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Diritto di prelazione: l'ente deve pagare la commissione d'agenzia dell'acquirente escluso
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Diritto di prelazione: l'ente deve pagare la commissione d'agenzia dell'acquirente escluso

📅 Décision du 26 settembre 2007⚖️ Cour de cassation👁️ 6 vues📖 5 min de lecture

Una sentenza della Corte di cassazione del 2007 precisa che quando un ente (comune, ente sociale) esercita il suo diritto di prelazione su un bene, deve farsi carico della remunerazione degli intermediari immobiliari che normalmente incombeva sull'acquirente iniziale. Questa regola si applica a condizione che l'importo della commissione e la parte che ne ha l'onere siano chiaramente indicati nel compromesso di vendita e nella dichiarazione di intento di alienare.

Decisione di riferimento : cc • N. 06-17.337 • 2007-09-26 • Consulta la decisione →

Immaginate: siete proprietari di una bella villa a Sanary-sur-Mer, con vista mozzafiato sul mare. Avete trovato un acquirente serio. Il compromesso di vendita è firmato, l'agenzia immobiliare ha fatto il suo lavoro. Ma ecco, il comune di Sanary-sur-Mer o un ente sociale decide di esercitare il suo diritto di prelazione (il diritto di sostituirsi all'acquirente per acquistare il bene al suo posto). Fino a qui, nulla di anomalo. La domanda che vi assilla: chi paga la commissione d'agenzia? L'acquirente iniziale, l'ente prelazionante, o nessuno? Questa domanda, migliaia di proprietari e agenti immobiliari se la pongono ogni anno. La sentenza della Corte di cassazione del 26 settembre 2007 (n. 06-17.337) risponde chiaramente: l'ente che prelaziona deve farsi carico della remunerazione degli intermediari immobiliari che incombeva sull'acquirente iniziale. Ma attenzione, tale obbligo è condizionato: è necessario che l'importo della commissione e la parte che ne ha l'onere siano indicati nel compromesso di vendita e nella diritto di prelazione urbano">dichiarazione di intento di alienare (DIA). Se il compromesso menziona «commissione a carico dell'acquirente», l'ente prelazionante dovrà pagarla. Altrimenti, guai a litigi. Decifriamo insieme questa decisione fondatrice.

I fatti: una storia come ne capitano ogni giorno

Il signor X, proprietario di un terreno a La Seyne-sur-Mer, decide di vendere un appezzamento. Firma un compromesso di vendita con un acquirente, il signor Y, tramite un'agenzia immobiliare. Il compromesso prevede che la commissione d'agenzia, di importo pari a 15.000 euro, sia a carico dell'acquirente. Il notaio redige poi una dichiarazione di intento di alienare (DIA) che trasmette al comune di La Seyne-sur-Mer. Quest'ultimo, esercitando il suo diritto di prelazione urbano (DPU), si sostituisce all'acquirente iniziale e acquista il terreno allo stesso prezzo. Ma il comune rifiuta di pagare la commissione d'agenzia, ritenendo che solo l'acquirente iniziale ne fosse debitore. L'agenzia immobiliare, furiosa, cita in giudizio il comune per il pagamento. Il tribunale di grande istanza di Tolone, poi la corte d'appello di Aix-en-Provence, danno ragione all'agenzia. Il comune ricorre in cassazione. La Corte di cassazione rigetta il ricorso: conferma che l'ente prelazionante è tenuto a pagare la commissione d'agenzia, poiché si sostituisce all'acquirente in tutte le clausole del compromesso, compresa quella relativa alla remunerazione dell'intermediario. Attenzione però: in questa vicenda, il compromesso menzionava chiaramente che la commissione era a carico dell'acquirente. Se tale menzione fosse stata assente, la soluzione avrebbe potuto essere diversa. Inoltre, la DIA deve riprendere tale informazione affinché l'ente sia informato. Senza di ciò, il prelazionante potrebbe legittimamente rifiutarsi di pagare.

Il ragionamento della giurisdizione — decodificato

La Corte di cassazione si basa sull'articolo L. 213-1 del Codice dell'urbanistica (nella versione allora in vigore), che dispone che il titolare del diritto di prelazione si sostituisce all'acquirente in tutte le clausole del compromesso di vendita. Quando un comune prelaziona, riprende il contratto esattamente alle stesse condizioni dell'acquirente iniziale. Se l'acquirente doveva pagare la commissione, anche il comune deve pagarla. I giudici precisano che questa sostituzione avviene automaticamente, senza che l'ente prelazionante possa scegliere le clausole che accetta. È un pacchetto tutto compreso. I magistrati respingono l'argomento del comune secondo cui la commissione sarebbe un elemento estraneo al prezzo di vendita. Per loro, la remunerazione dell'intermediario fa parte integrante delle condizioni della vendita. La decisione è una conferma della giurisprudenza anteriore (in particolare Cass. 3e civ., 20 dic. 2000, n. 99-12.917). Non è quindi un revirement, ma un fermo richiamo. La Corte insiste su un punto cruciale: affinché l'ente sia tenuto, è necessario che l'importo della commissione e la parte che ne ha l'onere siano indicati nel compromesso di vendita E nella DIA. Questa doppia menzione è una condizione di validità della prelazione. Senza di essa, l'ente potrebbe contestare il proprio debito. Nella pratica, ho incontrato fascicoli in cui la DIA non menzionava la commissione, e il comune ha rifiutato di pagare. L'agenzia ha dovuto citare in giudizio il venditore per ottenere il pagamento. È un rischio da non trascurare.

Cosa cambia per voi — concretamente

Per i proprietari venditori: dovete assicurarvi che il compromesso di vendita menzioni chiaramente l'importo della commissione e la parte che la paga (acquirente o venditore). Se l'acquirente è il debitore, in caso di prelazione, l'ente dovrà pagarla. Ma attenzione: se la menzione è assente, rischiate di dover pagare la commissione voi stessi se l'agenzia vi

Questions fréquentes

Que faire si l'organisme préempteur refuse de payer la commission d'agence ?

Vous pouvez l'assigner en paiement devant le tribunal judiciaire. La prescription est de 5 ans. Rassemblez le compromis de vente et la déclaration d'intention d'aliéner (DIA) qui mentionnent la commission.

Puis-je réclamer la commission au vendeur si l'organisme ne paie pas ?

Oui, si le compromis ne mentionnait pas clairement que la commission était à la charge de l'acquéreur. Mais il est préférable de se retourner d'abord contre l'organisme préempteur.

Quels sont les délais pour agir en paiement de la commission ?

Vous avez 5 ans à compter de la préemption (délai de prescription de droit commun). En pratique, agissez dans les 6 mois pour éviter les complications.

Le montant de la commission est-il plafonné ?

Non, il est librement convenu entre les parties. Toutefois, en cas d'abus, le juge peut le réduire. Il doit être mentionné dans le compromis et la DIA.

L'organisme peut-il contester le montant de la commission ?

Oui, s'il estime qu'elle est excessive ou non justifiée. Mais le juge vérifiera si elle était prévue dans le compromis et la DIA. En l'absence de mention, l'organisme peut refuser de payer.

Informations juridiques

  • Numéro: 06-17.337
  • Juridiction: Cour de cassation
  • Date de décision: 26 septembre 2007

Mots-clés

droit de préemptioncommission d'agenceintermédiaire immobilierurbanismeCour de cassation

Cas d'usage pratiques

1

Propriétaire vendeur à La Seyne-sur-Mer

Vous vendez votre maison avec une agence immobilière. Le compromis prévoit que la commission de 18 000 € est à la charge de l'acquéreur. La commune préempte et refuse de payer.

Application pratique:

Vous devez vérifier que la DIA mentionne la commission. Si c'est le cas, l'agence pourra réclamer le paiement à la commune. Sinon, vous risquez de devoir payer la commission vous-même.

2

Agent immobilier à Sanary-sur-Mer

Vous avez signé un mandat de vente pour un appartement. L'acquéreur est évincé par un bailleur social. La DIA ne mentionne pas la commission.

Application pratique:

Vous pouvez assigner le vendeur en paiement si le compromis prévoit que la commission est à la charge de l'acquéreur. Mieux vaut exiger une mention claire dans la DIA avant la préemption.

3

Commune exerçant son droit de préemption

Vous êtes un service d'urbanisme communal à Toulon. Vous préemptez un terrain. Le compromis mentionne une commission de 12 000 € à la charge de l'acquéreur.

Application pratique:

Vous devez intégrer cette commission dans votre enveloppe. Vérifiez la DIA : si elle ne mentionne pas la commission, vous pouvez contester. Sinon, payez pour éviter un procès.

Maître Cécile Zakine

À propos de l'auteur

Maître Cécile Zakine — Avocate au Barreau des Alpes-Maritimes, Docteur en Droit. Chaque article de ce magazine est rédigé à partir de l'analyse d'une décision de jurisprudence réelle, commentée et mise en perspective par les équipes de Maître Zakine.

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