

M. Martin, gérant d'une boutique à Le Vigan, reçoit un congé avec offre de renouvellement en 2021, portant son loyer de 1 200 € à 1 500 € par mois. Il paie sans protester jusqu'en 2024, puis saisit le juge. Sa demande est prescrite car plus de deux ans se sont écoulés depuis le renouvellement.

Application pratique:

Cette jurisprudence s'applique directement : M. Martin aurait dû contester dans les deux ans. Pour éviter cela, dès réception de l'offre, il doit consulter un avocat et, si nécessaire, saisir le juge avant l'expiration du délai. En l'état, il est contraint d'accepter le loyer majoré.

2

Propriétaire bailleur à Pont-Saint-Esprit : sécuriser le nouveau loyer

Mme Dupont, propriétaire d'un local à Pont-Saint-Esprit, propose un loyer de 2 000 € par mois à son locataire en 2022. Le locataire paie sans réagir jusqu'en 2024. Mme Dupont peut dormir tranquille : le loyer est définitif, car le délai de prescription est passé.

Application pratique:

Pour le propriétaire, cette jurisprudence est une protection. Il doit néanmoins s'assurer que son offre de renouvellement est régulière (motivée, respect des formes). Si le locataire conteste dans les deux ans, il faudra justifier le loyer par des références de marché.

3

Acquéreur d'un fonds de commerce : vérifier le délai de prescription

M. Leblanc achète un fonds de commerce à Nîmes en 2023. Le bail a été renouvelé en 2021 avec un loyer de 3 000 €. Il se demande s'il peut demander une baisse. La réponse est non : l'action en fixation est prescrite depuis 2023.

Application pratique:

Avant d'acquérir, l'acquéreur doit demander la date du dernier renouvellement et vérifier si une action en fixation est en cours. Si le délai de deux ans est dépassé, le loyer est figé, ce qui peut être un élément de négociation du prix de vente.

Maître Cécile Zakine

À propos de l'auteur

Maître Cécile Zakine — Avocate au Barreau des Alpes-Maritimes, Docteur en Droit. Chaque article de ce magazine est rédigé à partir de l'analyse d'une décision de jurisprudence réelle, commentée et mise en perspective par les équipes de Maître Zakine.

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